Sebastiano Tecchio (1807-1886)
PRESIDENTI del SENATO del REGNO D'ITALIA
(20 novembre 1876-2 maggio 1880)
XIII° Legislatura del Regno d'Italia
(26 maggio 1880-25 settembre 1882)
XIV° Legislatura del Regno d'Italia
(22 novembre 1882-27 luglio 1884)
XV° Legislatura del Regno d'Italia
Giuseppe Biancheri (1821-1908) (Destra storica)
(dal 12 marzo 1870 al 02 novembre 1870)
X° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 05 dicembre 1870 al 20 settembre 1874)
XI° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 23 novembre 1874 al 03 ottobre 1876)
XII° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 07 aprile 1884 al 27 aprile 1886)
XV° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 10 giugno 1886 al 22 ottobre 1890)
XVI° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 10 dicembre 1890 al 27 settembre 1892),
XVII° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 22 febbraio 1894 al 08 maggio 1895)
XVIII° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 26 gennaio 1898 al 16 novembre 1898)
XX° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 10 marzo 1902 al 18 ottobre 1904)
XXI° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 10 marzo 1906 al 30 gennaio 1907)
XXII° Legislatura del Regno d'Italia
PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI DEL REGNO D'ITALIA
Ministri dei LAVORI PUBBLICI del Regno d'Italia
1873-1876 - Minghetti 2
Ministri dei LAVORI PUBBLICI del Regno d'Italia
1876-1877 - Depretis 1
1902 - Governo Zanardelli
Marco Minghetti (1818-1886)
PRESIDENTI del CONSIGLIO dei MINISTRI del REGNO D'ITALIA
I Governo Minghetti
Dal 24 marzo 1863 al 28 settembre 1864
VIII Legislatura del Regno d'Italia
II Governo Minghetti
Dal 10 luglio 1873 al 25 marzo 1876
XI Legislatura del Regno d'Italia XII Legislatura del Regno d'Italia
Agostino Depretis (1813-1887)
PRESIDENTI del CONSIGLIO dei MINISTRI del REGNO D'ITALIA
I Governo Depretis
Dal 25 marzo 1876 al 26 dicembre 1877
XII Legislatura del Regno d'Italia XIII Legislatura del Regno d'Italia
II Governo Depretis
Dal 26 dicembre 1877 al 24 marzo 1878
XIII Legislatura del Regno d'Italia
III Governo Depretis
Dal 19 dicembre 1878 al 14 luglio 1879
XIII Legislatura del Regno d'Italia
IV Governo Depretis
Dal 29 maggio 1881 al 25 maggio 1883
XIV Legislatura del Regno d'Italia XV Legislatura del Regno d'Italia
V Governo Depretis
Dal 25 maggio 1883 al 30 marzo 1884
XV Legislatura del Regno d'Italia
VI Governo Depretis
Dal 30 marzo 1884 al 29 giugno 1885
XV Legislatura del Regno d'Italia
VII Governo Depretis
Dal 29 giugno 1885 al 4 aprile 1887
XV Legislatura del Regno d'Italia XVI Legislatura del Regno d'Italia
VIII Governo Depretis
Dal 4 aprile 1887 al 29 luglio 1887
XVI Legislatura del Regno d'Italia
12° Legislatura del Regno d'Italia ( 23 novembre 1874-03 ottobre 1876) (durata : giorni 680)
LEGISLATURE del REGNO d'ITALIA
Nella dodicesima legislatura del Regno, suddivisa in due sessioni, si svolsero in Senato 135 sedute. Il 15 novembre 1874 fu nominato presidente del Senato Luigi Des Ambrois de Névâche, che morì pochi giorni dopo la nomina, il 3 dicembre. Le sedute della prima sessione furono pertanto presiedute dal vicepresidente Francesco Maria Serra. Nella seconda sessione, il 28 febbraio 1876 fu nominato presidente il senatore Giuseppe Pasolini. Tra i nuovi senatori fu nominato, il 15 novembre 1874, Giuseppe Verdi per le categorie 20 (“coloro che con servizi o meriti eminenti avranno illustrata la Patria”) e 21 (“le persone che da tre anni pagano tremila lire d'imposizione diretta in ragione dei loro beni o della loro industria”), stabilite dall’articolo 33 dello Statuto albertino.
Il 23 novembre 1874, nel discorso di apertura della legislatura, il re Vittorio Emanuele II si soffermò sulla necessità di riforme nella legislazione penale e nel diritto commerciale, nonché sull’introduzione di provvedimenti «per ristabilire la pubblica sicurezza in quelle provincie [sic] dove fosse gravemente turbata». Il discorso del re accennava anche a una riforma graduale del sistema tributario e amministrativo, e al pareggio del bilancio dello Stato. La necessità di una legislazione sociale e il dibattito sull’intervento dello Stato furono al centro del congresso degli economisti, che si svolse a Milano tra il 4 e il 6 gennaio 1875. Tra gli argomenti oggetto di dibattito si segnalarono anche il lavoro delle donne e dei fanciulli, l’emigrazione, l’educazione, il risparmio. Alcuni senatori economisti, in particolare Fedele Lampertico e Luigi Luzzatti, fondarono l’Associazione per il progresso degli studi economici, che nel maggio 1875 avviò la pubblicazione del «Giornale degli economisti». Nella fondazione nel 1874 della Società “Adamo Smith”, di impostazione liberista, ebbe un ruolo fondamentale il senatore Ubaldino Peruzzi.
Tra i provvedimenti finanziari approvati dalle Camere nel 1875 vi fu la legge del 27 maggio 1875, n. 2779, “Per la istituzione delle casse di risparmio postali e per modificazioni alla legge 17 maggio 1863 sulla cassa dei depositi e prestiti”: secondo tale provvedimento, gli uffici postali del Regno potevano operare come succursali di una Cassa di risparmio centrale sotto il controllo statale. In materia di opere pubbliche fu approvata la legge 6 luglio 1875, n. 2583, “Che dichiara di utilità pubblica le opere necessarie a preservare la città di Roma dalle massime inondazioni del Tevere”: la proposta di legge, modificata in sede di discussione, era stata presentata da Giuseppe Garibaldi, allora deputato.
Nella dodicesima legislatura fu istituita la prima Giunta bicamerale, a cui parteciparono anche componenti di nomina governativa, con la legge 3 luglio 1875, n. 2579, “che ordina un'inchiesta sulle condizioni sociali ed economiche della Sicilia e sull'andamento dei pubblici servizi”; i lavori della Giunta si svolsero tra il tra il novembre 1875 e il gennaio 1876, e si conclusero con una relazione pubblicata nel 1876. Furono introdotte misure per ristabilire l’ordine pubblico nelle province dove risultassero gravi fenomeni di criminalità con la legge 3 luglio 1875, n. 2580, “relativa ai provvedimenti eccezionali di pubblica sicurezza”. Nel marzo 1875 erano state pubblicate le “Lettere meridionali” di Pasquale Villari, nominato senatore pochi mesi prima.
Dal 22 al 26 settembre 1875 si tenne a Firenze il secondo congresso cattolico, in cui fu annunciata l’istituzione dell’Opera dei congressi e fu affermato l’impegno dei cattolici nella vita amministrativa locale e nelle Opere pie. Il 10 ottobre 1875 Agostino Depretis espose a Stradella il programma della sinistra storica.
Il 6 marzo 1876 si aprì la seconda sessione della dodicesima legislatura. All’ordine del giorno furono posti i disegni di legge sulle convenzioni ferroviarie e sul riscatto delle ferrovie da parte dello Stato, preannunciati nel discorso reale di inaugurazione. Il 9 marzo alla Camera dei deputati fu presentato infatti il disegno di legge sulle “Convenzioni colle Società delle ferrovie Romane, Meridionali e dell’Alta Italia, per le reti appartenenti a ciascuna Società. Trattato col Governo austro-ungarico per la separazione delle Reti di strade ferrate Austriache dalla rete Italiana”.
Dopo un ampio dibattito sull’esposizione finanziaria del presidente del Consiglio Minghetti, durato varie sedute, il 18 marzo 1876 il deputato Giovanni Battista Morana presentò un voto motivato sull’aggravio fiscale causato dalla legge sul macinato. Nella replica il presidente del Consiglio chiese di rinviare la discussione alla relazione sullo schema per il riscatto e per l’esercizio delle ferrovie. I deputati Agostino Depretis, Cesare Correnti e Piero Puccioni si opposero alla proposta, che fu respinta con votazione nominale della Camera dei deputati con 242 voti contrari e 181 favorevoli. Il presidente del Consiglio Minghetti presentò quindi il 20 marzo 1876 le dimissioni e il 25 marzo fu affidato ad Agostino Depretis l’incarico di formare il nuovo Governo. Fu la cosiddetta “rivoluzione parlamentare”. Il 17 giugno 1876 il presidente del Consiglio e ministro delle Finanze Depretis ritirò il disegno di legge precedente sulle convenzioni ferroviarie, presentandone uno sostitutivo che non divenne legge a causa della chiusura ravvicinata della legislatura (3 ottobre 1876).
vedi:
https://www.senato.it/legislature/regno/italia/12/resoconti-elenco-cronologico
13° Legislatura del Regno d'Italia ( 20 novembre 1876-02 maggio 1880) (durata : giorni 1259)
LEGISLATURE del REGNO d'ITALIA
Nella tredicesima legislatura si svolsero in Senato 269 sedute, distribuite in tre sessioni. Il 14 novembre 1876 fu nominato presidente del Senato Sebastiano Tecchio.
Il discorso reale di inaugurazione della legislatura, pronunciato il 20 novembre 1876, riguardò, tra i vari argomenti, l’eliminazione progressiva del corso forzoso, la realizzazione di un nuovo codice penale e del codice di commercio, la riforma della legge elettorale, la legislazione sull’istruzione. Nel corso della legislatura si alternarono al governo come presidenti del Consiglio Agostino Depretis e Benedetto Cairoli. Il 16 dicembre 1877 Depretis rassegnò le dimissioni dal suo primo governo, ma il re gli affidò un secondo incarico il 26 dicembre. Al principio del 1878 scomparvero il re Vittorio Emanuele II, il 9 gennaio, e papa Pio IX, il 7 febbraio. Il nuovo re Umberto I giurò davanti alle Camere riunite il 19 gennaio 1878, mentre circa un mese dopo, il 20 febbraio 1878, papa Leone XIII (Gioacchino Pecci) salì al pontificato. Il 24 marzo 1878 il presidente del Consiglio Depretis si dimise a seguito dell’elezione di Benedetto Cairoli alla presidenza della Camera in sostituzione di Francesco Crispi. L’incarico di formare il nuovo governo fu affidato allo stesso Benedetto Cairoli. Il 17 novembre Umberto I subì a Napoli un attentato per mano di Giovanni Passannante, in cui rimase ferito lo stesso Cairoli. Il dibattito che seguì alla Camera dei deputati portò alle dimissioni del governo Cairoli, consentendo a Depretis di formare il suo terzo governo il 19 dicembre 1878.
Per quanto riguarda la produzione legislativa, nel 1877 furono approvati alcuni disegni di legge preannunciati nell’esposizione finanziaria compiuta alla Camera dei deputati il 27 marzo 1877 dal presidente del Consiglio Depretis. Si ricordano, tra questi, la legge 23 giugno 1877, n. 3903, Concernente l'imposta sui redditi di ricchezza mobile, e la legge 6 giugno 1877, n. 3864, Che prescrive una generale revisione dei redditi dei fabbricati da farsi nell'anno 1878. Nello stesso anno la legge 15 marzo 1877, n. 3730, Sopra un'inchiesta agraria, e sulle condizioni della classe agricola in Italia istituì una Giunta composta da dodici membri, di cui quattro nominati dalla Camera dei deputati, quattro dal Senato e quattro dal governo. L’inchiesta fu presieduta dal senatore Stefano Jacini. Tra i provvedimenti più significativi vi fu l’introduzione dell’istruzione elementare obbligatoria per i fanciulli e le fanciulle che avessero compiuto i sei anni di età con l’approvazione della legge 15 luglio 1877, n. 3961, Obbligo dell'istruzione elementare, anche nota come legge Coppino, dal nome del ministro della Pubblica istruzione che la presentò. Sul tema della condizione femminile, il 6 dicembre 1877 fu emanata la legge n. 4167 sulla facoltà per le donne di testimoniare negli atti pubblici. Nella seconda sessione della tredicesima legislatura fu modificata la tariffa doganale con la legge 30 maggio 1878, n. 4390, e fu approvato dalle Camere il trattato commerciale con la Francia con la legge 31 maggio 1878, n. 4391. Sulla questione della rete ferroviaria nazionale, con la legge 8 luglio 1878, n. 4438, fu istituita l’inchiesta sull’esercizio delle ferrovie italiane; parallelamente, l'esercizio delle ferrovie dell'Alta Italia fu assunto in via provvisoria per conto dello Stato. Fu inoltre approvato l’ampliamento della rete ferroviaria con la legge 29 luglio 1879, n. 5002, riguardante la costruzione di linee ferroviarie di complemento.
L’abolizione dell’imposta sul macinato fu discussa in Parlamento nella seconda sessione della legislatura. Il 3 giugno 1878 il ministro delle Finanze Seismit-Doda aveva presentato alla Camera un disegno di legge che diminuiva la quota dell’imposta sia sul grano sia sui cereali inferiori. La Camera, modificando il disegno di legge, lo aveva approvato il 7 luglio 1878, inserendo la completa abolizione dell’imposta sulla macinazione dei cereali minori. Il disegno di legge, discusso in Senato solo l’anno successivo, fu votato il 24 giugno 1879 con sostanziali modificazioni rispetto al testo approvato alla Camera dei deputati. Il 3 luglio 1879, durante il dibattito alla Camera sul disegno di legge modificato dal Senato, il presidente del Consiglio Depretis presentò le dimissioni, interpretando l’ordine del giorno presentato dal deputato Baccarini come un atto di sfiducia nei confronti del governo. Cairoli il 14 luglio formò il suo secondo governo, durato fino al 19 novembre 1879, cui seguì, il 25 novembre, il terzo governo Cairoli. Durante il secondo governo Cairoli il disegno di legge già approvato al Senato divenne la legge 25 luglio 1879, n. 4994, Che dichiara esenti dalla tassa del macinato il granturco, la segala, l'avena e gli orzi di ogni specie. Il 18 luglio 1879 fu presentato alla Camera un secondo disegno di legge sull’Abolizione graduale della tassa di macinazione del grano, che fu fatto proprio dal governo. Su quest’ultimo disegno di legge il 24 gennaio 1880 fu votata, dopo una lunga discussione, una deliberazione sospensiva da parte del Senato, in attesa di ulteriori provvedimenti finanziari. Il 17 febbraio 1880, nel discorso di inaugurazione della terza sessione, Umberto I sottolineò l’esigenza di una riforma tributaria e di una riforma elettorale, e della ricerca di una linea di neutralità e di pace.
L’assetto internazionale era stato definito nel Congresso di Berlino, svoltosi tra il 13 giugno e il 13 luglio 1878, nel corso del quale erano stati delimitati i confini del principato di Bulgaria e riconosciuta l’indipendenza della Romania, della Serbia e del Montenegro, mentre Cipro era stata assegnata alla Gran Bretagna e la Bosnia Erzegovina all’Austria. Le questioni di politica estera furono discusse tra l’11 e il 20 marzo 1880 in un ampio dibattito alla Camera, che si concluse con il voto su un ordine del giorno di fiducia al governo presentato da Pasquale Stanislao Mancini. A seguito di un successivo ordine del giorno di fiducia al governo, che non fu votato dalla Camera dei deputati, il presidente del Consiglio Cairoli chiese la sospensione delle sedute per consentire la votazione dell’esercizio provvisorio il 29 aprile 1880. Considerato lo stallo nelle discussioni parlamentari sui provvedimenti urgenti, il 2 maggio 1880 Umberto I sciolse la legislatura e convocò le elezioni per il 16 e 23 maggio.
vedi:
https://www.senato.it/legislature/regno/italia/13/resoconti-elenco-cronologico
Giuseppe Paratore (1876-1967)
(Palermo, 31 maggio 1876 – Roma, 26 febbraio 1967) è stato un avvocato e politico italiano, deputato, sottosegretario e Ministro delle poste e dei telegrafi nel Regno d'Italia, è stato membro dell'Assemblea Costituente, Senatore della Repubblica (prima elettivo, poi a vita), Presidente del Senato.
Nominato dal Presidente Giovanni Gronchi nel 1957
SENATORI A VITA nominati dal PRESIDENTE della REPUBBLICA
Costanzo Ciano (1876-1939)
Nasce a Livorno il 30 agosto 1876
Deceduto a Ponte A Moriano (Lucca) il 27 giugno 1939
Conte; Accademia navale; Militare di carriera.