MA DAVVERO NON POSSIAMO SCEGLIERE CHI CI GOVERNA? CERVELLI DISSENZIENTI CHE DESIDERANO CONTARE.

IL FERMO IMMAGINE

popup newsletter

COSA AVVENNE?

Vittorio Emanuele III di Savoia (dal 29 luglio 1900 al 9 maggio 1946)
Vittorio Emanuele III di Savoia (dal 29 luglio 1900 al 9 maggio 1946)
RE del REGNO d'ITALIA

XXI Legislatura del Regno d'Italia
XXII Legislatura del Regno d'Italia
XXIII Legislatura del Regno d'Italia
XXIV Legislatura del Regno d'Italia
XXV Legislatura del Regno d'Italia
XXVI Legislatura del Regno d'Italia
XXVII Legislatura del Regno d'Italia
XXVIII Legislatura del Regno d'Italia
XXIX Legislatura del Regno d'Italia
XXX Legislatura del Regno d'Italia

Carlo Pareschi
Carlo Pareschi
Ministero dell'Agricoltura e Foreste, dal 26.12.1941 al 25.07.1943
Camera non elettiva (1939-1945)
Camera non elettiva (1939-1945)
Partecipazione Politica

SISTEMI ELETTORALI in ITALIA
Giuseppe Bottai
Giuseppe Bottai
Ministero dell'Educazione Nazionale, dal 15.11.1936 al 05.02.1943
Giacomo Suardo (1883-1947) (Partito Nazionale Fascista)
Giacomo Suardo (1883-1947) (Partito Nazionale Fascista)
PRESIDENTI del SENATO del REGNO D'ITALIA

(23 marzo 1939-28 luglio 1943)
XXX° Legislatura del Regno d'Italia
Zenone Benini
Zenone Benini
Ministri dei TRASPORTI del Regno d'Italia

1941-1943 - Governo Mussolini

Galeazzo Ciano
Galeazzo Ciano
Ministro: Ministero degli Affari Esteri, dal 11.06.1936 al 05.02.1943
Edoardo Dino Alfieri
Edoardo Dino Alfieri
Ministero di Grazia e Giustizia, dal 12.07.1939 al 05.02.1943
Dino Grandi (1895-1988) (Partito Nazionale Fascista)
Dino Grandi (1895-1988) (Partito Nazionale Fascista)
1939-1943
XXX° Legislatura del Regno d'Italia

PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI FASCI E DELLE CORPORAZIONI
Attilio Teruzzi
Attilio Teruzzi
Ministro: Ministero dell'Africa Italiana, dal 31.10.1939 al 25.07.1943
Benito Mussolini (1883-1945)
Benito Mussolini (1883-1945)
PRESIDENTE del CONSIGLIO dei MINISTRI, PRIMO MINISTRO, SEGRETARIO DI STATO del REGNO D'ITALIA


I Governo Mussolini
Dal 31 ottobre 1922 al 25 luglio 1943
XXVI Legislatura del Regno d'Italia XXVII Legislatura del Regno d'Italia XXVIII Legislatura del Regno d'Italia XXIX Legislatura del Regno d'Italia XXX Legislatura del Regno d'Italia. Camera dei fasci e delle corporazioni


Aldo Vidussoni
Aldo Vidussoni
Ministero del Partito Nazionale Fascista, dal 26.12.1941 al 18.04.1943
Galeazzo Ciano (Partito Nazionale Fascista)
Galeazzo Ciano (Partito Nazionale Fascista)
Ministri degli AFFARI ESTERI del Regno d'Italia

1936-1943 - Governo Mussolini

Raffaello Riccardi
Raffaello Riccardi
Ministero per gli Scambi e le Valute, dal 31.10.1939 al 05.02.1943
Ordine civile e militare dell’Aquila romana (1942-1944)
Ordine civile e militare dell’Aquila romana (1942-1944)
L'Ordine civile e militare dell'Aquila romana fu un ordine cavalleresco concesso dal Regno d'Italia fino al 1943 e dalla Repubblica Sociale Italiana fino al 1945.
L'Ordine venne istituito da Vittorio Emanuele III di Savoia, che ne fu l'unico Gran Maestro, il 14 marzo 1942[1], al fine di ricompensare gli stranieri che per meriti civili o militari avessero acquistato benemerenze verso l'Italia.

Fondato nell'epoca del regime Fascista, l'ordine non venne più conferito dopo la Caduta del Fascismo, e venne poi definitivamente soppresso con un decreto luogotenenziale da Umberto II di Savoia il 5 ottobre
30° Legislatura del Regno d'Italia. Camera dei fasci e delle corporazioni (dal 23 marzo 1939 al 2 agosto 1943)
30° Legislatura del Regno d'Italia. Camera dei fasci e delle corporazioni (dal 23 marzo 1939 al 2 agosto 1943)
LEGISLATURE del REGNO d'ITALIA (Periodo fascista)

Nella trentesima Legislatura si svolsero in Senato sedute in Aula fino al 17 maggio 1940. Dopo tale data il Senato del Regno si riunì nelle Commissioni legislative previste dal regolamento approvato il 21 dicembre 1938 e suddivise per materia.

Nella trentesima legislatura si svolsero in Senato 23 sedute d’Assemblea, di cui due a Camere congiunte, fino al 17 maggio 1940. Dopo tale data il Senato del Regno non si riunì più in Assemblea plenaria, ma solo nelle commissioni legislative, previste dal regolamento approvato il 21 dicembre 1938 e suddivise per materia: finanza, affari esteri, scambi commerciali e legislazione doganale, affari interni e giustizia, affari dell’Africa italiana, forze armate, educazione nazionale e cultura popolare, lavori pubblici e comunicazioni, agricoltura, economia corporativa e autarchia. Le commissioni si occuparono prevalentemente della legislazione di guerra durante i tragici eventi bellici della seconda guerra mondiale.

Dopo l’occupazione dell’Albania, avvenuta tra il 7 e il 12 aprile 1939 (conquista sancita dalla legge 16 aprile 1939, n. 580), l’Italia si alleò con la Germania di Hitler firmando il 22 maggio 1939 a Berlino il cosiddetto patto d’acciaio. Il 23 agosto 1939 fu firmato il patto di non aggressione tra la Germania e l’Urss (patto Molotov-Ribbentrop), che consentì a Hitler di occupare il corridoio di Danzica in Polonia senza temere una ritorsione dell’Urss. Di fronte al precipitare degli eventi, il 24 agosto 1939 il presidente statunitense Franklin Delano Roosevelt invitò Vittorio Emanuele III a intervenire per proporre una soluzione pacifica della crisi polacca. Lo stesso giorno Pio XII rivolse, con un radiomessaggio, un drammatico appello per la pace ai governi e ai popoli. Il 1° settembre 1939 l’invasione delle truppe tedesche in Polonia segnò l’inizio della seconda guerra mondiale; il 17 settembre l’Urss invase la Polonia orientale. L’Italia dichiarò sul momento la non belligeranza. Il 3 settembre Francia e Regno Unito dichiararono guerra alla Germania. Varsavia capitolò ai tedeschi il 27 settembre 1939.

Il 18 marzo 1940 Mussolini garantì a Hitler l’entrata in guerra dell’Italia nell’incontro al Brennero. Nella primavera del 1940 la Germania di Hitler invase la Danimarca e la Norvegia, quindi il Belgio, il Lussemburgo e i Paesi Bassi, che erano neutrali, alla ricerca di una via d’accesso alla Francia da Nord. Dopo l’occupazione tedesca di Parigi del 14 giugno 1940, il governo collaborazionista del comandante Pétain ottenne i pieni poteri il 10 luglio 1940 (governo di Vichy). Da Londra il generale Charles De Gaulle il 18 giugno 1940 aveva lanciato un appello per chiamare i francesi alla Resistenza; il 28 giugno De Gaulle fu riconosciuto capo della Francia dal governo britannico. Dopo la battaglia delle Alpi occidentali, il 22 giugno 1940 fu firmato l’armistizio tra Francia e Germania, e il 24 giugno tra Francia e Italia. Dal 26 maggio al 4 giugno 1940 nel Nord della Francia si svolse la battaglia di Dunkerque, che consentì l’evacuazione delle forze anglo-francesi circondante dalle truppe naziste. Il Regno Unito, respinto l’ultimatum di Hitler del 19 luglio 1940, sostenne gli attacchi dell’aviazione tedesca nella battaglia d’Inghilterra (10 luglio-31 ottobre 1940) e riuscì a resistere, nonostante le devastazioni, alla successiva pesante offensiva da parte dell’aviazione tedesca, che durò sino al 1941.

Nei mesi di aprile e maggio 1940 furono inviati a Mussolini diversi messaggi per dissuaderlo dall’entrare in guerra: da parte di Pio XII il 28 aprile 1940; da parte del capo del governo francese Paul Reynaud il 22 aprile 1940; del presidente statunitense Franklyn Delano Roosevelt il 29 aprile, il 14 e il 26 maggio 1940; e infine del primo ministro britannico, Winston Churchill, il 16 maggio 1940.

Il 10 giugno 1940 Mussolini annunziò a Piazza Venezia l’entrata in guerra dell’Italia. Il 27 settembre 1940 Germania, Italia e Giappone firmarono a Berlino il patto tripartito, di difesa reciproca in caso di attacco da parte di potenze non ancora entrate in guerra. In seguito aderirono al patto tripartito anche l’Ungheria (20 novembre 1940), la Romania (23 novembre 1940) e la Bulgaria (1° marzo 1941).

Il 28 ottobre 1940 l’Italia entrò in guerra contro la Grecia, ma le sconfitte subite sul fronte greco portarono alle dimissioni del generale Pietro Badoglio da capo di Stato maggiore. A Taranto la flotta italiana subì un pesante bombardamento da parte dell’aviazione inglese tra l’11 e il 12 novembre 1940. La Iugoslavia, che aveva firmato un’alleanza con l’Urss il 5 aprile 1941, fu invasa dalla Germania il 6 aprile e dall’Italia il giorno successivo. Nello stesso mese anche la Grecia fu invasa dalla Germania. In Croazia fu insediato un regno di breve durata alleato con la Germania.

Il presidente statunitense Roosevelt, rieletto per il terzo mandato il 5 novembre 1940, proclamò l’emergenza nazionale il 27 maggio 1941, rompendo il 16 giugno successivo le relazioni diplomatiche con l’Italia e la Germania. Il 22 giugno 1941 la Germania invase l’Urss dando inizio all’operazione Barbarossa. Anche l’Italia inviò un corpo di spedizione in Russia. Il 12 luglio 1941 la Gran Bretagna e l’Urss firmarono un trattato di alleanza.

L’attacco del 7 dicembre 1941 alla base statunitense di Pearl Harbour nelle Hawaii da parte dell’aviazione giapponese fu seguito dalla dichiarazione di guerra degli Stati Uniti e del Regno Unito al Giappone. La Germania e l’Italia dichiararono guerra agli Stati Uniti d’America l’11 dicembre 1941. Il Giappone aveva firmato un trattato di non aggressione con l’Urss (13 aprile 1941) e un trattato per la difesa dell’Indocina con il governo di Vichy (29 luglio 1941). Le truppe nipponiche, dopo l’espansione nei primi mesi del 1942 in una vasta aerea del Pacifico, furono sconfitte dagli alleati nella battaglia delle Midway (4-7 giugno 1942).

Gli inglesi riportarono il 9 dicembre 1940 la vittoria a Sidi El Barrani, in Egitto, sulle truppe italiane guidate da Rodolfo Graziani. Mentre nel febbraio 1941 le truppe del generale tedesco Rommel venivano inviate in Libia, in soccorso di quelle italiane, gli inglesi occuparono Bengasi (6 febbraio). Il 12 aprile 1941 gli inglesi si ritirarono dalla Cirenaica, mantenendo Tobruk. In Eritrea, dopo la vittoria di Cheren (1° febbraio-27 marzo del 1941), gli inglesi occuparono Asmara, Adigrat, Massaua (aprile 1941). Il 6 aprile 1941 entrarono ad Addis Abeba, dove il 5 maggio Hailé Selassié fu reinsediato al trono. Il duca Amedeo d'Aosta, ritiratosi sull'Amba Alagi, dovette trattare la resa il 17 maggio 1941; morì nell’ospedale militare di Nairobi il 3 marzo 1942.

In Egitto le truppe tedesche guidate da Rommel furono sconfitte dalle truppe del generale britannico Montgomery a El Alamein (23 ottobre-5 novembre 1942). L’8 novembre 1942 le truppe anglo-americane, sotto la guida del generale americano Dwight Eisenhower, sbarcarono in Algeria e in Marocco, mentre le forze italo-tedesche si ritirarono in Tunisia. Il 7 maggio 1943 gli inglesi entrarono a Tunisi e gli americani a Biserta; le truppe italo-germaniche in Africa capitolarono il 13 maggio 1943. Roosevelt e Churchill a Casablanca avevano stabilito, nei colloqui tra il 14 e il 24 gennaio 1943, di portare il fronte dall’Africa in Europa e adottare misure per contrastare gli effetti della guerra sottomarina; avevano già dal 1941 deciso per la liberazione dei popoli sottoposti all’occupazione nazifascista, con particolare preoccupazione per le conseguenze delle persecuzioni antiebraiche, testimoniate soprattutto dalla resistenza polacca: il ministro polacco degli Affari esteri in esilio Edward Raczynski aveva infatti inviato una nota diplomatica e numerosi documenti sulle persecuzioni antisemite alle forze alleate il 9-10 dicembre 1942.

In Russia nel settembre 1942 iniziò la battaglia di Stalingrado, che terminò il 2 febbraio 1943 con la capitolazione delle truppe tedesche. Anche l’armata italiana in Russia fu costretta alla ritirata nel febbraio 1943.

Tra la fine del 1942 e il 1943 si intensificarono i bombardamenti aerei degli Alleati sull’Italia. Di fronte alla crescente opposizione interna al Partito nazionale fascista, il 6 febbraio 1943 Mussolini modificò il governo, allontanandovi lo stesso Galeazzo Ciano.

A Tolosa i rappresentanti del Partito comunista d’Italia, del Partito socialista italiano e di Giustizia e Libertà (Emilio Sereni, Giuseppe Dozza, Pietro Nenni, Giuseppe Saragat, Silvio Trentin e Fausto Nitti) lanciarono nel settembre del 1941 un appello per l’unità di tutte le forze antifasciste. Tra il maggio e il giugno 1942 sorse il Partito d’azione, nel quale confluirono componenti di Giustizia e Libertà, liberali, socialisti e repubblicani e del quale fecero parte Emilio Lussu, Ferruccio Parri e Ugo La Malfa; nel convegno di Firenze del 5 settembre 1943 il Partito d’azione stabilì la sua linea programmatica. Nell’agosto 1942, a Montevideo Carlo Sforza organizzò il congresso degli italiani liberi, nel corso del quale fu approvato un documento per la ricostruzione dell’Italia. Tra l’ottobre e il novembre 1942 a Milano fu riorganizzato clandestinamente il Partito socialista. Nell’agosto 1942 Alcide De Gasperi e Piero Malvestiti avevano posto le basi per la costituzione di un partito cattolico, che nacque di fatto, col nome di Democrazia cristiana, nell’ottobre 1942 in una riunione nella casa milanese di Enrico Falck, ad opera di Alcide De Gasperi, Piero Malvestiti, Stefano Jacini jr., Giovanni Gronchi, Primo Mazzolari. Vi aderirono anche Giuseppe Dossetti, Amintore Fanfani, Giorgio La Pira. Nell’aprile 1943 Meuccio Ruini e Ivanoe Bonomi fondarono la Democrazia del lavoro. Il 5 marzo 1943 numerosi scioperi alla Fiat di Torino e in altre città dell’Italia settentrionale, tra cui Genova e Milano, furono organizzati per sospendere la produzione bellica. Il 2 luglio 1943 si costituì a Milano il Comitato delle opposizioni con Giovanni Gronchi, Lelio Basso, Riccardo Lombardi, Concetto Marchesi, Roberto Veratti, Leone Cattani. Il 23 luglio 1943 fu fondato il Partito socialista italiano di unità proletaria, del quale fecero parte Pietro Nenni, Sandro Pertini, Giuseppe Saragat, Rodolfo Morandi, Bruno Buozzi, Giuseppe Romita, Vezio Crisafulli. I senatori del Regno Benedetto Croce e Luigi Einaudi ricostituirono il partito liberale dopo il 25 luglio 1943.

Alcuni esponenti delle forze politiche antifasciste si adoperarono nel frattempo anche per spingere il re a licenziare Mussolini e a smarcarsi dal fascismo. Il 2 giugno 1943 Ivanoe Bonomi chiese al re Vittorio Emanuele III la revoca di Mussolini da capo del governo, ma il suo tentativo non ebbe successo. Il 30 giugno Bonomi e Meuccio Ruini si rivolsero allora a Umberto di Savoia, proponendo di conferire al generale Badoglio l’incarico per la formazione di un nuovo governo. Il 10 luglio 1943 avvenne lo sbarco alleato in Sicilia, preparato durante la conferenza d’Algeri, alla quale erano stati presenti Churchill e i generali Eisenhower, Marshall e Alexander (29 maggio-3 giugno 1943). Nelle settimane successive seguirono pesanti bombardamenti su numerose città italiane. Il 19 luglio 1943 fu bombardato pesantemente il quartiere San Lorenzo di Roma. Nella notte tra il 24 e il 25 luglio 1943 fu votato dal Gran Consiglio del fascismo l’ordine del giorno Grandi per sfiduciare Mussolini, che fu tratto in arresto dopo il colloquio con Vittorio Emanuele III a Villa Savoia. Dopo il bombardamento di Roma del 13 agosto, il governo Badoglio (25 luglio 1943-17 aprile 1944) dichiarò Roma città aperta (cioè estranea a operazioni militari) per salvare la città da attacchi e distruzioni, richiamandosi alla convenzione dell’Aja del 1907. La dichiarazione di Badoglio fu comunicata agli Alleati con l’aiuto della Santa Sede.

Il 2 agosto 1943 fu soppresso il Partito nazionale fascista (regio decreto-legge 2 agosto 1943, n. 704), fu sciolta la Camera dei fasci e delle corporazioni (regio decreto-legge 2 agosto 1943, n. 705) e fu dichiarato decaduto il Gran Consiglio del fascismo (regio decreto-legge 2 agosto 1943, n. 706). I decreti citati furono convertiti nella legge 5 maggio 1949, n. 178.

La trentesima legislatura fu dichiarata chiusa con il decreto di scioglimento della Camera dei fasci e delle corporazioni, e il Senato del Regno non tornò più a riunirsi. Dopo la fine della legislatura furono presidenti di un Senato politicamente inattivo e silente Paolo Thaon di Revel, dal 28 luglio 1943 fino al 20 luglio 1944, e Pietro Tomasi della Torretta fino al 25 giugno 1946.

Per i servizi amministrativi del Senato il 28 settembre 1946 fu nominato un commissario (decreto legislativo del capo provvisorio dello Stato del 6 settembre 1946, n. 117), Raffaele Montagna, confermato in carica il 7 novembre 1947 fino all’entrata in funzione del Senato della Repubblica. Con la legge costituzionale 3 novembre 1947, n. 3, il Senato del Regno fu dichiarato soppresso e gli ex senatori furono dichiarati decaduti dalla carica.

vedi:
https://www.senato.it/legislature/regno/italia/30/resoconti-elenco-cronologico


Alessandro Pavolini
Alessandro Pavolini
Ministero della Cultura Popolare, dal 31.10.1939 al 05.02.1943
Gaetano Polverelli
Gaetano Polverelli
Sottosegretari di Stato del PERIODO FASCISTA

Ministero della Cultura Popolare, dal 12.01.1941 al 06.02.1943
Carlo Favagrossa
Carlo Favagrossa
Sottosegretari di Stato alla PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEL PERIODO FASCISTA

Presidenza del Consiglio, dal 23.05.1940 al 06.02.1943
Per le Fabbricazioni di Guerra
Zenone Benini
Zenone Benini
Ministri dei LAVORI PUBBLICI del Regno d'Italia

1941-1943 - Governo Mussolini

V° Governo Mussolini (dal 23 marzo 1939 al 25 luglio 1943)  (durata : giorni 1585)
V° Governo Mussolini (dal 23 marzo 1939 al 25 luglio 1943) (durata : giorni 1585)
XXX° Legislatura del Regno d'Italia

PERIODO FASCISTA (31 ottobre 1922-25 aprile 1945)


V° Governo Mussolini (dal 23 marzo 1939 al 25 luglio 1943)  (durata : giorni 1585)
V° Governo Mussolini (dal 23 marzo 1939 al 25 luglio 1943) (durata : giorni 1585)
XXX° Legislatura del Regno d'Italia

PERIODO FASCISTA (31 ottobre 1922-25 aprile 1945)


Leggi promulgate nell'anno 1942
Leggi promulgate nell'anno 1942
LEGGI PER LEGISLATURA

30° Legislatura del Regno d'Italia. Camera dei fasci e delle corporazioni (dal 23 marzo 1939 al 2 agosto 1943)
Teodoro Obiang Nguema Mbasogo (1942)
Teodoro Obiang Nguema Mbasogo (1942)
(Acoacán, GUINEA EQUATORIALE, 5 giugno 1942) è un politico e generale equatoguineano.

Dal 3 agosto 1979 è de facto presidente e dittatore della Guinea Equatoriale, quando abbatté il regime dittatoriale di suo zio Francisco Macías Nguema tramite un colpo di Stato militare. È il leader africano in carica da più tempo ed il primo al mondo tra i Capi di Stato dei Paesi non monarchici;[2][3] ne sono stati ripetutamente denunciati i gravissimi abusi dei diritti umani. Tra il 2011 e il 2012 è stato presidente di turno dell'Unione africana.
Alassane Ouattara (1942) - COSTA D'AVORIO
Alassane Ouattara (1942) - COSTA D'AVORIO
soprannominato anche ADO
(Dimbokro, COSTA D'AVORIO 1º gennaio 1942), è un politico ed economista ivoriano, presidente della Costa d'Avorio dal 2010 e primo ministro dal 1990 al 1993.

Economista di professione, ha lavorato al Fondo Monetario Internazionale (FMI), è primo ministro della Costa d'Avorio dal 1990 al 1993 e presidente del Raggruppamento dei Repubblicani (RDR) dal 1999.
Nicola Sanese (1942)
Nicola Sanese (1942)
(Nicolamaria Sanese)

Nasce a Casalbordino (Chieti) il 4 marzo 1942
Laurea in scienze economiche e commerciali; dirigente d'azienda.

PUOI FARE DI PIU' CHE DARE UN'OCCHIATA..

iscriverti

BENVENUTO SU KORALLION!

Un consiglio ..

Korallion è un sito da momenti calmi, realizzato per essere visualizzato sul pc o sul tablet, perchè la sua struttura complessa mal si adatta al cellulare e i suoi contenuti alla fretta.

Lo puoi navigare anche sul cellulare, ma non è il suo modo migliore.

Aggiungilo ai Preferiti e, torna a trovarlo spesso, perchè le sue pagine mutano costantemente.

A presto .. 

Complimenti!

BEN FATTO
ORA SEI DEI NOSTRI!

Qualcosa non ti è chiaro?

Non esitare a scriverci e saremo ben lieti di rispondere alle tue domande.
 

Magari, prima, dai un’occhiata alle FAQ.

popup ben fatto

STAI DANDO UN'OCCHIATA ?

BENISSIMO!
MA PUOI FARE DI PIU'

Cosa?

Puoi suggerire nuovi argomenti, condividere link e video, segnalare il tuo Sito, ricevere la newsletter, pubblicare foto o articoli tuoi, proporre la tua collaborazione e molto altro

Magari, prima, dai un’occhiata alle FAQ.

popup Puoi fare di più
popup contattaci

Curioso? Interessato? Qualche idea da condividere?

Qualche dubbio? 

Puoi trovare la maggior parte delle risposte alle tue domande direttamente nella pagina delle domande frequenti. FAQ, ma se non ci fossero..

Contattaci

Responsabile

X@gmail.com

* Verrai contattato telefonicamente SOLO se lo chiederai esplicitamente.

faq

NON HAI TROVATO

Viviamo in un epoca che ci vuole cauti e dubbiosi per forza. KORALLION vuole la tua fiducia e la tua tranquillità perchè non vuole venderti niente, prenderti niente, convincerti di nulla.

Vuole solo la tua attenzione. Se ti va.

bisogna iscriversi per navigare su korallion?

NO. Anzi, proprio nella filosofia di KORALLION, tutti i visitatori sono i benvenuti. Come in una grande piazza la gente passeggia, osserva, si ferma per curiosare, fà capannello e chiacchiera, anche nella piazza virtuale che KORALLION vuole essere.

SI. Perché nel momento in cui desideri TU mostrare agli altri qualcosa che a te sembra bello o interessante o utile stai modificando la Piazza virtuale. Non sei più un visitatore come gli altri. Cominci ad essere parte di KORALLION.

Per le ragioni di cui sopra. E per una ragione ancora più importante. La rete ormai è invasa da haters, troll, persone che vogliono nuocere senza apparire. Non li vogliamo tra noi, vero? 

ASSOLUTAMENTE NO. Se vorrai entrare in contatto con KORALLION dovrai chiederlo TU

CERTAMENTE SI. In qualsiasi momento e senza spiegazione. Verrai cancellato dal Server nei tempi tecnici più brevi

Come esplicitato nella Pagina della Privacy Policy

Con le risorse personali della Direttrice nonchè autrice del Sito.

Per una precisa scelta editoriale non vedrai pubblicità o banner invasivi. E’ chiaro che questo implica, per KORALLION, rinunciare ai guadagni che ne potrebbero derivare. Questo perchè lo spirito del Portale è indipendente e curioso. 

Le sole fonti di guadagno, per coprire almeno le spese, saranno quelle trasparenti dei “SITI AMICI”

Ovviamente, chiunque voglia liberamente sostenere il progetto è il BENVENUTO

NO. KORALLION vuole essere indipendente e libera di svolgere un’attività di analisi delle notizie e delle informazioni quanto più ampia e corretta possibile

NO. Staziona come BOZZA per essere approvata. Come vedrai, chi invia del materiale può anche suggerire la PAGINA secondo lui più appropriata per la sua visibilità. KORALLION però si riserva la scelta editoriale di dove pubblicare, questo per garantire un’omogeneità tematica

NO. Lo spirito comune è che ognuno coopera come può alla riuscita del progetto.

Ovviamente, aumentando la visibilità di KORALLION aumenta anche quella dei suoi “Redattori”

DIPENDE DA TE. Se lo desideri SI e puoi anche inviare una tua foto e una tua breve scheda biografica.

Se NON vuoi, puoi usare un AVATAR o nulla. Il tuo contributo avrà la sola dicitura “ARTICOLO firmato”

Una cosa è certa, per KORALLION la tua identità è stata accertata al momento dell’iscrizione

NO. KORALLION non è una Testata giornalistica. E’ un Sito/Portale amatoriale a cui contribuiscono – nella misura in cui ritengono – tutti coloro che condividono il progetto

1. Per una ragione “sentimentale”, ovvero ne condividi la filosofia e gli obiettivi

2. Per aumentare – con lo spirito di reciprocità – la “visibilità” del TUO Sito/Blog. Ti potrai aprire ad una maggiore porzione di Visitatori senza dover affrontare ulteriori costi

UNA MAGGIOR VISIBILITA’. I “RAGGI di KORALLION” infatti hanno una sezione dedicata esclusivamente a loro.

E, non meno importante, possono usufruire di un luogo comune dove possono conoscere altri gruppi della medesima sensibilità

Esiste sicuramente una NETIQUETTE di KORALLION.

Se vuoi insultare, diffondere informazioni false o poco verificate, se vuoi discriminare, se, invece di confrontarti, aggredisci, sicuramente KORALLION non te lo consentirà

Ci stiamo attenti ma può capitare,

1. Se VUOI che il tuo materiale rimanga su KORALLION, contattaci e fornisci i dati che aggiungeremo perchè sia chiaro che l’Autore sei TU.

Potresti avere un tuo profilo pubblicato su una delle pagine di Korallion, ad esempio “I TROVATORI”

2. Se NON VUOI che il tuo materiale sia pubblicato qui, contattaci e lo rimuoveremo subito