Ministri dei TRASPORTI del Regno d'Italia
1919 - Governo Orlando
1920 - Nitti 1
Vittorio Emanuele III di Savoia (dal 29 luglio 1900 al 9 maggio 1946)
RE del REGNO d'ITALIA
XXI Legislatura del Regno d'Italia
XXII Legislatura del Regno d'Italia
XXIII Legislatura del Regno d'Italia
XXIV Legislatura del Regno d'Italia
XXV Legislatura del Regno d'Italia
XXVI Legislatura del Regno d'Italia
XXVII Legislatura del Regno d'Italia
XXVIII Legislatura del Regno d'Italia
XXIX Legislatura del Regno d'Italia
XXX Legislatura del Regno d'Italia
Ministri dei TRASPORTI del Regno d'Italia
1919-1920 - Nitti 1
Ministri dei TRASPORTI del Regno d'Italia
1920 - Nitti 2
1920-1921 - Giolitti 5
Emilio Colombo (1920-2013)
(Potenza, 11 aprile 1920 – Roma, 24 giugno 2013) è stato un politico italiano, presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 6 agosto 1970 al 18 febbraio 1972. Esponente di spicco della Democrazia Cristiana, è stato più volte ministro della Repubblica (in particolare Ministro degli affari esteri, Ministro delle finanze, Ministro del tesoro e Ministro del bilancio), deputato alla Camera dal 1946 al 1992, europarlamentare dov'è stato Presidente del Parlamento Europeo e ha presieduto la Commissione per gli affari esteri del Parlamento europeo.
È stato senatore a vita dal 2003 fino alla sua morte. Nei suoi ultimi due mesi di vita (dal 6 maggio 2013, giorno della morte di Giulio Andreotti, suo ex compagno di partito e anch'egli senatore a vita) è stato l'ultimo membro ancora in vita dell'Assemblea Costituente.
Nominato dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi nel 2003
SENATORI A VITA nominati dal PRESIDENTE della REPUBBLICA
GUF-Gruppi Universitari Fascisti (1920-1945)
I Gruppi Universitari Fascisti (GUF) furono l'articolazione universitaria del Partito Nazionale Fascista.
Già dal 1919 studenti universitari cominciarono ad aderire al neonato movimento dei Fasci italiani di combattimento, formando in numerose città squadre d'azione formate da goliardi. Nel 1920 nacquero ufficialmente i primi Gruppi Universitari Fascisti, nelle città sedi di ateneo, e raccoglievano tutti gli universitari che si riconoscevano prima nel programma sansepolcrista e dei Fasci italiani di combattimento e dal novembre 1921 nel Partito Nazionale Fascista.
Nel 1926 furono posti alle dipendenze dei segretari federali delle Federazioni provinciali fasciste.
Nel 1927, dopo la totalitarizzazione dello Stato, si ebbe una ristrutturazione dei gruppi che ebbero anche un'organizzazione centrale e passarono alle dirette dipendenze del Partito Nazionale Fascista (PNF). Gli aderenti ai GUF non erano inquadrati nelle altre organizzazioni giovanili del partito. Il Partito si dedicò così alla loro organizzazione e all'educazione di questa gioventù che, secondo Benito Mussolini, avrebbe dovuto rappresentare la futura classe dirigente d'Italia.
Infine nel 1931 furono dipendenti direttamente dal segretario del PNF, che divenne anche segretario generale dei GUF.
Gustavo De Meo (1920-2010)
Nasce a Serracapriola (Foggia) il 25 agosto 1920
Deceduto il 1 maggio 2010
Laurea in giurisprudenza; funzionario di partito.
Giovanni Giolitti (1842-1928)
PRESIDENTI del CONSIGLIO dei MINISTRI del REGNO D'ITALIA
I Governo Giolitti
Dal 15 maggio 1892 al 15 dicembre 1893
XVII Legislatura del Regno d'Italia XVIII Legislatura del Regno d'Italia
II Governo Giolitti
Dal 3 novembre 1903 al 12 marzo 1905
XXI Legislatura del Regno d'Italia XXII Legislatura del Regno d'Italia
III Governo Giolitti
Dal 29 maggio 1906 al 11 dicembre 1909
XXII Legislatura del Regno d'Italia XXIII Legislatura del Regno d'Italia
IV Governo Giolitti
Dal 30 marzo 1911 al 21 marzo 1914
XXIII Legislatura del Regno d'Italia XXIV Legislatura del Regno d'Italia
V Governo Giolitti
Dal 15 giugno 1920 al 4 luglio 1921
XXV Legislatura del Regno d'Italia XXVI Legislatura del Regno d'Italia
Francesco Saverio Nitti (1868-1953)
PRESIDENTI del CONSIGLIO dei MINISTRI del REGNO D'ITALIA
I Governo Nitti
Dal 23 giugno 1919 al 21 maggio 1920
XXIV Legislatura del Regno d'Italia XXV Legislatura del Regno d'Italia
II Governo Nitti
Dal 21 maggio 1920 al 15 giugno 1920
XXV Legislatura del Regno d'Italia
Ministri dei LAVORI PUBBLICI del Regno d'Italia
1919-1920 - Nitti 1
Ministri dei LAVORI PUBBLICI del Regno d'Italia
1919 - Governo Orlando
1920 - Nitti 1
25° Legislatura del Regno d'Italia (dal 1 dicembre 1919 al 7 aprile 1921) (durata : giorni 493)
LEGISLATURE del REGNO d'ITALIA
La XXV legislatura fu inaugurata a Roma nell’aula di Montecitorio il 1° dicembre 1919 e si concluse il 7 aprile 1921. Nel corso della legislatura furono svolte in Senato 124 sedute. Il re designò Tommaso Tittoni alla presidenza del Senato.
I risultati delle elezioni per la Camera dei deputati del 16 novembre 1919 erano stati sorprendenti: il Psi aveva conquistato 156 seggi, il Ppi, alla sua prima prova, 100 seggi; il Partito liberale aveva subito un rovinoso crollo, attestandosi a 41 seggi, mentre i fascisti, nonostante tutti i pronostici favorevoli, registrarono una clamorosa sconfitta. Malgrado la débâcle elettorale, i fascisti furono tuttavia assai visibili e presenti nel paese, attraverso un crescendo di attentati, violenze e atti di sabotaggio.
Nell’immediato dopoguerra l’Italia fu percorsa da un’ondata di scioperi e di rivendicazioni sindacali senza precedenti, sia in relazione alle questioni dei diritti sia in funzione del miglioramento salariale. A fine gennaio 1920 si svolse uno sciopero prolungato delle ferrovie, mentre a metà febbraio mezzadri e braccianti incrociarono le braccia per ottenere condizioni più favorevoli di lavoro e di salario. La controversia nelle campagne fu risolta il 25 ottobre con un accordo vantaggioso per la Federterra, che fu tuttavia il preludio al passaggio al fascismo di una parte consistente dei proprietari terrieri. Il 18 marzo ebbe inizio lo sciopero operaio alla Fiat di Torino, al quale la direzione dello stabilimento reagì con la serrata; al termine delle proteste, gli operai riottennero il lavoro, ma senza alcuna concessione sostanziale.
Il 12 maggio lo stesso presidente del Consiglio Nitti fu costretto alle dimissioni per il voto sfavorevole della Camera sulla vertenza sindacale dei postelegrafonici. Reincaricato nuovamente dal re il 21 maggio, il secondo governo Nitti ebbe vita brevissima: il 15 giugno l’emanazione di un decreto sul prezzo politico del pane, avvenuta senza consultare il Parlamento, espose il governo a forti critiche, che ne causarono la caduta. L’incarico fu affidato a Giovanni Giolitti, ormai al suo quinto governo, con una compagine ministeriale notevolmente rinnovata. La fiducia al nuovo governo fu votata il 28 giugno alla Camera con ampia maggioranza. Il giorno successivo la Camera votò anche l’esercizio provvisorio con 316 voti a favore e 91 contrari, mentre al Senato il 30 giugno il voto favorevole sullo stesso provvedimento risultò unanime.
Anche Giolitti, come il suo predecessore, si trovò a dover gestire e arbitrare le rivendicazioni crescenti dei lavoratori in sciopero.
Il 29 luglio 1920 da Milano iniziò una nuova campagna di scioperi operai per gli aumenti salariali e per la riduzione a otto ore della giornata lavorativa. A partire dal 20 agosto gli operai metalmeccanici di Milano iniziarono lo sciopero bianco di fronte al rifiuto protratto delle loro richieste: la protesta iniziò a dilagare anche in altre città. Per tutta risposta l’Alfa Romeo di Milano reagì con la serrata. Nel mese di settembre, di fronte alle risposte costantemente negative delle parti padronali, la situazione delle lotte operaie si acuì fino al punto da innescare l’occupazione delle fabbriche. Nonostante la situazione preinsurrezionale tra i lavoratori, nelle riunioni del Consiglio nazionale della Cgil a Milano del 10-11 settembre prevalsero le soluzioni moderate e orientate al compromesso rispetto alle tesi oltranziste.
Nell’ambito della politica estera, il 2 agosto 1920 fu firmato con il governo provvisorio albanese il trattato di Tirana, in base al quale l’Italia riconosceva le frontiere albanesi del 1913. Le truppe italiane si ritirarono quindi da Valona.
Il 12 novembre 1920 fu firmato il trattato di Rapallo tra Italia e Iugoslavia, che attribuiva all’Italia l’Istria, Zara e alcune isole, in cambio della rinuncia alla Dalmazia da parte italiana. La città di Fiume fu riconosciuta come Stato libero. Il trattato fu ratificato il 27 novembre dalla Camera e il 17 dicembre dal Senato. A seguito della ratifica, le truppe italiane guidate dal generale Caviglia eseguirono l’ordine governativo di porre fine alla Reggenza del Carnaro, istituita da Gabriele D’Annunzio l’8 settembre.
Nel frattempo il Senato si arricchì di un numero cospicuo di nuovi senatori: il 30 settembre 1920 furono nominati 9 senatori, tra i quali Salvatore Barzilai, Enrico Conci e Valeriano Malfatti; il 3 ottobre si ebbe un’“infornata” di 58 senatori, tra i quali Luigi Rava, Sidney Sonnino e Giovanni Verga.
Alla conflittualità sociale del cosiddetto biennio rosso si aggiunse la parallela brutalizzazione nei metodi della contestazione politica, figlia della guerra e tipica delle formazioni d’estrema destra, in particolare dei nazionalisti e degli squadristi fascisti, dediti ad assalti e violenze con morti e feriti. Dopo le elezioni municipali a Bologna, contrassegnate da una maggioranza socialista, il 21 novembre 1920 gruppi di squadristi attaccarono con armi da fuoco Palazzo d’Accursio, sede municipale, alla vigilia dell’insediamento del nuovo consiglio comunale. La brutale aggressione causò nove morti e un centinaio di feriti. La morte nell’eccidio del consigliere comunale nazionalista Giulio Giordani diede ai fascisti il pretesto per scatenare numerose spedizioni punitive nei mesi successivi, trasformando l’azione violenta da fatto episodico a fenomeno radicato e sistematico. Il tema della violenza squadrista emerse nel dibattito parlamentare per merito dei deputati socialisti, che il 31 gennaio 1921 presentarono una mozione di sfiducia nei confronti del governo, accusato d’avere un atteggiamento neutrale di fronte agli atti d’eversione e di sabotaggio dello Stato democratico. Il dibattito sulla mozione socialista si svolse tra il 1° e il 3 febbraio e comprese un ampio e documentato intervento di Giacomo Matteotti. La mozione fu tuttavia respinta. Il 23 marzo un attentato anarchico al Teatro Diana a Milano causò 21 morti e un centinaio di feriti; i fascisti colsero l’occasione per scatenare nuove violenze, attaccando la sede del quotidiano socialista l’«Avanti!» e incendiando la redazione del periodico anarchico «Umanità nova».
Dal 15 al 21 gennaio 1921 si svolse a Livorno il XVII congresso nazionale del Psi, al termine del quale l’ala dissidente della sinistra massimalista (Bombacci e Misiani) e il gruppo di “Ordine nuovo” (Gramsci, Togliatti, Tasca e Terracini) si riunirono separatamente, dando vita al Partito comunista d’Italia.
vedi:
https://www.senato.it/legislature/regno/italia/25/resoconti-elenco-cronologico
Ministri dei LAVORI PUBBLICI del Regno d'Italia
1920 - Nitti 2
1920-1921 - Giolitti 5
Medaglia ai benemeriti della cultura italiana all'estero (1920-2011)
La medaglia ai benemeriti della lingua e della cultura italiana all'estero ed il relativo diploma sono stati istituiti dal Governo italiano con regio decreto n. 693 del 1920[1].
Il riconoscimento consisteva in un diploma di benemerenza di primo, secondo o terzo grado e della relativa medaglia d'oro, argento o bronzo, ed era conferito dal Re su proposta del Ministro Segretario di Stato per gli affari esteri.
«Al personale dirigente e insegnante nelle scuole secondarie, elementari e degli asili infantili, dipendenti dal Governo, alle colonie, alle Società, a privati, come pure alle persone le quali con cospicue elargizioni fatte a vantaggio di scuole italiane o con altre straordinarie prestazioni a favore della lingua e della cultura italiana fuori del Regno, siansi maggiormente segnalate»
(art. 1)
Nasce a Savona il 19 marzo 1920
Deceduto il 26 novembre 2007
Laurea in giurisprudenza; avvocato.
Carlo Azeglio Ciampi (1920-2016)
Nato il 9 dicembre 1920 a Livorno
Deceduto il 16 settembre 2016
Senatore di diritto e a vita, Presidente emerito della Repubblica
Laurea in lettere[2]
Laurea in giurisprudenza
UniversitàScuola Normale Superiore
Università di Pisa
ProfessioneEconomista; Banchiere; Politico
Adeodato Bonasi (1838-1920)
Nasce a San Felice Sul Panaro (Modena) il 25 marzo 1838
Deceduto a Roma il 23 luglio 1920
Conte; Laurea in Giurisprudenza; Docente universitario
Nasce a Trapani il 24 maggio 1920
Deceduto il 6 marzo 2004
Laurea in scienze politiche e sociali.