Umberto I di Savoia (dal 9 gennaio 1878 al 29 luglio 1900)
RE del REGNO d'ITALIA
XIII Legislatura del Regno d'Italia
XIV Legislatura del Regno d'Italia
XV Legislatura del Regno d'Italia
XVI Legislatura del Regno d'Italia
XVII Legislatura del Regno d'Italia
XVIII Legislatura del Regno d'Italia
XIX Legislatura del Regno d'Italia
Giuseppe Biancheri (1821-1908) (Destra storica)
(dal 12 marzo 1870 al 02 novembre 1870)
X° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 05 dicembre 1870 al 20 settembre 1874)
XI° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 23 novembre 1874 al 03 ottobre 1876)
XII° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 07 aprile 1884 al 27 aprile 1886)
XV° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 10 giugno 1886 al 22 ottobre 1890)
XVI° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 10 dicembre 1890 al 27 settembre 1892),
XVII° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 22 febbraio 1894 al 08 maggio 1895)
XVIII° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 26 gennaio 1898 al 16 novembre 1898)
XX° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 10 marzo 1902 al 18 ottobre 1904)
XXI° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 10 marzo 1906 al 30 gennaio 1907)
XXII° Legislatura del Regno d'Italia
PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI DEL REGNO D'ITALIA
Domenico Farini (1834-1900) (Destra storica)
PRESIDENTI del SENATO del REGNO D'ITALIA
2a-3a-4a Sessione (16 novembre 1887-3 agosto 1890)
XVI° Legislatura del Regno d'Italia
(10 dicembre 1890-27 settembre 1892)
XVII° Legislatura del Regno d'Italia
(23 novembre 1892-13 gennaio 1895)
XVIII° Legislatura del Regno d'Italia
(10 giugno 1895-2 marzo 1897)
XIX° Legislatura del Regno d'Italia
1a Sessione (5 aprile 1897-15 luglio 1898)
XX° Legislatura del Regno d'Italia
Ministri dei LAVORI PUBBLICI del Regno d'Italia
1887 - Depretis 8
1887-1889 - Crispi 1
1893-1894 - Crispi 3
1894-1896 - Crispi 4
Francesco Crispi (1818-1901)
PRESIDENTI del CONSIGLIO dei MINISTRI del REGNO D'ITALIA
I Governo Crispi
Dal 29 luglio 1887 al 9 marzo 1889
XVI Legislatura del Regno d'Italia
II Governo Crispi
Dal 9 marzo 1889 al 6 febbraio 1891
XVI Legislatura del Regno d'Italia XVII Legislatura del Regno d'Italia
III Governo Crispi
Dal 15 dicembre 1893 al 14 giugno 1894
XVIII Legislatura del Regno d'Italia
IV Governo Crispi
Dal 14 giugno 1894 al 10 marzo 1896
XVIII Legislatura del Regno d'Italia XIX Legislatura del Regno d'Italia
Ministri dei LAVORI PUBBLICI del Regno d'Italia
1889-1891 - Crispi 2
Camilla Ravera (1889-1988)
(Acqui Terme, 18 giugno 1889 – Roma, 14 aprile 1988) è stata una politica italiana, senatrice a vita. È stata la prima donna in Italia a essere nominata senatrice a vita.
Seconda dei sette figli di un funzionario del ministero delle finanze, Domenico Ravera, e di Emilia Ferrero, lavorò come maestra a Torino e si iscrisse al Partito Socialista Italiano nel 1918. Tra il 1919 e il 1920 entrò a far parte della redazione della rivista L'Ordine Nuovo di Antonio Gramsci[2]. Nel 1921 fu tra i fondatori del Partito Comunista d'Italia; incaricata dell'organizzazione femminile, diede vita al periodico La Compagna.
Nominato dal Presidente Sandro Pertini nel 1982
SENATORI A VITA nominati dal PRESIDENTE della REPUBBLICA
16° Legislatura del Regno d'Italia dal 10 giugno 1886 al 22 ottobre 1890 (durata : giorni 1595)
LEGISLATURE del REGNO d'ITALIA
Nella sedicesima legislatura del Regno si svolsero in Senato 312 sedute, cui si aggiunsero altre 4 sedute reali con senatori e deputati compresenti, distribuite in quattro sessioni. Giacomo Durando fu confermato presidente del Senato il 6 giugno 1886 e fu successivamente sostituito da Domenico Farini il 13 novembre 1887. Il discorso del re d’inaugurazione della legislatura riguardò principalmente la riforma del Consiglio di Stato e delle opere pie, la legislazione sul lavoro e la necessità di introdurre un nuovo codice penale vigente in tutto il territorio del Regno.
Nel corso della legislatura si avvicendarono due governi guidati da Agostino Depretis e due presieduti da Francesco Crispi: il VII Governo Depretis (29 giugno 1885-4 aprile 1887) rimase in carica fino alla lunga crisi ministeriale seguita alla battaglia di Dogali; ad esso seguì l’VIII Governo Depretis che durò fino alla morte del presidente del Consiglio (4 aprile 1887-29 luglio 1887). Successivamente fu costituito il I Governo a guida di Crispi (29 luglio 1887-9 marzo 1889), che rassegnò le dimissioni dopo meno di un anno dall’incarico durante un dibattito alla Camera sulle misure repressive contro una manifestazione operaia a Roma per la crisi dell’edilizia; incaricato nuovamente dal re, Crispi costituì il suo II Governo (9 marzo 1889-6 febbraio 1891).
Riguardo alle relazioni tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica, nel 1887 fu avviato un tentativo di conciliazione, per iniziativa dell’abate Luigi Tosti e di Francesco Crispi, che tuttavia non produsse sostanziali risultati. Luigi Tosti fu anche autore di un opuscolo sull’argomento, intitolato appunto La Conciliazione. Proseguendo la politica di laicizzazione delle istituzioni assistenziali, lo Stato italiano incorporò in questo periodo una parte degli enti e dell’attività della Chiesa cattolica in ambito sociale: numerosi istituti ecclesiastici furono infatti trasformati dalla legge 17 luglio 1890, n. 6972, da opere pie in istituzioni pubbliche e poste sotto la sorveglianza delle congregazioni di carità.
Nell’ambito della politica interna, le forze politiche democratiche si dotarono in questo periodo di coordinamenti organizzativi e di obiettivi condivisi: indicativo di questo percorso fu il congresso delle forze democratiche e radicali che portò al patto di Roma del 13 maggio 1890, in cui fu approvato il testo programmatico proposto da Felice Cavallotti. Nel 1889 si costituì a Roma la Società Dante Alighieri per la promozione della cultura e della lingua italiane nel mondo, presieduta da Ruggero Bonghi sino al 1895, poi sostituito da Pasquale Villari.
I dibattiti sulla politica internazionale riguardarono all’inizio della legislatura la situazione africana e nelle colonie, in particolare nelle discussioni alla Camera legate agli interventi del ministro degli Esteri Nicolis di Robilant (24 gennaio 1887). Dopo la battaglia di Dogali del 26 gennaio 1887 tra i soldati italiani e le truppe del ras Alula Engida, fu approvata una maggiore spesa per rinforzi militari nel Mar Rosso (legge 6 febbraio 1887, n. 4315). Non tutte le forze politiche furono tuttavia favorevoli alle imprese coloniali, come ad esempio comprova il Comizio dei comizi, organizzato dalle forze democratiche e radicali, del 17 luglio 1887, incentrato prevalentemente sulla critica alla politica coloniale del governo. Per il mantenimento di una situazione di equilibrio nel Mediterraneo, nell’Egeo e nel Mar Rosso furono scambiate alcune note diplomatiche tra il Regno d’Italia e il Regno Unito il 12 febbraio 1887. Pochi giorni dopo, il 20 febbraio 1887, seguì il rinnovo del trattato della Triplice alleanza con l’Austria e la Germania. Dopo l’ascesa al trono d’Etiopia del negus Menelik II, fu firmato il 2 maggio 1889 il trattato di Uccialli tra Italia e Etiopia, con il quale si riconoscevano le recenti acquisizioni territoriali italiane in Eritrea. Al trattato fu data esecuzione con regio decreto 10 aprile 1890, n. 6835.
La corsa alle colonie si accompagnò a movimenti d’opinione e provvedimenti volti all’abolizione della tratta degli schiavi, come attesta, tra gli eventi internazionali di maggiore rilievo, la Conferenza internazionale di Bruxelles per l’abolizione della tratta degli schiavi del 18 novembre 1889. L’Italia aveva aderito alla convenzione con la Gran Bretagna per la repressione della tratta degli schiavi il 14 settembre 1889; la convenzione era stata ratificata congiuntamente il 24 ottobre. Alla convenzione si diede esecuzione con regio decreto 9 gennaio 1890, n. 6645.
Per quanto riguarda la produzione legislativa su questioni interne, con la legge 12 febbraio 1888, n. 5195 fu approvata la riforma crispina dei ministeri. La legge, strutturata in due articoli, stabiliva che il numero e le attribuzioni dei ministeri fossero determinati con decreti reali (art. 1); era inoltre istituita la carica del sottosegretario di Stato, che poteva sostenere la discussione degli atti e delle proposte del ministero in Parlamento (art. 2). Le attribuzioni dei sottosegretari di Stato erano stabilite con decreto reale, udito il Consiglio dei ministri. I segretari generali dei ministeri erano aboliti.
In precedenza era stata anche rafforzata la dipendenza dei prefetti dall’esecutivo con la legge 14 luglio 1887, n. 4711. Attraverso leggi e decreti successivi (legge 31 marzo 1889, n. 5992; regio decreto 2 giugno 1889, n. 6166; legge 1° maggio 1890, n. 6837) fu riformata la giustizia amministrativa e istituita la IV sezione del Consiglio di Stato. Alle giunte provinciali amministrative furono affidati i poteri giurisdizionali in materia di ricorsi di primo grado.
Con la riforma della legge comunale e provinciale (legge 30 dicembre 1888, n. 5865), fu esteso il diritto di voto amministrativo ai cittadini maschi che avessero compiuto 21 anni, che sapessero leggere e scrivere e pagassero almeno 5 lire di imposta annuale. Gli elettori amministrativi passarono da più di due milioni nel 1887 a più di tre milioni nel 1889.
Con la legge 22 novembre 1888, n. 5801, le Camere autorizzarono il governo a pubblicare il nuovo codice penale per il Regno d'Italia (codice Zanardelli). Successivamente fu emanato il regio decreto 30 giugno 1889, n. 6133, contenente il testo definitivo del codice, che unificava la legge penale nel Regno e aboliva la pena di morte. Furono approvate leggi riguardanti l’ordinamento e l’amministrazione dell’assistenza sanitaria (legge 22 dicembre 1888, n. 5849), la pubblica sicurezza (legge 23 dicembre 1888, n. 5888 decies), l’emigrazione (legge 30 dicembre 1888, n. 5866) e la riforma penitenziaria (legge 14 luglio 1889, n. 6165).
La crisi agraria ebbe come conseguenza il ricorso a una legislazione protezionistica (legge 14 luglio 1887, n. 4703, che riformava la tariffa doganale). Il ritorno alle precedenti tariffe avvenne con la legge 25 dicembre 1889, n. 6558, grazie alla quale furono attenuati i problemi doganali sorti in quegli anni con la Francia. Soltanto nel 1898 si pose fine con un accordo alla cosiddetta guerra commerciale tra Italia e Francia e si ricorse all’applicazione reciproca delle tariffe generali. In quegli anni furono inoltre aboliti i tribunali di commercio (legge 25 gennaio 1888, n. 5174) e fu riordinato il Credito agrario (legge 23 gennaio 1887, n. 4276).
Il 28 febbraio 1887 un violento terremoto devastò la provincia di Porto Maurizio. Il Parlamento intervenne con aiuti ai terremotati e con fondi per la ricostruzione mediante la legge 31 maggio 1887, n. 4511.
Durante la sedicesima legislatura scomparvero Marco Minghetti (10 dicembre 1886), il pedagogo cattolico Giovanni Bosco (31 gennaio 1888) e Benedetto Cairoli (8 agosto 1889).
Il 18 marzo 1890 si dimise il cancelliere tedesco Otto von Bismarck, artefice dell’unificazione germanica e arbitro per decenni della politica tedesca; al suo posto fu nominato Leo von Caprivi.
vedi:
https://www.senato.it/legislature/regno/italia/16/resoconti-elenco-cronologico
Umberto Zanotti Bianco (1889-1963)
noto anche con lo pseudonimo di Giorgio D'Acandia (La Canea, 22 gennaio 1889 – Roma, 28 agosto 1963), è stato un archeologo, ambientalista, filantropo, antifascista, educatore e politico italiano.
Nominato dal Presidente Einaudi nel 1949
SENATORI A VITA nominati dal PRESIDENTE della REPUBBLICA
Regio decreto 10 febbraio 1889, n. 5921
Partecipazione Politica
DIETRO alle LEGGI
Il regio decreto 10 febbraio 1889, n. 5921 fu un atto normativo del Regno d'Italia, primo testo unico della legge comunale e provinciale.
Coordinò le riforme progressiste emanate durante il governo Crispi I, in tema di autogoverno locale, tramite la legge 30 dicembre 1888, n. 5865.
La norma fu il contraltare in tema di legislazione amministrativa della legge che aveva ampliato il corpo elettorale in ambito politico, secondo il programma della Sinistra storica. Vennero ammessi al voto tutti coloro che pagavano imposte dirette e tasse patrimoniali, esclusi gli analfabeti, i falliti, i mantenuti e i mentecatti, sostanzialmente includendo nel gioco politico locale il ceto medio.
Nasce a Catanzaro il 7 ottobre 1889
Deceduto il 11 novembre 1963
Benedetto Cairoli (1825-1889)
Nasce a Pavia il 28 gennaio 1825
Deceduto a Capodimonte (Napoli) il 8 agosto 1889
Laurea in Giurisprudenza; Avvocato.