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COSA AVVENNE?

Ferdinando Carbone (1900-1990)
Ferdinando Carbone (1900-1990)
1948-1954 (Presidente Luigi Einaudi)

SEGRETARI GENERALI della PRESIDENZA della REPUBBLICA

Vittorio Emanuele III di Savoia (dal 29 luglio 1900 al 9 maggio 1946)
Vittorio Emanuele III di Savoia (dal 29 luglio 1900 al 9 maggio 1946)
RE del REGNO d'ITALIA

XXI Legislatura del Regno d'Italia
XXII Legislatura del Regno d'Italia
XXIII Legislatura del Regno d'Italia
XXIV Legislatura del Regno d'Italia
XXV Legislatura del Regno d'Italia
XXVI Legislatura del Regno d'Italia
XXVII Legislatura del Regno d'Italia
XXVIII Legislatura del Regno d'Italia
XXIX Legislatura del Regno d'Italia
XXX Legislatura del Regno d'Italia

Emilio Visconti Venosta (Destra storica)  (Partito Liberale Costituzionale)
Emilio Visconti Venosta (Destra storica) (Partito Liberale Costituzionale)
Ministri degli AFFARI ESTERI del Regno d'Italia

1863-1864 - Minghetti 1
1866-1867 - Ricasoli 2
1969-1873 - Governo Lanza
1873-1876 - Minghetti 2
1896-1897 - Starabba 3
1897-1898 - Starabba 4
1899-1900 - Pelloux 2
1900-1901 - Governo Saracco

Maggioritario: uninominale (1892-1913)
Maggioritario: uninominale (1892-1913)
Partecipazione Politica

SISTEMI ELETTORALI in ITALIA
Giuseppe Saracco (1821-1907) (Sinistra storica)
Giuseppe Saracco (1821-1907) (Sinistra storica)
PRESIDENTI del SENATO del REGNO D'ITALIA

2a-3a Sessione (16 novembre 1898-17 maggio 1900)
XX° Legislatura del Regno d'Italia

(16 giugno 1900-18 ottobre 1904)
XXI° Legislatura del Regno d'Italia
Tommaso Villa (1832-1915) (Destra storica)
Tommaso Villa (1832-1915) (Destra storica)
(dal 10 giugno 1895 al 02 marzo 1897)
XIX° Legislatura del Regno d'Italia

(dal 28 giugno 1900 al 22 febbraio 1902)
XXI° Legislatura del Regno d'Italia

PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI DEL REGNO D'ITALIA
Luigi Longo (1900-1980)
Luigi Longo (1900-1980)
Nasce a Fubine (Alessandria) il 15 marzo 1900
Deceduto il 16 ottobre 1980
Licenza media superiore; funzionario di partito.
Giuseppe Colombo (1836-1921) (Indipendente)
Giuseppe Colombo (1836-1921) (Indipendente)
(dal 14 novembre 1899 al 17 maggio 1900)
XX° Legislatura del Regno d'Italia

PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI DEL REGNO D'ITALIA
Ascanio Branca
Ascanio Branca
Ministri dei LAVORI PUBBLICI del Regno d'Italia

1891-1892 - Starabba 1
1900-1901 - Governo Saracco

Nicolò Gallo (1849-1907) (Sinistra storica)
Nicolò Gallo (1849-1907) (Sinistra storica)
(dal 16 giugno 1900 al 24 giugno 1900)
XXI° Legislatura del Regno d'Italia

PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI DEL REGNO D'ITALIA
Luigi Pelloux (1839-1924)
Luigi Pelloux (1839-1924)
PRESIDENTI del CONSIGLIO dei MINISTRI del REGNO D'ITALIA

I Governo Pelloux
Dal 29 giugno 1898 al 14 maggio 1899
XX Legislatura del Regno d'Italia

II Governo Pelloux
Dal 14 maggio 1899 al 24 giugno 1900
XX Legislatura del Regno d'Italia XXI Legislatura del Regno d'Italia

Giuseppe Saracco (1821-1907)
Giuseppe Saracco (1821-1907)
PRESIDENTI del CONSIGLIO dei MINISTRI del REGNO D'ITALIA

I Governo Saracco
Dal 24 giugno 1900 al 15 febbraio 1901
XXI Legislatura del Regno d'Italia

Pietro Lacava
Pietro Lacava
Ministri dei LAVORI PUBBLICI del Regno d'Italia

1898-1899 - Pelloux 1
1899-1900 - Pelloux 2

20° Legislatura del Regno d'Italia (dal 5 aprile 1897 al 17 maggio 1900) (durata : giorni 1137)
20° Legislatura del Regno d'Italia (dal 5 aprile 1897 al 17 maggio 1900) (durata : giorni 1137)
LEGISLATURE del REGNO d'ITALIA

Nella ventesima legislatura si svolsero in Senato 243 sedute in tre sessioni, più le tre sedute reali d’apertura di ciascuna sessione a Camere congiunte. Il discorso reale d’inaugurazione della legislatura del 5 aprile 1897 riguardò gli accordi internazionali, le finanze degli enti locali, la necessità di attuare riforme nell’ordinamento giudiziario e nel sistema scolastico, soprattutto per gli istituti professionali.

Nella prima sessione della legislatura, il 1° aprile 1897 fu confermato presidente del Senato Domenico Farini, poi sostituito il 10 novembre 1898, nella seconda sessione, da Giuseppe Saracco. Poche settimane dopo l’inizio della legislatura, il 22 aprile 1897, Umberto I scampò a un attentato nei pressi di Roma, rimanendo illeso.

La ventesima legislatura coincise, almeno in parte, con la crisi di fine secolo, che caratterizzò gli anni dei Governi Di Rudinì e Pelloux. Il 6 dicembre 1897 il presidente del Consiglio Di Rudinì presentò le dimissioni dopo il voto negativo della Camera dei deputati sul disegno di legge riguardante l’avanzamento nel regio esercito. Il 14 dicembre 1897 fu costituito il IV Governo Di Rudinì, che durò fino al 1° giugno 1898.

Tra gli eventi parlamentari di rilievo nella prima parte della legislatura vi furono le dimissioni di Francesco Crispi dalla carica di deputato, dopo il voto della Camera del 23 marzo 1898: il 7 dicembre 1897 era stata nominata una commissione di cinque deputati per deliberare sul deferimento di Crispi all’Alta Corte di giustizia in merito alla questione bancaria. Dopo la discussione, iniziata il 22 marzo 1898, la Camera votò l’ordine del giorno presentato da Carmine, Carcano e Prinetti, approvando le decisioni della commissione di limitarsi a esprimere una censura politica nei confronti di Crispi.

Il 6 marzo 1898 scomparve il deputato Felice Cavallotti, esponente di punta dell’Estrema sinistra storica, morto in un duello. Il funerale di Cavallotti fu accompagnato da una manifestazione popolare.

Manifestazioni e proteste, dovute all’aumento del prezzo del grano e del pane, caratterizzarono i primi mesi del 1898. Nel febbraio fu approvata la legge 11 febbraio 1898, n. 26, riguardante la riduzione del dazio di confine sul grano e suoi derivati, seguita di lì a poco dalla legge 3 luglio 1898, n. 273, concernente disposizioni sulla riduzione temporanea dei dazi d'importazione sul grano ed altri cereali e sui loro derivati.

Nella primavera del 1898 manifestazioni contro il carovita si diffusero in numerose città italiane: a Bari il 27 aprile 1898, a Foggia il 28 aprile, ad Aversa e in altre località delle Campania il 30 aprile, in Puglia e in Romagna il 1°-2 maggio. I disordini si estesero nel mese di maggio anche a Pavia, Napoli, Livorno e a Firenze. I tumulti scoppiati a Milano nelle giornate dal 6 al 9 maggio 1898 furono repressi in modo sanguinoso dal generale Bava Beccaris, nominato commissario straordinario della provincia di Milano, dove fu proclamato lo stato d’assedio. Il numero delle vittime cadute sotto i cannoni e l’artiglieria di Bava Beccaris fu altissimo. Furono arrestati svariati esponenti socialisti milanesi, tra cui Leonida Bissolati, liberato dopo due mesi, Anna Kuliscioff e Filippo Turati. Il 24 maggio 1898 fu arrestato anche Davide Albertario dell’«Osservatore romano». Il 23 giugno successivo il tribunale militare di Milano emise numerose condanne contro svariati giornalisti, tra cui Carlo Romussi, Gustavo Chiesi e lo stesso Davide Albertario.

A seguito dei dissidi nel governo dovuti all’instaurazione dello stato d’assedio, Di Rudinì presentò le dimissioni da presidente del Consiglio. Il nuovo governo, il V Governo Di Rudinì (1° giugno-29 giugno 1898), durò soltanto un mese, perché privo di maggioranza parlamentare, e fu sostituito dal I Governo Pelloux (29 giugno 1898-14 maggio 1899), seguito in corso di legislatura dal II Governo Pelloux (14 maggio 1899-24 giugno 1900).

A seguito delle manifestazioni e del prolungarsi dello stato d’assedio nelle zone di maggiore conflittualità sociale, fu approvata la legge 17 luglio 1898, n. 297, Riflettente l'applicazione dei provvedimenti urgenti e temporanei pel mantenimento dell'ordine pubblico. In base a tale provvedimento, il governo aveva facoltà di mantenere o revocare lo stato d’assedio; erano sciolte le associazioni ritenute sovversive e venivano rese più severe le norme sulla pubblica sicurezza. Con la stessa legge fu rinviato il rinnovo di consigli comunali e provinciali negli enti locali. Il personale militare appartenente ai servizi ferroviario, postale e telegrafico, poteva essere richiamato in servizio.

Contro lo scioglimento delle associazioni cattoliche, il 5 agosto 1898 papa Leone XIII emanò l’enciclica Spesse volte.

Alcuni mesi dopo, il 4 febbraio 1899, proprio mentre la Camera discuteva una petizione per l’amnistia nei confronti dei condannati durante i moti della primavera precedente, Pelloux presentò numerosi provvedimenti repressivi, consistenti in disegni di legge su modificazioni e aggiunte alla legge di pubblica sicurezza e all’editto sulla stampa, sugli obblighi dei militari in congedo appartenenti al personale ferroviario, postale e telegrafico, sui delinquenti recidivi.

Il 14 maggio 1899 il governo Pelloux si dimise in seguito alle trattative, che non ebbero esito, per ottenere dalla Cina la cessione della baia di San Mun. Tale trattativa fu poi dichiarata definitivamente conclusa il 12 dicembre 1899 dal ministro degli Esteri e senatore Emilio Visconti Venosta.

Il 14 maggio 1898 si costituì il II Governo Pelloux. I provvedimenti repressivi, la cui discussione era stata interrotta nel febbraio precedente, furono ripresentati il 1° giugno 1899 alla Camera dei deputati, dove Enrico Ferri guidava l’opposizione al disegno di legge sulla pubblica sicurezza. Nella tornata del 30 giugno 1899, a seguito delle proteste dei deputati, la sessione fu sciolta.

Il 31 dicembre 1899 un’amnistia concesse la libertà alla maggior parte dei condannati politici per i fatti del maggio 1898. Il provvedimento era stato preceduto da altri analoghi, gli indulti del 5 giugno e del 30 dicembre 1898. Il 15 maggio 1900 vi fu una nuova seduta tumultuosa alla Camera, cui seguì, tre giorni dopo, lo scioglimento della Camera e la conclusione della legislatura.

Sul piano degli eventi internazionali, la questione d’Oriente e l’insurrezione di Creta furono argomento delle discussioni alla Camera dei deputati e al Senato all’inizio della legislatura. L’8 aprile 1897 al Senato prese la parola sul tema il senatore Pierantoni. Il 12 aprile 1897 il III Governo Di Rudinì ottenne la fiducia alla Camera dei deputati, che votò l’ordine del giorno Cappelli favorevole all’intervento dell’Italia con altri Stati europei a Creta. Il 13 aprile 1897 al Senato, dopo la discussione sull’interpellanza dei senatori Odescalchi e Pessina riguardante il bombardamento degli insorti da parte di navi italiane, fu votato un successivo ordine del giorno del senatore Guarneri di approvazione della politica estera del governo. Alla discussione era intervenuto anche Giosue Carducci a favore degli insorti cretesi. La guerra greco-turca, iniziata il 18 aprile 1897, fu conclusa con l’armistizio del 3 giugno e, in via definitiva, con il trattato di Costantinopoli del 9 novembre 1897.

Nel corso del 1897 l’Italia prese alcuni accordi con l’Inghilterra sulla restituzione di Kassala all’Egitto, che di fatto avvenne in dicembre. Sempre in ambito internazionale, il 21 novembre 1898 l’Italia firmò l'accordo commerciale con la Francia, ratificato alcuni mesi dopo con la legge 11 febbraio 1899, n. 36. Nel maggio 1899 l’Italia partecipò alla Conferenza sul disarmo all’Aja e il 2 dicembre dello stesso anno a Berna fu firmata la convenzione per l’allacciamento delle ferrovie elvetiche con quelle del Sempione, cui fu data esecuzione con la legge 15 luglio 1900, n. 276.

Pochi mesi prima della conclusione della legislatura fu firmato nel gennaio 1900 il protocollo per la definizione dei confini italiani e francesi sulle coste del Mar Rosso tra il ministro degli Esteri italiano Visconti Venosta e il ministro degli esteri francese Barrère.

Tra il 1897 e il 1898 furono approvate le disposizioni sui monti di pietà (legge 4 maggio 1898, n. 169) e fu istituita presso la Cassa dei depositi e prestiti una sezione autonoma di credito comunale e provinciale (legge 24 aprile 1898, n. 132). Venne introdotto l’obbligo delle assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro mediante la legge 17 marzo 1898, n. 80, e fu approvata la legge 17 luglio 1898, n. 350, sull’istituzione di una Cassa nazionale di previdenza per l’invalidità e la vecchiaia degli operai.

Furono questi gli anni in cui prese avvio la meccanizzazione dell’industria nel paese. La Fiat fu fondata a Torino l’11 luglio 1899.

vedi:
https://www.senato.it/legislature/regno/italia/20/resoconti-elenco-cronologico

21° Legislatura del Regno d'Italia (dal 16 giugno 1900 al 18 ottobre 1904) (durata : giorni 1585)
21° Legislatura del Regno d'Italia (dal 16 giugno 1900 al 18 ottobre 1904) (durata : giorni 1585)
LEGISLATURE del REGNO d'ITALIA

La XXI legislatura fu inaugurata a Roma il 16 giugno 1900 e si concluse il 18 ottobre 1904. In Senato si tennero 332 sedute, più due sedute reali d’apertura di sessione e la seduta di giuramento del nuovo re a Camere congiunte. Il re nominò presidente del Senato Giuseppe Saracco, il quale fu tuttavia subito incaricato (18 giugno) di formare il nuovo governo. Riassunse la presidenza del Senato dopo la fine del mandato governativo, il 24 febbraio 1901. A differenza del governo Pelloux, il governo Saracco fu espressione di una maggioranza parlamentare più ampia, in grado di coinvolgere, su specifici temi, anche le sinistre.

Il 16 giugno 1900, nel discorso della Corona alle Camere riunite nella sede di Palazzo Madama, Umberto I si addentrò sui temi sociali alla ricerca di un clima di distensione, trattando di occupazione, emigrazione, istruzione ed equità fiscale.

Sul piano internazionale, il governo Saracco dovette affrontare la questione della difesa della comunità e della legazione italiana in Cina durante la rivolta anticolonialista dei Boxer, che comportò l’invio di circa duemila unità dell’esercito italiano in estremo oriente.

Sul piano interno, proprio in un momento di tregua nella conflittualità sociale, il 29 luglio 1900 Umberto I fu assassinato a Monza a colpi di rivoltella per mano dell’anarchico Gaetano Bresci. Il giorno successivo il governo fece affiggere un manifesto con l’annuncio della morte di Umberto I e della successione del figlio Vittorio Emanuele III, il quale si affrettò a rientrare a Roma da un viaggio all’estero. Il 6 agosto, alla riapertura del Parlamento, si svolsero le commemorazioni in presenza delle alte cariche parlamentari e governative. L’11 agosto il nuovo re Vittorio Emanuele III, accompagnato dall’ampio seguito dei membri della famiglia reale, si recò in Senato per giurare fedeltà allo Statuto e alla Nazione. Il 13 agosto avvenne la tumulazione solenne al Pantheon della salma di Umberto I. Il 29 agosto la Corte d’assise di Milano condannò Gaetano Bresci alla pena dell’ergastolo: trasferito nel penitenziario dell’isola di Santo Stefano, il regicida morì il 22 maggio 1901 in circostanze mai del tutto chiarite.

Nel frattempo il governo e il re si adoperarono per ricucire gli strappi sociali e politici prodottisi durante la crisi di fine secolo: in occasione del suo compleanno l’11 novembre 1900 il re liberò circa dodicimila detenuti mediante un’estesa amnistia, che si aggiunse ai provvedimenti di indulto e di amnistia già emanati da Umberto I nel corso del 1899.

Il 15 febbraio 1901 fu costituito il governo Zanardelli, nel quale Giovanni Giolitti ebbe l’incarico di ministro degli Interni. Fu l’inizio della svolta liberale seguita alla “restaurazione democratica” del governo Saracco. Il 7 marzo Giuseppe Zanardelli espose alla Camera il programma del suo governo, basato sulla difesa della libertà dei cittadini e dei diritti dei lavoratori. Si impegnò inoltre a sollecitare l’approvazione dei disegni di legge in fase di elaborazione avanzata, in particolare quelli relativi al lavoro delle donne e dei fanciulli (legge 19 giugno 1902, n. 242) e all’istituzione di una Cassa di previdenza per gli operai. La politica liberale di Zanardelli tese a coniugare libertà e democrazia partecipativa, ordine sociale e consenso, diritti sindacali e sviluppo economico. Si delineò subito tuttavia, in sintonia con i precedenti governi, una politica di spesa militare che impedì una collaborazione senza ombre della sinistra estrema e democratica con il governo.

Le agitazioni sindacali di questo periodo si conclusero per lo più con un successo per i lavoratori, assicurando un deciso miglioramento dei bassi livelli salariali. Ma il periodo fu costellato anche da scontri tra dimostranti e forze dell’ordine, con morti e feriti.

Un’attenzione particolare fu riservata dal governo alla questione meridionale. Lo stesso presidente del Consiglio compì nel settembre 1902 un viaggio in Basilicata, nel corso del quale portò alla luce situazioni di grave malessere e le carenze delle politiche governative. Tra i vari provvedimenti a favore delle province meridionali furono approntate due leggi per la città di Napoli e una legge per la realizzazione dell’Acquedotto pugliese.

Il discorso della Corona che il 20 febbraio 1902 aprì la seconda sessione della legislatura si distinse per l’annuncio inatteso di misure legislative volte a introdurre l’istituto del divorzio. Vittorio Emanuele III disse: «nel campo delle giuridiche discipline, il mio Governo vi proporrà di temperare, in armonia col diritto comune delle altre nazioni, l’ideale principio dell’indissolubilità del matrimonio civile; e di riformare con eque norme i divieti che contendono alla prole illegittima il diritto al nome e alla vita». In effetti un disegno di legge sulle “Disposizioni dell’ordinamento della famiglia” fu presentato alla Camera dal ministro della Giustizia Francesco Cocco-Ortu (atto Camera n. 207 del 2 dicembre 1902), ma la sua trattazione si interruppe in commissione e rimase allo stato di relazione, destino che fu seguito anche dai due progetti di legge sul divorzio del deputato socialista Agostino Berenini. Importante provvedimento in materia sociale fu il disegno di legge sulla prevenzione e cura della pellagra, divenuto legge 21 luglio 1902, n. 427.

A causa della salute gravemente compromessa, il 26 ottobre 1903 Zanardelli presentò le dimissioni al re, il quale affidò a Giolitti l’incarico di formare un nuovo governo, anch’esso di impianto liberal-moderato come il precedente.

Nel marzo 1904 esplose lo scandalo relativo alle accuse di peculato nei confronti dell’ex ministro dell’Istruzione pubblica Nunzio Nasi, che fu processato davanti all’Alta corte di giustizia del Senato (procedura prevista per i reati commessi dai ministri) e condannato nel 1907 a undici mesi di reclusione.

L’8 luglio 1904 fu approvata la legge per il miglioramento economico dei maestri elementari e per l’estensione dell’obbligo scolastico a dodici anni, promossa dal ministro dell’Istruzione Vittorio Emanuele Orlando.

In quegli anni di grande accelerazione dello sviluppo economico, caratterizzata da una forte spinta alla ricerca scientifica e all’innovazione tecnologica, oltre che dalla creazione di imprese nuove e moderne, Guglielmo Marconi compì numerosi esperimenti nei collegamenti radio, stabilendo il primo contatto radio transatlantico il 12 dicembre 1901, collegando l’Inghilterra con il Canada.

vedi:
https://www.senato.it/legislature/regno/italia/21/resoconti-elenco-cronologico

Leggi promulgate nell'anno 1900
Leggi promulgate nell'anno 1900
LEGGI PER LEGISLATURA

20° Legislatura del Regno d'Italia (dal 5 aprile 1897 al 17 maggio 1900)

21° Legislatura del Regno d'Italia (dal 16 giugno 1900 al 18 ottobre 1904)

II° Governo Pelloux (Dal 14 maggio 1899 al 24 giugno 1900)  (durata : giorni 407)
II° Governo Pelloux (Dal 14 maggio 1899 al 24 giugno 1900) (durata : giorni 407)
XX Legislatura del Regno d'Italia XXI Legislatura del Regno d'Italia
II° Governo Pelloux (Dal 14 maggio 1899 al 24 giugno 1900)  (durata : giorni 407)
II° Governo Pelloux (Dal 14 maggio 1899 al 24 giugno 1900) (durata : giorni 407)
XX Legislatura del Regno d'Italia XXI Legislatura del Regno d'Italia
Domenico Farini (1834-1900)
Domenico Farini (1834-1900)
Nasce a Montescudo (Forlì) il 2 luglio 1834
Deceduto a Roma il 18 gennaio 1900
Accademia militare.


Giuseppe Brusasca (1900-1994)
Giuseppe Brusasca (1900-1994)
Nasce a Cantavenna Monferrato (Gabiano) (Alessandria) il 30 agosto 1900
Deceduto il 1 giugno 1994
Laurea in giurisprudenza e in scienze economiche; avvocato
Giuseppe Ermini (1900-1981)
Giuseppe Ermini (1900-1981)
Nasce a Roma il 20 luglio 1900
Deceduto il 21 maggio 1981
Laurea in giurisprudenza; docente universitario.

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