Antonio Segni (Democrazia Cristiana)
1946-1951 - De Gasperi 1,De Gasperi 2. De Gasperi 3, De Gasperi 4, De Gasperi 5, De Gasperi 6
Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana
Vittorio Emanuele Orlando (1860-1952)
(25 settembre 1944 - 25 giugno 1946) nominato Presidente della Camera il 15 luglio 1944 con Ordine del giorno del Governo presieduto da Ivanoe Bonomi.
PRESIDENTE DELLA CAMERA della LUOGOTENENZA GENERALE
Società delle Nazioni (SDN)
(1919-1946) - Ginevra
La Società delle Nazioni (in francese Société des Nations; in inglese League of Nations)[1] in sigla SDN, anche conosciuta come Lega delle Nazioni,[2] è stata la prima organizzazione intergovernativa avente come scopo quello di accrescere il benessere e la qualità della vita degli esseri umani. Il suo principale impegno era quello di prevenire le guerre, sia attraverso la gestione diplomatica dei conflitti sia attraverso il controllo degli armamenti.
Fu fondata nell'ambito della conferenza di pace di Parigi del 1919, formalmente il 28 giugno 1919 con la firma del trattato di Versailles del 1919 – e fu estinta il 19 aprile 1946 in seguito al fallimento rappresentato dalla seconda guerra mondiale e alla nascita, nel 1945, di un'organizzazione con identico scopo, l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Il fallimento rappresentato dalla seconda guerra mondiale fu così grande che si pensò infatti a una nuova organizzazione, anche perché gli Stati Uniti d'America non ne facevano parte, nonostante fosse stato proprio un suo presidente, Woodrow Wilson, il maggior promotore della Società delle Nazioni (per questo impegno Woodrow Wilson fu insignito del premio Nobel per la pace nel 1919).
ORGANISMI MONDIALI
Commissione affari esteri
COMMISSIONI della CONSULTA NAZIONALE
Presidente Vittorio Emanuele Orlando
25 settembre 1945 - 24 giugno 1946
Consulta nazionale
Alcide de Gasperi (1881-1954)
PRESIDENTI del CONSIGLIO dei MINISTRI della CONSULTA NAZIONALE
I Governo De Gasperi (1945-1946)
Dal 10 dicembre 1945 al 13 luglio 1946
II Governo De Gasperi (1946-1947)
Dal 13 luglio 1946 al 2 febbraio 1947
PRESIDENTI del CONSIGLIO dei MINISTRI dell'ASSEMBLEA COSTITUENTE
III Governo De Gasperi (1947)
Dal 2 febbraio 1947 al 31 maggio 1947
IV Governo De Gasperi (1947-1948)
Dal 31 maggio 1947 al 23 maggio 1948
COMMISSIONI della CONSULTA NAZIONALE
Presidente Enrico De Nicola
25 settembre 1945 - 24 giugno 1946
Consulta nazionale
COMMISSIONI della CONSULTA NAZIONALE
Commissione difesa nazionale
COMMISSIONI della CONSULTA NAZIONALE
Presidente Alessandro Casati
25 settembre 1945 - 24 giugno 1946
Consulta nazionale
Vittorio Emanuele III di Savoia (dal 29 luglio 1900 al 9 maggio 1946)
RE del REGNO d'ITALIA
XXI Legislatura del Regno d'Italia
XXII Legislatura del Regno d'Italia
XXIII Legislatura del Regno d'Italia
XXIV Legislatura del Regno d'Italia
XXV Legislatura del Regno d'Italia
XXVI Legislatura del Regno d'Italia
XXVII Legislatura del Regno d'Italia
XXVIII Legislatura del Regno d'Italia
XXIX Legislatura del Regno d'Italia
XXX Legislatura del Regno d'Italia
Commissione finanze e tesoro
COMMISSIONI della CONSULTA NAZIONALE
Presidente Stefano Siglienti
25 settembre 1945 - 24 giugno 1946
Consulta nazionale
Società delle Nazioni (SDN)
(1919-1946) - Ginevra
La Società delle Nazioni (in francese Société des Nations; in inglese League of Nations)[1] in sigla SDN, anche conosciuta come Lega delle Nazioni,[2] è stata la prima organizzazione intergovernativa avente come scopo quello di accrescere il benessere e la qualità della vita degli esseri umani. Il suo principale impegno era quello di prevenire le guerre, sia attraverso la gestione diplomatica dei conflitti sia attraverso il controllo degli armamenti.
Fu fondata nell'ambito della conferenza di pace di Parigi del 1919, formalmente il 28 giugno 1919 con la firma del trattato di Versailles del 1919 – e fu estinta il 19 aprile 1946 in seguito al fallimento rappresentato dalla seconda guerra mondiale e alla nascita, nel 1945, di un'organizzazione con identico scopo, l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Il fallimento rappresentato dalla seconda guerra mondiale fu così grande che si pensò infatti a una nuova organizzazione, anche perché gli Stati Uniti d'America non ne facevano parte, nonostante fosse stato proprio un suo presidente, Woodrow Wilson, il maggior promotore della Società delle Nazioni (per questo impegno Woodrow Wilson fu insignito del premio Nobel per la pace nel 1919).
ORGANISMI MONDIALI
COMMISSIONI dell'ASSEMBLEA COSTITUENTE
Presidente Meuccio Ruini
(Bartolomeo Ruini)
19 luglio 1946 - 31 gennaio 1948
Assemblea Costituente
COMMISSIONI PERMANENTI dell'ASSEMBLEA COSTITUENTE
Commissione per i trattati internazionali
COMMISSIONI dell'ASSEMBLEA COSTITUENTE
Presidente Ivanoe Bonomi
19 luglio 1946 - 31 gennaio 1948
Assemblea Costituente
COMMISSIONI PERMANENTI dell'ASSEMBLEA COSTITUENTE
Consulta nazionale (dal 25 settembre 1945 al 24 giugno 1946) (durata : giorni 271)
LEGISLATURE del PERIODO COSTITUZIONALE TRANSITORIO
La Consulta Nazionale fu, come è noto, un organo di carattere consultivo chiamato ad assolvere, immediatamente dopo la fine della seconda guerra mondiale e nella prima fase della ricostituzione della democrazia in Italia dopo il ventennio fascista, alle funzioni tipiche di un'Assemblea parlamentare, in attesa che i nuovi organi democraticamente eletti fossero definiti ed insediati.
L'art. 29 del decreto legislativo luogotenenziale 31 agosto 1945, n. 539, che dettava norme sul funzionamento della Consulta Nazionale, stabiliva che, fino a quando essa non avesse deliberato il proprio Regolamento interno, si sarebbero osservate: in quanto applicabili, le disposizioni contenute nel regolamento della Camera dei deputati in vigore prima del 28 ottobre 1922 (ossia della data della marcia su Roma).
La Consulta ritenne opportuno, comunque, avvalersi della possibilità di adottare nuove norme regolamentari, che furono discusse ed approvate nelle sedute del 9, 10 e 11 gennaio 1946.
Il testo qui riportato è quindi il frutto dello specifico lavoro regolamentare di questo particolare organo di transizione, destinato d avere breve applicazione, dal momento che dopo le elezioni del 2 giugno 1946 ed il referendum istituzionale, si sarebbe insediata la prima Assemblea democraticamente eletta del dopoguerra e cioè l'Assemblea Costituente.
Il Regolamento della Consulta si componeva di 81 articoli, molti dei quali riprendevano le disposizioni del Regolamento della Camera, salvi i necessari adattamenti imposti dal fatto che la Consulta risultava, in campo legislativo, titolare di poteri consultivi sui provvedimenti del Governo, e non di funzioni deliberative.
vedi:
https://storia.camera.it/regolamenti/il-regolamento-della-consulta-nazionale#nav
COMMISSIONI dell'ASSEMBLEA COSTITUENTE
Presidente Alfonso Rubilli
19 febbraio 1947 - 31 gennaio 1948
Assemblea Costituente
COMMISSIONI PERMANENTI dell'ASSEMBLEA COSTITUENTE
Assemblea Costituente (dal 25 giugno 1946 al 31 gennaio 1948) (durata : giorni 585)
LEGISLATURE del PERIODO COSTITUZIONALE TRANSITORIO
Con l'elezione dell'Assemblea Costituente sul piano regolamentare il punto di riferimento obbligato continuò ad essere, ovviamente, come per la Consulta nazionale, il Regolamento della Camera prefascista. L'art. 4 del decreto legislativo luogotenenziale 16 marzo 1946, n. 98 stabiliva, infatti, che finché non avesse deliberato il proprio regolamento interno, l'Assemblea Costituente avrebbe applicato il regolamento interno della Camera dei deputati del 1° luglio 1900 con le successive modificazioni fino al 1922.
Diversamente dalla Consulta, peraltro, l'Assemblea Costituente non si diede, tuttavia, un proprio regolamento, limitandosi ad approvare alcune aggiunte (formulate cioè come disposizioni autonome) relative alla sua organizzazione interna, approvate il 15, 23 luglio e 17 settembre 1946, con le quali deliberò: l'istituzione della commissione per la Costituzione (Commissione del 75) incaricata di predisporre il progetto di Costituzione, della Commissione per i trattati internazionali (composta da 36 deputati) (v. doc. II n.1 e n.2), della Commissione incaricata di riferire sulle domande di autorizzazione a procedere (doc. II n. 3 e n. 4), e di altre quattro Commissioni permanenti competenti in materia di legislazione ordinaria (v. doc. II n. 5 e n. 6). A questo ultimo riguardo si ricorda che l'articolo 3 del decreto legislativo 16 marzo 1946 attribuiva, per il periodo della Costituente e fino alla convocazione del Parlamento a norma della nuova Costituzione, salva la materia costituzionale, il potere legislativo al Governo, ad eccezione delle leggi elettorali e delle leggi di approvazione dei trattati internazionali rimesse, invece, alla competenza dell'Assemblea Costituente. Lo stesso articolo 3 contemplava, tuttavia, la possibilità per il Governo di sottoporre all'esame dell'Assemblea qualunque altro argomento ritenesse opportuno. Tale possibilità era stata intesa dal Governo, secondo quanto dichiarato dal Presidente del Consiglio dei ministri nella seduta del 25 luglio 1946, nel senso anche di riconoscere all'Assemblea la possibilità di indicare i disegni di legge, che pur non rientranti nella sua competenza legislativa fissata dal citato art. 3 del decreto legislativo 16 marzo 1946, dovessero essere assoggettati alla sua deliberazioni. L'istituzione delle quattro Commissioni in discorso aveva l'obiettivo di regolare la procedura relativa proprio a questo aspetto. Le quattro Commissioni permanenti istituite risultavano compenti, rispettivamente, nelle materie affidate ai seguenti organi governativi: 1°) Presidenza del Consiglio e Ministeri: esteri, interno, grazia e giustizia, pubblica istruzione, guerra, marina militare, aeronautica, assistenza post-bellica; Alto Commissariato per l'igiene e la sanità pubblica; 2°) Ministeri: finanze, tesoro; 3°) Ministeri: industria e commercio, lavoro e previdenza sociale, commercio con l'estero, agricoltura e foreste e Alto commissario per l'alimentazione; 4)°Ministeri: lavori pubblici, trasporti, marina mercantile, poste e telecomunicazioni. Tali Commissioni avevano quindi il compito di indicare al Governo quali tra i disegni di legge trasmessi dal Governo dovessero essere sottoposti alla deliberazione dell'Assemblea per la loro importanza tecnica o politica, vantando su di essi la competenza referente. Il termine per deliberare su ciascun disegno di legge era fissato in 15 giorni dalla ricezione; decorso tale termine senza una pronuncia della Commissione il Governo avrebbe potuto dar corso al disegno di legge.
vedi:
https://storia.camera.it/regolamenti/il-regolamento-assemblea-costituente#nav
Commissione per la Costituzione
COMMISSIONI dell'ASSEMBLEA COSTITUENTE
Presidente Meuccio Ruini
(Bartolomeo Ruini)
19 luglio 1946 - 31 gennaio 1948
Assemblea Costituente
COMMISSIONI per la COSTITUZIONE dell'ASSEMBLEA COSTITUENTE
ELEZIONI POLITICHE IN ITALIA DEL 1946 (1° Partito eletto : Democrazia Cristiana)
(2-3 giugno 1946)
Assemblea Costituente
Proporzionale classico
Le elezioni politiche in Italia del 1946 furono le prime elezioni libere della storia italiana dalla fine del periodo di dittatura fascista, che aveva interessato il Paese nel ventennio precedente, e le prime dalla fine della seconda guerra mondiale. Si tennero domenica 2 e lunedì 3 giugno e si votò per l'elezione di un'Assemblea Costituente, cui sarebbe stato affidato il compito di redigere la nuova carta costituzionale, ai sensi del Decreto legge luogotenenziale 151/1944. Contemporaneamente si tenne un referendum istituzionale per la scelta fra Monarchia e Repubblica.
Si trattò delle prime elezioni nazionali a suffragio universale, in cui quindi poterono votare anche le donne.
Le consultazioni videro il successo dei tre grandi partiti di massa del tempo, la somma dei cui voti raggiunse circa il 75%.[1][2] La Democrazia Cristiana, partito di centro, ottenne la maggioranza relativa col 35% dei voti, e i partiti di sinistra, il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria e il Partito Comunista Italiano raggiunsero insieme quasi il 40% dei voti. Nettamente minoritario si rivelò il peso della destra, divisa tra liberali (Unione Democratica Nazionale), qualunquisti (Fronte dell'Uomo Qualunque) e monarchici (Blocco Nazionale della Libertà). Le elezioni sancirono comunque una variegata e plurale presenza di culture politiche[1] fra cui, oltre ai partiti precedentemente menzionati, il Partito Repubblicano Italiano e il Partito d'Azione.
COMMISSIONI dell'ASSEMBLEA COSTITUENTE
Presidente Umberto Tupini
19 luglio 1946 - 31 gennaio 1948
Assemblea Costituente
COMMISSIONI per la COSTITUZIONE dell'ASSEMBLEA COSTITUENTE
COMMISSIONI dell'ASSEMBLEA COSTITUENTE
Presidente Umberto Terracini
19 luglio 1946 - 31 gennaio 1948
Assemblea Costituente
COMMISSIONI per la COSTITUZIONE dell'ASSEMBLEA COSTITUENTE
COMMISSIONI dell'ASSEMBLEA COSTITUENTE
Presidente Gustavo Ghidini
19 luglio 1946 - 31 gennaio 1948
Assemblea Costituente
COMMISSIONI per la COSTITUZIONE dell'ASSEMBLEA COSTITUENTE
Ministri dei TRASPORTI del Regno d'Italia
1945-1946 - De Gasperi 1
Ministri dei TRASPORTI del Regno d'Italia
1945-1946 - De Gasperi 1
Ordine coloniale della Stella d'Italia (1914-1946)
L'Ordine coloniale della Stella d'Italia fu un'onorificenza del Regno d'Italia, istituita tramite Regio Decreto [1] il 18 gennaio 1914 dal re Vittorio Emanuele III di Savoia. Il fine era quello di premiare i sudditi indigeni delle Colonie italiane ed eccezionalmente anche dei cittadini italiani. Dal 1939 in poi l'ordine poteva essere conferito anche a personalità straniere, come il generale Erwin Rommel nel 1942.
L’Ordine, nel tempo, venne più volte modificato. Con il Regio Decreto del 9 maggio 1939, si dispose che le onorificenze potessero essere conferite anche a stranieri, un esempio fu il generale tedesco Rommel. Con la perdita delle Colonie ed il mutamento della forma istituzionale in Italia, l’Ordine non è più stato conferito.
Ordine civile di Savoia (1831-1946)
L'Ordine civile di Savoia venne istituito dal re Carlo Alberto il 29 ottobre 1831 per premiare chi, mediante lo studio o il lavoro, avesse onorato la corona o lo stato. L'ordine poteva essere inizialmente conferito solo ai cittadini sabaudi e successivamente venne esteso anche a cittadini di Stati esteri. Ai cavalieri di tale ordine spettavano gli onori militari riservati agli ufficiali inferiori.
Dopo il 1946 l'Ordine civile di Savoia non è stato riconosciuto dalla Repubblica Italiana. Tuttavia, essendo un ordine antecedente alla costituzione del Regno d'Italia, esso ha continuato a essere conferito dal re Umberto II fino alla morte, avvenuta il 18 marzo 1983. Nel 1988 Vittorio Emanuele di Savoia, in qualità di Capo della Real Casa di Savoia, ha costituito un ordine di merito in seno all'Ordine Civile di Savoia, denominato Ordine al merito di Savoia.
Giunta per il regolamento interno
GIUNTE dell'ASSEMBLEA COSTITUENTE
Presidente Giuseppe Saragat e Umberto Terracini
26 giugno 1946 - 31 gennaio 1948
Assemblea Costituente
GIUNTE dell'ASSEMBLEA COSTITUENTE
GIUNTE dell'ASSEMBLEA COSTITUENTE
Presidente Giovanni Bertini
26 giugno 1946 - 31 gennaio 1948
Assemblea Costituente
GIUNTE dell'ASSEMBLEA COSTITUENTE
Ministri dei LAVORI PUBBLICI del Regno d'Italia
1945-1946 - De Gasperi 1
Brahim Ghali (1946) - REPUBBLICA DEMOCRATICA ARABA dei SAHRAWI
Smara, 16 settembre 1946) è un politico sahrawi, presidente della Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi (SADR) ed ex ambasciatore della SADR in Algeria.[1][2] Ghali è stato una figura storica e ha svolto un ruolo chiave nella lotta del popolo saharawi per l'autodeterminazione e l'indipendenza dal Marocco. Fu determinante nella creazione del Movimento per la liberazione della Saguia el Hamra e del Wadi el Dhahab, la Intifada di Zemla del 1970 contro il dominio spagnolo, la fondazione del Fronte popolare per la liberazione della Saguia el-Hamra e Río de Oro (Fronte Polisario) nel 1973, e la Repubblica Sahrawi nel 1976. Ha anche svolto un ruolo importante nella guerra del Sahara occidentale e nell'istituzione della MINURSO, la missione di mantenimento della pace delle Nazioni Unite per il Sahara occidentale.
Nel 2013 è stata presentata una denuncia contro di lui per stupro e abuso sessuale del giovane Khadijatou Mahmoud Mohamed Zoubeir. Inoltre, i prigionieri saharawi hanno sporto denuncia contro di lui per tortura.[6][7] È il caso di El Kabch Mohamed Nafee, El Kharchi Lahbib e Chouiaar Mohamed Mouloud che avevano descritto in modo straziante nel marzo 2014 davanti al Tribunale nazionale spagnolo le sofferenze che hanno sopportato per anni nella cosiddetta prigione Errachid (sud-ovest dell'Algeria). Successivamente sono stati sottoposti a una perizia medica per rilevare le stimmate delle torture subite. Questi sopravvissuti avevano dichiarato davanti al giudice di aver assistito all'omicidio di diverse persone sotto tortura da parte delle milizie del Polisario.[8][9] Il 19 maggio 2021, l'Alta corte spagnola lo ha convocato per più accuse e ha fissato una data in tribunale per presentarsi. Ghali, tuttavia, ha rifiutato di firmare la convocazione, dicendo che deve prima fare riferimento all'ambasciata algerina.
Isaias Afewerki (1946) - ERITREA
Asmara, ERITREA 2 febbraio 1946) è un politico e dittatore eritreo, primo (e da allora unico) presidente dell'Eritrea dal 1993.
Ha condotto il Fronte di Liberazione del Popolo Eritreo (FPLE) alla vittoria nel maggio 1991, ponendo così fine a trent'anni di lotta armata di liberazione. Due anni dopo è diventato presidente a seguito di un referendum per l'indipendenza. È il leader del Fronte Popolare per la Democrazia e la Giustizia (FPDG).
Nasce a Quistello (Mantova) il 27 agosto 1946
Laurea in economia e commercio
Consulente