CERVELLI DISSENZIENTI CHE DESIDERANO CONTARE

IL FERMO IMMAGINE

Giuseppe Manno (1876-1868)
Giuseppe Manno (1876-1868)
PRESIDENTI del SENATO del REGNO DI SARDEGNA

(1° febbraio-30 marzo 1849)
II° Legislatura del Regno di Sardegna

(30 luglio-20 novembre 1849)
III° Legislatura del Regno di Sardegna

(20 dicembre 1849-21 novembre 1853)
IV° Legislatura del Regno di Sardegna

1a Sessione* (19 dicembre 1853-29 maggio 1855)
V° Legislatura del Regno di Sardegna

PRESIDENTI del SENATO del REGNO D'ITALIA

2a Sessione (13 ottobre 1864-7 settembre 1865)
VIII° Legislatura del Regno d'Italia

Vittorio Emanuele II di Savoia (RE di SARDEGNA dal 24 marzo 1849 al 17 marzo 1861) (RE d'ITALIA dal 17 marzo 1861-al 9 gennaio 1878)
Vittorio Emanuele II di Savoia (RE di SARDEGNA dal 24 marzo 1849 al 17 marzo 1861) (RE d'ITALIA dal 17 marzo 1861-al 9 gennaio 1878)
RE del REGNO di SARDEGNA
RE del REGNO d'ITALIA

II Legislatura del Regno di Sardegna
III Legislatura del Regno di Sardegna
IV Legislatura del Regno di Sardegna
V Legislatura del Regno di Sardegna
VI Legislatura del Regno di Sardegna
VII Legislatura del Regno di Sardegna
VIII Legislatura del Regno d'Italia
IX Legislatura del Regno d'Italia
X Legislatura del Regno d'Italia
XI Legislatura del Regno d'Italia

Maggioritario: uninominale a doppio turno (1848-1880)
Maggioritario: uninominale a doppio turno (1848-1880)
Partecipazione Politica

SISTEMI ELETTORALI in ITALIA
Stefano Jacini
Stefano Jacini
Ministri dei LAVORI PUBBLICI del Regno d'Italia

1864-1865 - La Marmora 2
1865-1866 - La Marmora 3
1866-1867 - Ricasoli 2

Gabrio Casati (1798-1873)
Gabrio Casati (1798-1873)
PRESIDENTI del SENATO del REGNO D'ITALIA

(18 novembre 1865-13 febbraio 1867)
IX° Legislatura del Regno d'Italia

(22 marzo 1867-2 novembre 1870)
X° Legislatura del Regno d'Italia
Alfonso Ferrero della Marmora (Militare)
Alfonso Ferrero della Marmora (Militare)
Ministri degli AFFARI ESTERI del Regno d'Italia

1864-1865 - La Marmora 2
1865-1866 - La Marmora 3

Giovanni Battista Cassinis (1806-1866)
Giovanni Battista Cassinis (1806-1866)
(dal 25 maggio 1863 al 07 settembre 1865)
VIII° Legislatura del Regno d'Italia

PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI DEL REGNO D'ITALIA
Alfonso Ferrero della Marmora (1804-1878)
Alfonso Ferrero della Marmora (1804-1878)
PRESIDENTI del CONSIGLIO dei MINISTRI del REGNO D'ITALIA

I Governo La Marmora
Dal 19 luglio 1859 al 21 gennaio 1860
VI Legislatura del Regno di Sardegna

PRESIDENTI del CONSIGLIO dei MINISTRI del REGNO DI SARDEGNA

II Governo La Marmora
Dal 28 settembre 1864 al 31 dicembre 1865
VIII Legislatura del Regno d'Italia IX Legislatura del Regno d'Italia

III Governo La Marmora
Dal 31 dicembre 1865 al 20 giugno 1866
IX Legislatura del Regno d'Italia


Adriano Mari (1813-1887) (Destra storica)
Adriano Mari (1813-1887) (Destra storica)
(dal 18 novembre 1865 al 13 febbraio 1867)
IX° Legislatura del Regno d'Italia

(dal 22 marzo 1867 al 18 novembre 1869)
X° Legislatura del Regno d'Italia

PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI DEL REGNO D'ITALIA
Leggi promulgate nell'anno 1865
Leggi promulgate nell'anno 1865
LEGGI PER LEGISLATURA

08° Legislatura del Regno d'Italia (18 febbraio1861-07 settembre 1865)

09° Legislatura del Regno d'Italia (18 novembre 1865-13 febbraio 1867)


II° Governo La Marmora (Dal 28 settembre 1864 al 31 dicembre 1865)  (durata : giorni 459)
II° Governo La Marmora (Dal 28 settembre 1864 al 31 dicembre 1865) (durata : giorni 459)
VIII Legislatura del Regno d'Italia IX Legislatura del Regno d'Italia
II° Governo La Marmora (Dal 28 settembre 1864 al 31 dicembre 1865)  (durata : giorni 459)
II° Governo La Marmora (Dal 28 settembre 1864 al 31 dicembre 1865) (durata : giorni 459)
VIII Legislatura del Regno d'Italia IX Legislatura del Regno d'Italia
08° Legislatura del Regno d'Italia (18 febbraio1861-07 settembre 1865) (durata : giorni 1662)
08° Legislatura del Regno d'Italia (18 febbraio1861-07 settembre 1865) (durata : giorni 1662)
LEGISLATURE del REGNO d'ITALIA

La prima legislatura del Regno d’Italia proseguì la numerazione delle precedenti, in segno di continuità con il Regno di Sardegna e con il Parlamento subalpino. Nel corso dell’VIII legislatura il re nominò in successione tre presidenti del Senato: Ruggero Settimo, Federico Sclopis e Giuseppe Manno. In Senato si svolsero 452 sedute.

La legislatura fu inaugurata a Torino dal discorso a Camere riunite del re Vittorio Emanuele II il 18 febbraio 1861 e si concluse il 7 settembre 1865.

Approvato il 17 marzo 1861, il primo disegno di legge discusso dal Parlamento unitario fu quello che attribuiva il titolo di re d’Italia a Vittorio Emanuele II e ai suoi discendenti: rappresentò la conferma giuridica dell’esistenza politica del nuovo Stato unitario.

Il periodo fu densissimo di avvenimenti e di realizzazioni legislative.

Sul piano politico il giovane Stato perse precocemente uno dei suoi principali fautori con la morte improvvisa di Cavour il 6 giugno 1861. Gli successe alla carica di presidente del Consiglio Bettino Ricasoli.

Il 29 agosto 1862 l’esercito regio, dopo uno scontro sanguinoso in Aspromonte, fermò Garibaldi e il suo corpo di spedizione di 2500 combattenti diretto alla conquista di Roma; Garibaldi stesso fu ferito a un piede e tratto in arresto. L’amnistia concessa da Vittorio Emanuele II il 5 ottobre in occasione del matrimonio della figlia Maria Pia con Luigi I del Portogallo fece sfumare il processo a Garibaldi e ai volontari dell’impresa d’Aspromonte.

Il 3 e il 4 maggio 1863 la Camera dei deputati, riunita in seduta segreta, ascoltò la relazione di Giuseppe Massari relativa ai lavori della commissione parlamentare d’inchiesta sulle cause e i rimedi del brigantaggio. Il 15 agosto 1863 fu promulgata la legge per far fronte al fenomeno del brigantaggio, più nota come legge Pica, dal nome del deputato che se ne fece promotore: in deroga alle norme statutarie che garantivano l’uguaglianza di tutti i sudditi di fronte alla legge, essa introdusse pene severe per i reati di brigantaggio, stabilendo che i processi venissero celebrati di fronte a tribunali militari, e istituì il domicilio coatto come strumento preventivo di difesa sociale contro i soggetti ritenuti pericolosi. La legge fu applicata in quasi tutte le province del Mezzogiorno continentale fino al 31 dicembre 1865.

Il 25 maggio 1863 nel discorso d’inaugurazione della seconda sessione dell’VIII legislatura il re ricordò gli impegni che il governo e il parlamento si trovavano ad affrontare, in particolare l’unificazione del sistema tributario, dell’amministrazione dello Stato e la riforma dei codici.

Il 15 settembre 1864 fu sottoscritta la convenzione tra Italia e Francia che prevedeva, a garanzia del rispetto dell’indipendenza del Lazio pontificio, lo spostamento della capitale da Torino ad un’altra città, in cambio del ritiro progressivo delle truppe francesi da Roma. La perdita del ruolo di capitale causò a Torino il 21-22 settembre violenti moti di protesta, repressi dall’esercito con tale durezza da lasciare sul campo 23 morti e più di cento feriti. L’11 dicembre fu approvata la legge che disponeva il trasferimento della capitale a Firenze, di fatto realizzato nel corso del giugno 1865.

vedi:
https://www.senato.it/legislature/regno/italia/8/resoconti-elenco-cronologico


09° Legislatura del Regno d'Italia (18 novembre 1865-13 febbraio 1867) (durata : giorni 452)
09° Legislatura del Regno d'Italia (18 novembre 1865-13 febbraio 1867) (durata : giorni 452)
LEGISLATURE del REGNO d'ITALIA

La IX legislatura fu inaugurata a Firenze il 18 novembre 1865 e si chiuse il 13 febbraio 1867. Le 54 sedute del Senato si svolsero nella nuova sede di Firenze, ricavata all’interno del teatro mediceo degli Uffizi. Gabrio Casati fu nominato dal re presidente del Senato.

Il 25 giugno 1865 furono promulgati il nuovo codice civile e il nuovo codice di procedura civile, noti come codici Pisanelli, dal nome del ministro che contribuì maggiormente alla loro elaborazione. Entrati in vigore il 1° gennaio 1866, furono i primi codici unitari ad essere realizzati.

L’8 aprile 1866 fu firmato a Berlino il trattato d’alleanza militare tra Italia e Prussia, premessa strategica indispensabile di fronte all’imminente guerra contro l’Austria. Il 21 giugno Bettino Ricasoli annunciò alla Camera dei deputati la dichiarazione di guerra italiana all’Austria (terza guerra d’Indipendenza) e la sua successione alla guida del Governo in sostituzione del generale La Marmora, che aveva assunto la carica di capo di stato maggiore ed era partito al fronte al seguito del re. Il 21-23 luglio il Parlamento approvò i disegni di legge che delegavano al Governo la facoltà straordinaria dell’esercizio provvisorio del bilancio, la riscossione delle imposte, la promulgazione della legge per la soppressione delle corporazioni religiose e vari altri provvedimenti sulle opere pubbliche.

Il 24 giugno 1866 l’esercito italiano guidato da La Marmora aveva subito una sconfitta da parte dell’esercito austriaco nella piana di Custoza ed era stato costretto alla ritirata. Il 3 luglio gli austriaci furono a loro volta sconfitti dai prussiani a Sadowa e obbligati alla resa sul fronte settentrionale. Sul fronte italiano Garibaldi vinse gli austriaci a Bezzecca in Trentino il 21 luglio, ma tale vittoria non riuscì a ridimensionare gli effetti negativi della sconfitta del giorno precedente della flotta italiana, guidata dall’ammiraglio Persano: la disfatta nell’Adriatico, nei pressi dell’isola di Lissa, ridusse notevolmente il potere del governo italiano nelle trattative di pace. Nelle settimane successive Carlo Pellion di Persano fu sottoposto a processo davanti all’Alta corte di giustizia del Senato (essendo senatore, il Senato era l’unico giudice competente a giudicarlo in materia penale). Accusato di negligenza nella condotta della guerra e di inosservanza degli ordini, fu privato del grado d’ammiraglio, delle decorazioni e radiato dalla Regia marina.

Il 12 agosto l’Italia firmò l’armistizio di Cormons, che imponeva la rinuncia del Trentino, nonostante la conquista garibaldina, e dei territori occupati sulla linea dell’Isonzo. Il Veneto fu infine ceduto all’Italia il 2 ottobre con la pace di Vienna tramite l’umiliante intermediazione della Francia. Il 7 novembre Venezia poté finalmente accogliere e acclamare Vittorio Emanuele II.

Nel frattempo era stata compiuta una “infornata” di nuovi senatori (5 novembre 1866), volta a inserire nelle istituzioni del Regno rappresentanze dei nuovi territori annessi con il trattato di pace.

L’11 dicembre le truppe francesi lasciarono Roma nel rispetto delle clausole della “Convenzione di settembre”.

vedi:
https://www.senato.it/legislature/regno/italia/9/resoconti-elenco-cronologico


Guido Castelnuovo (1865-1952)
Guido Castelnuovo (1865-1952)
(Venezia, 14 agosto 1865 – Roma, 27 aprile 1952) è stato un matematico e statistico italiano, principalmente conosciuto per i suoi fondamentali contributi alla geometria algebrica. È stato uno dei maggiori rappresentanti della Scuola italiana di geometria algebrica.

Nominato dal Presidente Einaudi nel 1949

SENATORI A VITA nominati dal PRESIDENTE della REPUBBLICA

Lorenzo Pareto (1800-1865)
Lorenzo Pareto (1800-1865)
Nasce a Genova il 14 dicembre 1800
Deceduto a Genova il 19 giugno 1865
Marchese; Laurea in Geologia; Possidente, Geologo.


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