Umberto I di Savoia (dal 9 gennaio 1878 al 29 luglio 1900)
RE del REGNO d'ITALIA
XIII Legislatura del Regno d'Italia
XIV Legislatura del Regno d'Italia
XV Legislatura del Regno d'Italia
XVI Legislatura del Regno d'Italia
XVII Legislatura del Regno d'Italia
XVIII Legislatura del Regno d'Italia
XIX Legislatura del Regno d'Italia
Leggi promulgate nell'anno 1895
LEGGI PER LEGISLATURA
18° Legislatura del Regno d'Italia (dal 23 novembre 1892 al 8 maggio 1895)
19° Legislatura del Regno d'Italia (dal 10 giugno 1895 al 2 marzo 1897)
Domenico Farini (1834-1900) (Destra storica)
PRESIDENTI del SENATO del REGNO D'ITALIA
2a-3a-4a Sessione (16 novembre 1887-3 agosto 1890)
XVI° Legislatura del Regno d'Italia
(10 dicembre 1890-27 settembre 1892)
XVII° Legislatura del Regno d'Italia
(23 novembre 1892-13 gennaio 1895)
XVIII° Legislatura del Regno d'Italia
(10 giugno 1895-2 marzo 1897)
XIX° Legislatura del Regno d'Italia
1a Sessione (5 aprile 1897-15 luglio 1898)
XX° Legislatura del Regno d'Italia
Tommaso Villa (1832-1915) (Destra storica)
(dal 10 giugno 1895 al 02 marzo 1897)
XIX° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 28 giugno 1900 al 22 febbraio 1902)
XXI° Legislatura del Regno d'Italia
PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI DEL REGNO D'ITALIA
Ministri dei LAVORI PUBBLICI del Regno d'Italia
1887 - Depretis 8
1887-1889 - Crispi 1
1893-1894 - Crispi 3
1894-1896 - Crispi 4
Francesco Crispi (1818-1901)
PRESIDENTI del CONSIGLIO dei MINISTRI del REGNO D'ITALIA
I Governo Crispi
Dal 29 luglio 1887 al 9 marzo 1889
XVI Legislatura del Regno d'Italia
II Governo Crispi
Dal 9 marzo 1889 al 6 febbraio 1891
XVI Legislatura del Regno d'Italia XVII Legislatura del Regno d'Italia
III Governo Crispi
Dal 15 dicembre 1893 al 14 giugno 1894
XVIII Legislatura del Regno d'Italia
IV Governo Crispi
Dal 14 giugno 1894 al 10 marzo 1896
XVIII Legislatura del Regno d'Italia XIX Legislatura del Regno d'Italia
18° Legislatura del Regno d'Italia (dal 23 novembre 1892 al 8 maggio 1895) (durata : giorni 895)
LEGISLATURE del REGNO d'ITALIA
Nella diciottesima legislatura si svolsero in Senato 147 sedute in due sessioni, più due sedute reali d’inaugurazione delle sessioni a Camere congiunte. Il discorso inaugurale della Corona riguardò soprattutto il contenimento delle spese militari, la scuola e l’università, l’aggiornamento dei codici, la riforma degli organi della giustizia e dei procedimenti giudiziari. Era auspicata anche l’esecuzione di nuove opere pubbliche (ferroviarie, stradali, idrauliche) e si accennava anche al decentramento e ai servizi postali. Domenico Farini fu ancora una volta confermato presidente del Senato il 20 novembre 1892.
Nei primi mesi della legislatura divenne centrale nei lavori delle Camere la questione delle banche e degli istituti di emissione. In breve tempo fu approvata la legge 25 dicembre 1892, n. 729, che prorogava la facoltà di emettere biglietti di banca pagabili a vista e al portatore, presentata dal presidente del Consiglio Giolitti. Il 20 dicembre 1892 i deputati Colajanni e Gavazzi riferirono alla Camera dei deputati alcuni estratti della relazione Alvisi-Biagini su un’ispezione condotta nel 1889 e non pubblicata, da cui risultavano irregolarità della Banca romana. La proposta d’inchiesta parlamentare non fu accolta e fu avviata un’ispezione governativa, presieduta dal senatore Gaspare Finali, disposta con regio decreto del 30 dicembre 1892. Le irregolarità emerse al Banco di Napoli e alla Banca Romana portarono, oltre che a vari processi e arresti, anche ad un'accesa discussione in entrambe le Camere tra il gennaio e il febbraio 1893.
Il 20 marzo 1893 Giolitti presentò alle Camere la relazione della commissione d’indagine con gli elenchi nominativi delle sofferenze bancarie, cui seguì, il 21 marzo 1893, l’istituzione alla Camera dei deputati di un comitato inquirente sui documenti delle banche, nominato nelle tornate del 22 e del 25 marzo 1893 e composto di sette deputati. Al Senato il 22 marzo 1893 si svolse la discussione sull’interpellanza riguardante i temi bancari, presentata dal senatore Pierantoni il 20 marzo 1893. Nell’estate successiva fu approvata la legge 10 agosto 1893, n. 449, Sul riordinamento degli Istituti di emissione, con cui fu istituita la Banca d’Italia dalla fusione della Banca Nazionale nel Regno d'Italia con la Banca Nazionale Toscana e la Banca Toscana di Credito. Una limitata autonomia sino al 1926 sarebbe rimasta al Banco di Napoli e al Banco di Sicilia.
Nel mezzo delle discussioni e delle inchieste sugli scandali bancari, il 18 ottobre 1893 Giolitti enunciò nel discorso di Dronero il suo programma di governo (riforma tributaria, imposta progressiva del reddito).
Il 23 novembre 1893 il comitato parlamentare alla Camera dei deputati concluse i lavori con la relazione sull’inchiesta bancaria e il giorno successivo Giolitti annunciò le dimissioni del Governo. Dopo un primo incarico senza esito affidato a Giuseppe Zanardelli, si costituì il III Governo Crispi (15 dicembre 1893-14 giugno 1894), poi dimessosi il 5 giugno 1894 per l’opposizione parlamentare alle misure fiscali proposte, cui seguì il IV Governo Crispi (14 giugno 1894-10 marzo 1896).
Una commissione per esaminare l'elenco dei debitori degli istituti di emissione fu istituita anche al Senato il 22 dicembre 1893. Il giorno successivo fu nominata la commissione di cinque senatori che presentò la relazione il 21 febbraio 1894. Il 20 febbraio 1894 fu votata alla Camera la proposta del deputato Cavallotti sul voto di plauso al comitato d’indagine (comitato dei sette) e sulla stampa dei documenti consegnati da quest’ultimo alla Presidenza. Un’ulteriore inchiesta governativa, oltre all’inchiesta giudiziaria, fu predisposta il 4 agosto 1894 dal ministro della Giustizia e senatore Vincenzo Calenda di Tavani.
L'11 dicembre 1894 Giolitti consegnò alla Camera dei deputati tutti i documenti in suo possesso sulla questione delle banche, il cosiddetto “plico Giolitti”. Il 13 dicembre 1894 fu nominata una commissione di cinque deputati per l'esame di tali documenti, per i quali fu proposta una parziale pubblicazione. La discussione successiva rimase sospesa per la chiusura della sessione e la successiva chiusura della legislatura.
La politica interna fu caratterizzata nel periodo da numerosi scioperi e manifestazioni, in particolare in Sicilia tra il 14 ottobre e il 25 novembre 1893. Tali proteste furono organizzate principalmente dai Fasci siciliani, un movimento attivo tra il 1889 e il 1894, sviluppatosi inizialmente per la revisione dei patti agrari. Nel dicembre 1893 le manifestazioni si inasprirono portando a insurrezioni e tumulti, durati sino al gennaio successivo. Il 4 gennaio 1894 i Fasci siciliani furono sciolti e in Sicilia fu proclamato lo stato d’assedio, che si concluse nell’agosto successivo. Sulla vicenda, in particolare sull’uso della forza pubblica per contrastare i manifestanti, furono presentate numerose interpellanze alla Camera dei deputati. Anche in Lunigiana, a seguito dei moti scoppiati il 13 gennaio 1894, fu proclamato lo stato d’assedio, che terminò soltanto il 21 giugno.
Alle manifestazioni e proteste si accompagnò anche un’evoluzione delle organizzazioni politiche di massa, soprattutto quelle di carattere operaista e sindacale. Nel giugno 1893 le camere del lavoro tennero il primo congresso nazionale a Parma e si costituirono in federazione.
Il partito dei lavoratori italiani, divenuto Partito socialista dei lavoratori italiani nel congresso di Reggio Emilia (8-10 settembre 1893), fu sciolto il 22 ottobre 1894 a seguito della legge 19 luglio 1894, n. 316, Sui procedimenti eccezionali di pubblica sicurezza. Il nome del partito divenne Partito socialista italiano il 13 gennaio 1895, durante il terzo congresso del partito tenutosi a Parma clandestinamente.
Il 3 gennaio 1894 Giuseppe Toniolo pubblicò il Programma dei cattolici, proposto e discusso all’assemblea dell’Unione cattolica del 2-3 gennaio 1894. Oltre alle riforme a favore dei contadini e degli operai, Toniolo auspicava anche la creazione di associazioni operaie cattoliche. Il programma di Toniolo fu approvato dall’undicesimo congresso cattolico, tenuto a Roma dal 15 al 17 febbraio 1894.
Il 21 aprile 1895 fu fondato a Milano il Partito repubblicano italiano.
In ambito internazionale, il governo italiano subì la denuncia unilaterale del trattato di Uccialli da parte del negus d’Etiopia Menelik II il 27 febbraio 1893: seguirono negli anni successivi svariati scontri militari fino all’occupazione di Adua nell’aprile 1895 da parte dell’esercito italiano. In Somalia il 17 marzo 1895 Vittorio Bottego stipulò alcuni accordi di pace.
Alcuni eventi drammatici avvenuti in Francia scossero l’opinione pubblica internazionale. Il 24 giugno 1894 morì in un attentato di matrice anarchica il presidente della Repubblica francese Sadi Carnot. Nei mesi successivi si aprì l’affaire Dreyfus, che vide il coinvolgimento di un ufficiale ebreo, Alfred Dreyfus, accusato ingiustamente, sulla base del pregiudizio antisemita, di spionaggio e tradimento, e condannato ai lavori forzati. Nel 1906, in seguito alla riapertura dell’inchiesta, fu provata l’innocenza di Dreyfus, che venne reintegrato nel grado e promosso a maggiore.
Tra gli eventi culturali di rilievo del periodo, vi furono la rappresentazione della Manon Lescaut di Giacomo Puccini al Teatro Regio di Torino il 1° febbraio 1893 e del Falstaff di Giuseppe Verdi alla Scala di Milano il 9 febbraio dello stesso anno. Il 30 aprile 1895 fu inaugurata a Venezia la prima esposizione internazionale d’arte, più nota come Biennale di Venezia.
Il senatore Galileo Ferraris, ingegnere e scienziato, partecipò al Congresso sull’elettricità di Chicago il 29 dicembre 1893.
vedi:
https://www.senato.it/legislature/regno/italia/18/resoconti-elenco-cronologico
19° Legislatura del Regno d'Italia (dal 10 giugno 1895 al 2 marzo 1897) (durata : giorni 631)
LEGISLATURE del REGNO d'ITALIA
Nella diciannovesima legislatura si svolsero in Senato 124 sedute in un’unica sessione, cui va aggiunta la seduta reale d’inaugurazione a Camere congiunte. Domenico Farini fu confermato presidente del Senato il 2 giugno 1895. Il discorso d’inaugurazione della legislatura, pronunciato dal re Umberto I il 10 giugno 1895, riguardò la sistemazione della finanza, la scuola, la situazione in Africa e i rapporti diplomatici internazionali.
I provvedimenti finanziari furono approvati con la legge 8 agosto 1895, n. 486, che concerneva i dazi doganali e alcune tipologie di tasse (cicoria, spiriti, zuccheri, gas, energia elettrica), assicurazioni, ipoteche e ritenute sugli stipendi. Numerosi articoli del provvedimento, con relativi allegati, erano dedicati all’unificazione del servizio di vigilanza degli istituti di emissione e alla convenzione con la Banca d’Italia del 30 ottobre 1894. Erano presenti anche disposizioni sui crediti fondiari, sul Banco di Napoli e di Sicilia. Fu approvata anche la legge 29 luglio 1896, n. 346, che modificava la legge comunale e provinciale nella parte relativa all’elezione e alla revoca dei sindaci. Con la legge 30 luglio 1896, n. 345, fu istituito il commissario civile per la Sicilia. La questione delle inchieste sulle banche si concluse alla Camera dei deputati con la votazione, il 13 dicembre 1895, dell’ordine del giorno Torraca contrario al deferimento di Giolitti all’Alta corte di giustizia.
Gli avvenimenti in Africa e altre questioni di carattere internazionale furono al centro delle discussioni parlamentari nel dicembre 1895. Lo scontro con le truppe di ras Makonnen all’Amba Alagi, dove perirono numerosi soldati del battaglione Toselli il 7 dicembre 1895, suscitò ampi dibattiti in Parlamento. Alla Camera dei deputati, il 9 e il 19 dicembre 1895, furono presentate alcune interrogazioni, mentre al Senato, dopo la commemorazione dei caduti in Africa, il 13 dicembre fu discussa un’interpellanza. Le Camere approvarono inoltre la legge 26 dicembre 1895, n. 711, sulle spese militari d'Africa. La Camera dei deputati, nella tornata del 19 dicembre 1895, votò l’ordine del giorno Torrigiani in cui prendeva atto delle dichiarazioni del governo, «riaffermandosi contraria ad una politica di espansione». Alcuni mesi dopo, il 5 marzo 1896, Crispi presentò le dimissioni del Governo, dopo la sconfitta militare di Adua contro le truppe del negus Menelik del 1° marzo 1896. Le gravissime perdite provocarono numerose manifestazioni contro la politica d’espansione coloniale crispina. Al Governo Crispi subentrò il II Governo Di Rudinì (10 marzo 1896-11 luglio 1896), sostituito nell’estate successiva dal III Governo Di Rudinì (11 luglio 1896-14 dicembre 1897). La discussione sul programma di governo del nuovo ministero si concluse con l’approvazione della legge 26 marzo 1896, n. 76, relativa alle spese straordinarie per la guerra in Africa. Dopo vari mesi di trattative, il 26 ottobre 1896, fu firmato ad Addis Abeba il trattato di pace italo-etiopico, poi ratificato il 6 gennaio 1897. A Parigi, il 28 settembre 1896, furono firmate tre convenzioni tra l’Italia e la Tunisia, con cui si riconosceva il protettorato francese (convenzione di commercio e navigazione, cui fu data esecuzione con la legge 28 gennaio 1897, n. 45; convenzione consolare e di stabilimento; convenzione di estradizione).
Il 24 ottobre 1896, vennero celebrate le nozze del principe di Napoli Vittorio Emanuele, futuro re, e della principessa Elena di Montenegro.
I primi mesi del 1897 furono segnati dai drammatici avvenimenti dell’insurrezione di Creta, che aspirava all’annessione alla Grecia e a distaccarsi dall’Impero ottomano. A Creta fu anche inviata una spedizione di Stati europei, tra cui l’Italia. Dopo alcuni mesi fu riconosciuta all’isola l’autonomia amministrativa con il trattato di pace di Costantinopoli del 9 novembre 1897, firmato dalla Grecia e dall’Impero ottomano, mentre l’annessione dell’isola alla Grecia avvenne il 1° dicembre 1913.
In ambito interno, il 25 dicembre 1896 il Partito socialista italiano pubblicò il primo numero del giornale «L’Avanti!». Nel 1896 sorse la Federazione universitaria cattolica italiana, costituita nel XIV congresso cattolico italiano a Fiesole, per iniziativa di Giuseppe Toniolo e Romolo Murri. Sulla rivista «Nuova antologia», il 1° gennaio 1897 fu pubblicato l’articolo di Sidney Sonnino sul ruolo della Corona e dell’esecutivo, che avrebbe influenzato le posizioni del governo Pelloux nella legislatura successiva, dal titolo significativo Torniamo allo Statuto. Nel gennaio 1897 il governo Di Rudinì sciolse, con il pretesto del mantenimento dell’ordine pubblico, alcuni circoli socialisti a Roma.
Al Teatro regio di Torino, il 1° febbraio 1896 fu eseguita per la prima volta l’opera di Giacomo Puccini La bohème, uno dei principali avvenimenti culturali del periodo. Nella primavera del 1896 i fotografi Le Lieure (Roma) e Calcina (Milano) diedero inizio alle prime proiezioni cinematografiche nel Regno, a seguito dell’invenzione del cinematografo ad opera dei fratelli Lumière, presentata a Parigi nel dicembre 1895. Il 2 giugno 1896 Guglielmo Marconi depositò nel Regno Unito il brevetto della telegrafia basata sulla trasmissione del segnale radio, dopo il rifiuto da parte del ministero delle Poste e telegrafi italiano.
Il 1° gennaio 1897 fu celebrato a Reggio Emilia il primo centenario della bandiera tricolore, creata dai democratici italiani durante l’occupazione da parte della Francia rivoluzionaria.
vedi:
https://www.senato.it/legislature/regno/italia/19/resoconti-elenco-cronologico
Nasce a Mordano (Bologna) il 4 giugno 1895
Deceduto a Bologna il 21 maggio 1988
Conte; Laurea in Giurisprudenza; Diplomatico, Avvocato, Pubblicista / Giornalista.
Amilcare Rossi (1895-1977)
Nasce a Lanuvio (Roma) il 1 gennaio 1895
Deceduto a Roma il 31 maggio 1977
Laurea in Giurisprudenza, Laurea in Lettere e filosofia; Insegnante di scuole superiori, Avvocato