Giovanni Battista Bertone (1874-1969) (Democrazia Cristiana)
Presidenti della 5° COMMISSIONE PERMANENTE del SENATO della REPUBBLICA
(Finanze e tesoro)
1° Legislatura della Repubblica italiana
2° Legislatura della Repubblica italiana
3° Legislatura della Repubblica italiana
4° Legislatura della Repubblica italiana
Presidenti della 2° COMMISSIONE PERMANENTE della CAMERA dei DEPUTATI
(Affari della Presidenza del Consiglio - affari interni e di culto - enti pubblici)
III°LEGISLATURA
IV°LEGISLATURA
04° Legislatura della Repubblica italiana (dal 16 maggio 1963 al 4 giugno 1968) (durata : giorni 1845)
LEGISLATURE della REPUBBLICA ITALIANA
I principali eventi della Legislatura
Dopo le elezioni politiche del 28 aprile 1963, fallito un tentativo di accordo con i socialisti promosso da Moro, il 21 giugno Leone forma un governo monocolore democristiano. In dicembre Moro forma il primo governo di centro-sinistra organico, cioè con la partecipazione di ministri socialisti accanto a quelli democristiani, socialdemocratici e repubblicani.
Il 16 maggio del 1963 Cesare Merzagora viene eletto Presidente del Senato.
Discorso di insediamento nel resoconto della seduta n. 1 del 16 maggio 1963 »
Nel giugno 1964 i contrasti tra socialisti e democristiani portano alle dimissioni del governo Moro, che il 6 agosto sarà nuovamente chiamato a guidare un governo quadripartito. Negli stessi giorni il Presidente della Repubblica Segni viene colpito da una grave malattia che gli impedisce l'esercizio delle funzioni.
Il 21 agosto muore Palmiro Togliatti, gli succede Luigi Longo alla guida del Pci. In seguito alle dimissioni di Segni, il 28 dicembre il socialdemocratico Giuseppe Saragat viene eletto presidente della Repubblica.
Il 15 marzo 1965 il governo Moro varava il cosiddetto superdecreto (decreto-legge 15 marzo 1965, n. 124, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1965, n. 431). Si trattava di un complesso di provvedimenti diretto a tonificare l'economia in alcuni settori base: l'edilizia, specia quella a carattere popolare, la viabilità, i porti, l'agricoltura e alcune produzioni dell'industria meccanica, tendeva anche a sostenere le esportazioni attraveso un'azione di finanziamento a medio termine.
Il 22 gennaio 1966 si dimette il governo Moro, lo stesso uomo politico formerà un nuovo esecutivo di centro-sinistra organico, che rimarrà in carica sino a fine legislatura. Nei mesi successivi provocano scalpore le rivelazioni su presunti progetti di colpo di Stato promossi nel 1964 da settori di forze armate e servizi segreti. Nell'ottobre 1966 si attua la riunificazione di Psi e Psdi nel Partito socialista unificato (PSU).
Nel luglio 1967 è varata la legge sulla programmazione economica nazionale (legge 27 luglio 1967, n. 685).
Il 6 novembre del 1967 il Presidente del Senato, Cesare Merzagora, annunzia le proprie dimissioni che vengono respinte dall'Assemblea.
Resoconto della seduta n. 716 del 6 novembre 1967 »
Il 7 novembre del 1967 il Presidente del Senato, Cesare Merzagora, conferma le proprie dimissioni.
Resoconto della seduta n. 717 del 7 novembre 1967 »
L'8 novembre del 1967 Ennio Zelioli Lanzini viene eletto Presidente del Senato.
Discorso di insediamento nel resoconto della seduta n. 718 dell'8 novembre 1967 »
Nel febbraio 1968 vengono approvate la legge elettorale regionale (legge 17 febbraio 1968, n. 108) e la riforma ospedaliera (legge 12 febbraio 1968, n. 132), che prevedeva una vasta riorganizzazione dei servizi sanitari, una strutturazione più democratica dei consigli di amministrazione degli enti ospedalieri e delle cliniche universitarie. Nel marzo 1968 viene istituita la scuola materna statale (legge 18 marzo 1968, n. 444). Nei primi mesi del 1968 si estende il movimento delle agitazioni studentesche, iniziato l'anno precedente, che porta all'occupazione di numerose facoltà universitarie e a grandi manifestazioni di massa.
Giuseppe Garlato (1896-1988)
Presidenti della 7° COMMISSIONE PERMANENTE del SENATO della REPUBBLICA
(Lavori pubblici, Trasporti, Poste e Telecomunicazioni e Marina Mercantile)
4° Legislatura della Repubblica italiana
Presidenti della 2° COMMISSIONE PERMANENTE della CAMERA dei DEPUTATI
(Affari della Presidenza del Consiglio - affari interni e di culto - enti pubblici)
IV° LEGISLATURA
Cesare Merzagora (1898-1991) (Indipendente)
PRESIDENTI DEL SENATO DELLA REPUBBLICA
(25 giugno 1953 - 11 giugno 1958)
II° Legislatura della Repubblica
(12 giugno 1958 - 15 maggio 1963)
III° Legislatura della Repubblica
(16 maggio 1963 - 7 novembre 1967)
IV° Legislatura della Repubblica
Luigi Russo (1904-1992) (Gruppo Democratico Cristiano)
Presidenti della 6° COMMISSIONE PERMANENTE del SENATO della REPUBBLICA
(Istruzione pubblica e belle arti)
3° Legislatura della Repubblica italiana
4° Legislatura della Repubblica italiana
5° Legislatura della Repubblica italiana
PRESIDENTI del CONSIGLIO dei MINISTRI della REPUBBLICA ITALIANA
I Governo Moro
Dal 4 dicembre 1963 al 22 luglio 1964
IV Legislatura della Repubblica italiana
II Governo Moro
Dal 22 luglio 1964 al 23 febbraio 1966
IV Legislatura della Repubblica italiana
III Governo Moro
Dal 23 febbraio 1966 al 24 giugno 1968
IV Legislatura della Repubblica italiana
IV Governo Moro
Dal 23 novembre 1974 al 12 febbraio 1976
VI Legislatura della Repubblica italiana
V Governo Moro
Dal 12 febbraio 1976 al 29 luglio 1976
VI Legislatura della Repubblica italiana
Bartolomeo Ruini ( Meuccio ) (1877-1970)
(Reggio Emilia, 14 dicembre 1877 – Roma, 6 marzo 1970), è stato un politico italiano.
Fu ministro nel 1920 e nel 1944-1945, presidente del Senato nel 1953 e senatore a vita dal 1963.
Nominato dal Presidente Antonio Segni nel 1963
SENATORI A VITA nominati dal PRESIDENTE della REPUBBLICA
Strategia della tensione (1964-1980)
La strategia della tensione è un piano volto a creare una situazione di paura diffusa tra la popolazione, attuata mediante l'organizzazione e la realizzazione di atti terroristici[1], e che, mediante un disegno eversivo, tende alla destabilizzazione o al disfacimento degli equilibri precostituiti. Il termine è associato soprattutto a un periodo molto tormentato della storia della Repubblica Italiana, in particolare negli anni settanta del XX secolo, conosciuto come anni di piombo.
L'arco temporale si concentrerebbe in un periodo che andrebbe dalla strage di piazza Fontana (12 dicembre 1969) alla strage di Bologna (2 agosto 1980), sebbene alcuni studiosi retrodatino l'inizio di tale strategia al Piano Solo (1964), il fallito colpo di Stato progettato dal generale dell'Arma dei Carabinieri Giovanni de Lorenzo
Ferruccio Parri (1890-1981)
(Pinerolo, 19 gennaio 1890 – Roma, 8 dicembre 1981) è stato un politico e partigiano italiano. Con il nome di battaglia Maurizio[2] fu uno dei due vicecomandanti del CVL durante la guerra di liberazione italiana. Fu il primo presidente del Consiglio dei ministri a capo di un governo di unità nazionale istituito alla fine della seconda guerra mondiale.
Pluridecorato eroe della prima guerra mondiale, fu parte del ufficio operazioni del comando supremo italiano.
Nominato dal Presidente Antonio Segni nel 1963
SENATORI A VITA nominati dal PRESIDENTE della REPUBBLICA
Cesare Merzagora (1898-1991)
Milano, 9 novembre 1898 – Roma, 1º maggio 1991) è stato un politico e dirigente d'azienda italiano.
Fu presidente del Senato della Repubblica dal 1953 al 1967[2], e come tale supplì il presidente della Repubblica Segni da agosto a dicembre 1964.
Nominato dal Presidente Antonio Segni nel 1963
SENATORI A VITA nominati dal PRESIDENTE della REPUBBLICA
Giuseppe Paratore (1876-1967)
(Palermo, 31 maggio 1876 – Roma, 26 febbraio 1967) è stato un avvocato e politico italiano, deputato, sottosegretario e Ministro delle poste e dei telegrafi nel Regno d'Italia, è stato membro dell'Assemblea Costituente, Senatore della Repubblica (prima elettivo, poi a vita), Presidente del Senato.
Nominato dal Presidente Giovanni Gronchi nel 1957
SENATORI A VITA nominati dal PRESIDENTE della REPUBBLICA
Il Piano Solo fu un piano di emergenza speciale a tutela dell'ordine pubblico fatto predisporre nel 1964 da Giovanni de Lorenzo durante il suo incarico di comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, per volere del presidente della Repubblica Antonio Segni.
Fu ritenuto dal Partito Socialista Italiano un tentativo di colpo di Stato e fu chiamato in tal modo perché solo l'Arma dei Carabinieri lo avrebbe dovuto attuare. In seguito alla desecretazione del 1990 emerse che, secondo tale piano, la sede del PSI sarebbe dovuta essere stata occupata, con 20 000 carabinieri da impiegare.[1] Nel 1967, Nenni riferì che in quelle settimane risuonava un tintinnar di sciabole alludendo proprio alla minaccia di un golpe militare.
La stampa - come ad esempio in un articolo nel 1967 pubblicato sul giornale l'Espresso - e in particolare i giornalisti Lino Jannuzzi ed Eugenio Scalfari, sostenne che Segni e de Lorenzo fecero pressione sul Partito Socialista, il quale rinunciò alle riforme ed accettò di formare un secondo governo Moro perché preoccupato dell'attuazione del piano.[2] La risonanza mediatica portò ad un grande dibattito in Parlamento, dove si decise di istituire un'apposita commissione parlamentare d'inchiesta, presieduta da Giuseppe Alessi, che però escluse ogni tesi di tentato colpo di Stato
Nato a Como, 15 ottobre 1964
Licenza istituto tecnico industriale; giornalista e pubblicista
Nato l'8 agosto 1964 a Volturara Appula (Foggia)
Laurea in giurisprudenza
Università di Roma La Sapienza
Avvocato; Docente universitario
Nasce a Verona il 28 settembre 1882
Deceduto a Roma il 20 dicembre 1964
Maturità classica
Prefetto di Chieti; Prefetto di Forlì; Prefetto di La Spezia