CERVELLI DISSENZIENTI CHE DESIDERANO CONTARE

IL FERMO IMMAGINE

Bettino Ricasoli (Destra storica)
Bettino Ricasoli (Destra storica)
Ministri degli AFFARI ESTERI del Regno d'Italia

1861-1862 - Ricasoli 1
1866 - Ricasoli 2

Ubaldino Peruzzi
Ubaldino Peruzzi
Ministri dei LAVORI PUBBLICI del Regno d'Italia

1861 - Cavour 4
1861-1862 - Ricasoli 1

Urbano Rattazzi (Sinistra storica)
Urbano Rattazzi (Sinistra storica)
Ministri degli AFFARI ESTERI del Regno d'Italia

1862 - Rattazzi 1

Agostino Depretis
Agostino Depretis
Ministri dei LAVORI PUBBLICI del Regno d'Italia

1862 - Rattazzi 1
1877- Depretis 1

Vittorio Emanuele II di Savoia (RE di SARDEGNA dal 24 marzo 1849 al 17 marzo 1861) (RE d'ITALIA dal 17 marzo 1861-al 9 gennaio 1878)
Vittorio Emanuele II di Savoia (RE di SARDEGNA dal 24 marzo 1849 al 17 marzo 1861) (RE d'ITALIA dal 17 marzo 1861-al 9 gennaio 1878)
RE del REGNO di SARDEGNA
RE del REGNO d'ITALIA

II Legislatura del Regno di Sardegna
III Legislatura del Regno di Sardegna
IV Legislatura del Regno di Sardegna
V Legislatura del Regno di Sardegna
VI Legislatura del Regno di Sardegna
VII Legislatura del Regno di Sardegna
VIII Legislatura del Regno d'Italia
IX Legislatura del Regno d'Italia
X Legislatura del Regno d'Italia
XI Legislatura del Regno d'Italia

Ruggero Settimo (1778-1863)
Ruggero Settimo (1778-1863)
PRESIDENTI del SENATO del REGNO D'ITALIA

(18 febbraio 1861-21 maggio 1863)
VIII° Legislatura del Regno d'Italia
Giacomo Durando (Militare)
Giacomo Durando (Militare)
Ministri degli AFFARI ESTERI del Regno d'Italia

1862 - Rattazzi 1

Luigi Federico Menabrea
Luigi Federico Menabrea
Ministri dei LAVORI PUBBLICI del Regno d'Italia

1862-1863 - Governo Farini
1863 - Minghetti 1

Urbano Rattazzi (1810-1873) (Sinistra storica)
Urbano Rattazzi (1810-1873) (Sinistra storica)
(dal 11 maggio 1852 al 26 ottobre 1853)
IV° Legislatura del Regno di Sardegna

(dal 14 dicembre 1858 al 21 gennaio 1860)
VI° Legislatura del Regno di Sardegna

PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI DEL REGNO DI SARDEGNA

(dal 18 febbraio 1861 al 03 marzo 1862)
VIII° Legislatura del Regno d'Italia


PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI DEL REGNO D'ITALIA


Maggioritario: uninominale a doppio turno (1848-1880)
Maggioritario: uninominale a doppio turno (1848-1880)
Partecipazione Politica

SISTEMI ELETTORALI in ITALIA
Giuseppe Pasolini Zanelli (Destra storica)
Giuseppe Pasolini Zanelli (Destra storica)
Ministri degli AFFARI ESTERI del Regno d'Italia

1862-1863 - Governo Farini

Sebastiano Tecchio (1807-1886)
Sebastiano Tecchio (1807-1886)
(dal 22 marzo 1862 al 24 maggio 1863)
VIII° Legislatura del Regno d'Italia

PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI DEL REGNO D'ITALIA
Bettino Ricasoli (1809-1880)
Bettino Ricasoli (1809-1880)
PRESIDENTI del CONSIGLIO dei MINISTRI del REGNO D'ITALIA

I Governo Ricasoli
Dal 12 giugno 1861 al 3 marzo 1862
VIII Legislatura del Regno d'Italia

II Governo Ricasoli
Dal 20 giugno 1866 al 10 aprile 1867
IX Legislatura del Regno d'Italia X Legislatura del Regno d'Italia

Urbano Rattazzi (1810-1873)
Urbano Rattazzi (1810-1873)
PRESIDENTI del CONSIGLIO dei MINISTRI del REGNO D'ITALIA

I Governo Rattazzi
Dal 3 marzo 1862 al 8 dicembre 1862
VIII Legislatura del Regno d'Italia

II Governo Rattazzi
Dal 10 aprile 1867 al 27 ottobre 1867
X Legislatura del Regno d'Italia

Leggi promulgate nell'anno 1862
Leggi promulgate nell'anno 1862
LEGGI PER LEGISLATURA

08° Legislatura del Regno d'Italia (18 febbraio1861-07 settembre 1865)
08° Legislatura del Regno d'Italia (18 febbraio1861-07 settembre 1865) (durata : giorni 1662)
08° Legislatura del Regno d'Italia (18 febbraio1861-07 settembre 1865) (durata : giorni 1662)
LEGISLATURE del REGNO d'ITALIA

La prima legislatura del Regno d’Italia proseguì la numerazione delle precedenti, in segno di continuità con il Regno di Sardegna e con il Parlamento subalpino. Nel corso dell’VIII legislatura il re nominò in successione tre presidenti del Senato: Ruggero Settimo, Federico Sclopis e Giuseppe Manno. In Senato si svolsero 452 sedute.

La legislatura fu inaugurata a Torino dal discorso a Camere riunite del re Vittorio Emanuele II il 18 febbraio 1861 e si concluse il 7 settembre 1865.

Approvato il 17 marzo 1861, il primo disegno di legge discusso dal Parlamento unitario fu quello che attribuiva il titolo di re d’Italia a Vittorio Emanuele II e ai suoi discendenti: rappresentò la conferma giuridica dell’esistenza politica del nuovo Stato unitario.

Il periodo fu densissimo di avvenimenti e di realizzazioni legislative.

Sul piano politico il giovane Stato perse precocemente uno dei suoi principali fautori con la morte improvvisa di Cavour il 6 giugno 1861. Gli successe alla carica di presidente del Consiglio Bettino Ricasoli.

Il 29 agosto 1862 l’esercito regio, dopo uno scontro sanguinoso in Aspromonte, fermò Garibaldi e il suo corpo di spedizione di 2500 combattenti diretto alla conquista di Roma; Garibaldi stesso fu ferito a un piede e tratto in arresto. L’amnistia concessa da Vittorio Emanuele II il 5 ottobre in occasione del matrimonio della figlia Maria Pia con Luigi I del Portogallo fece sfumare il processo a Garibaldi e ai volontari dell’impresa d’Aspromonte.

Il 3 e il 4 maggio 1863 la Camera dei deputati, riunita in seduta segreta, ascoltò la relazione di Giuseppe Massari relativa ai lavori della commissione parlamentare d’inchiesta sulle cause e i rimedi del brigantaggio. Il 15 agosto 1863 fu promulgata la legge per far fronte al fenomeno del brigantaggio, più nota come legge Pica, dal nome del deputato che se ne fece promotore: in deroga alle norme statutarie che garantivano l’uguaglianza di tutti i sudditi di fronte alla legge, essa introdusse pene severe per i reati di brigantaggio, stabilendo che i processi venissero celebrati di fronte a tribunali militari, e istituì il domicilio coatto come strumento preventivo di difesa sociale contro i soggetti ritenuti pericolosi. La legge fu applicata in quasi tutte le province del Mezzogiorno continentale fino al 31 dicembre 1865.

Il 25 maggio 1863 nel discorso d’inaugurazione della seconda sessione dell’VIII legislatura il re ricordò gli impegni che il governo e il parlamento si trovavano ad affrontare, in particolare l’unificazione del sistema tributario, dell’amministrazione dello Stato e la riforma dei codici.

Il 15 settembre 1864 fu sottoscritta la convenzione tra Italia e Francia che prevedeva, a garanzia del rispetto dell’indipendenza del Lazio pontificio, lo spostamento della capitale da Torino ad un’altra città, in cambio del ritiro progressivo delle truppe francesi da Roma. La perdita del ruolo di capitale causò a Torino il 21-22 settembre violenti moti di protesta, repressi dall’esercito con tale durezza da lasciare sul campo 23 morti e più di cento feriti. L’11 dicembre fu approvata la legge che disponeva il trasferimento della capitale a Firenze, di fatto realizzato nel corso del giugno 1865.

vedi:
https://www.senato.it/legislature/regno/italia/8/resoconti-elenco-cronologico


Serenissima gran loggia di rito simbolico italiano ( 1862-ATTIVA)
Serenissima gran loggia di rito simbolico italiano ( 1862-ATTIVA)
Il Rito simbolico italiano, o Serenissima gran loggia di rito simbolico italiano, è un ordine iniziatico della massoneria italiana, a cui possono aderire i maestri muratori appartenenti al Grande Oriente d'Italia.
Negli anni tra il 1874 e il 1922, il Rito simbolico fu parte attiva e contribuì in più occasioni alla difesa dei principi di unità e fratellanza in Italia, negli anni non facili del consolidamento della massoneria, resa strutturalmente fragile dal fatto che il Grande Oriente d'Italia esercitava solo nominalmente il controllo delle logge azzurre, ovvero quelle operanti nei primi tre gradi, che costituivano la vera e propria base dell'istituzione. Per tali benemerenze, si iniziò a parlare del Rito quale sentinella dell'Ordine. Tale percorso inizia idealmente nel 1874, con la volontaria fusione delle proprie Logge nel Grande Oriente d'Italia, passa per la costituzione della propria Serenissima Gran Loggia nel 1879, e culmina con la rinuncia alla giurisdizione sulle Logge nel 1922, permettendo così la realizzazione del progetto unitario per la massoneria italiana.

Dopo la messa al bando della massoneria da parte di Mussolini nel 1925, il Rito simbolico non procedette, a differenza del Grande Oriente d'Italia e dei Riti ad esso afferenti, a dichiarare il proprio scioglimento per mettere al sicuro i membri dalla repressione del regime. Tuttavia, sarà solo con il dopoguerra che le attività potranno riprendere regolarmente, soprattutto dopo che le Costituzioni del Grande Oriente d'Italia del 1949 sancirono definitivamente la separazione delle prerogative tra riti e ordine (il G.O.I.).

Da allora, il Rito ha continuato la propria opera di difesa di un modello ideale di massoneria senza svolgere attività di proselitismo tra i membri del Grande Oriente d'Italia. Oggi i membri sono circa 700, suddivisi in circa 20 Collegi di Maestri Architetti; dal che si può constatare la caratteristica di élite del Rito, considerando che il numero di massoni aderenti al Grande Oriente d'Italia supera i 24.000

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