
L’Assemblea Costituente fu, in Italia, l’organo legislativo elettivo preposto alla stesura di una Costituzione per la neonata Repubblica e che diede vita alla Costituzione della Repubblica Italiana nella sua forma originaria. Le sedute si svolsero fra il 25 giugno 1946 e il 31 gennaio 1948. Votò inoltre la fiducia ai governi che si susseguirono in quel periodo.
I lavori della Costituente avrebbero dovuto avere una durata di otto mesi, con una possibile proroga di non oltre quattro mesi[8]. Tale termine era da contarsi dalla prima seduta del 25 giugno 1946 e scadeva, quindi, il 24 febbraio 1947. Si fece allora uso della facoltà di proroga con legge costituzionale[9] e il termine fu spostato al 24 giugno del 1947. Il nuovo termine si rivelò comunque insufficiente e una nuova legge costituzionale[10] approvata dalla stessa Assemblea Costituente lo spostò ulteriormente al 31 dicembre 1947.
Un’ulteriore proroga fino al 31 gennaio del 1948 era contenuta nella XVII disposizione transitoria e finale della Costituzione, ma limitatamente all’emanazione della legge sulla stampa, degli Statuti regionali speciali e della legge elettorale per il Senato della Repubblica e fino al giorno delle elezioni delle nuove Camere in altri casi[11].
I lavori furono disciplinati dai Regolamenti della Camera prefascisti[12], ma con varianti ammesse dalla Presidenza in considerazione della specificità dell’oggetto. Una di esse fu la votazione per princìpi, con cui si accorpavano le proposte per materia e si votavano per blocchi omogenei (ad esempio: il bicameralismo o il monocameralismo), andando poi a dettagliare con le votazioni sulle varianti interne all’opzione risultata vincente (es. bicameralismo perfetto o imperfetto).
Un’altra decisione fu quella di non inserire nel testo determinate materie, ma di orientarne l’interpretazione[13] attraverso ordini del giorno: ad esempio l’Assemblea Costituente manifestò, con l’approvazione dell’ordine del giorno Giolitti, il favore per il sistema proporzionale nell’elezione dei membri della Camera dei deputati, nella seduta dell’Assemblea del 23 settembre 1947; “nella seduta dell’Assemblea del 7 ottobre 1947 sarebbe poi stato approvato anche l’ordine del giorno Nitti, che prevedeva il suffragio universale e diretto, con il sistema del collegio uninominale per l’elezione del Senato”[14].
L’ordine del giorno era anche lo strumento per orientare il seguito dei lavori, ma era meno impegnativo dell’approvazione per princìpi e si prestava quindi a restare, in tutto o in parte, inadempiuto: è quello che sarebbe avvenuto con l’approvazione da parte della seconda Sottocommissione dei 75, nel settembre del 1946, dell’ordine del giorno Perassi. Con esso, in una fase iniziale dei lavori della Costituente, esclusa la forma del governo presidenziale, ci si pronunciava “per l’adozione del sistema parlamentare da disciplinarsi, tuttavia con dispositivi costituzionali idonei a tutelare le esigenze di stabilità dell’azione di governo e ad evitare le degenerazioni del parlamentarismo”[15]; in seguito, però, “non passò la proposta di Mortati di una durata almeno biennale dei governi, né quella di Tosato che anticipava la formula della sfiducia costruttiva adottata qualche anno dopo nella Legge fondamentale tedesca. Tutto il funzionamento della nostra forma di governo veniva lasciato al comportamento dei partiti”[16
IN BREVE
luogo : MONTECITORIO, ROMA
partito : BNL-Blocco Nazionale della Libertà (1946), CDR-Concentrazione Democratica Repubblicana (1946), DC-Democrazia Cristiana (1943-1994), Fronte Democratico Progressista Repubblicano (1946-1947), MIS-Movimento per l'Indipendenza della Sicilia (1943-1951), MUI-Movimento Unionista Italiano (1944-1948), Partito dei Contadini d'Italia (1920-1963), PCI-Partito Comunista Italiano (1943-1991), PCS-Partito Cristiano Sociale (1944-1948), PdA-Partito d'Azione (1942-1947), PDL-Partito Democratico del Lavoro (1943-1944), PLI-Partito Liberale Italiano (1922-1994), PRI-Partito Repubblicano Italiano (1895-attivo), PSd'Az-Partito Sardo d'Azione (1921-ATTIVO), PSIUP-Partito Socialista di Unità Proletaria (1964-1972), UQ-Fronte dell'Uomo Qualunque (1946-1949)
DELEGATI ALL'ASSEMBLEA COSTITUENTE CON INCARICHI GOVERNATIVI
i governi DELL'ORDINAMENTO PROVVISORIO
ATTI NORMATIVI CHE LO REGGONO
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NEL PERIODO DELLA CARICA
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le commissioni permanenti
le commissioni speciali
I gruppi parlamentari
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