SITO ISTITUZIONALE
Il Movimento Sociale Italiano (MSI), dopo il 1972 Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale (MSI-DN), è stato un partito politico italiano d’ispirazione neofascista[7][8][9][12], considerato l’erede del Partito Fascista Repubblicano fondato da Benito Mussolini.
Fondato il 26 dicembre 1946 da reduci della Repubblica Sociale Italiana come Giorgio Almirante, Pino Romualdi ed ex esponenti del regime fascista, dal 1947 ha come simbolo la fiamma tricolore, sovente identificata in quella che arde sulla tomba di Mussolini che sarebbe riconducibile al trapezio sottostante[13]. Cesco Giulio Baghino, uno dei fondatori del MSI, affermò che tale riferimento apologetico, diffusosi in seguito alla diffusione del simbolo, non era nelle intenzioni iniziali degli ideatori dello stesso, poiché il trapezio sottostante sarebbe stato introdotto per trovare uno spazio grafico alla scritta, evidenziando come l’idea originale fosse unicamente legata alla fiamma[14].
Voluto «in opposizione al sistema democratico per mantenere viva l’idea del fascismo»[15] nell’Italia repubblicana, non lo condannò espressamente, ma allo stesso tempo e a differenza di altri movimenti neofascisti sottolineò ripetutamente di non aver alcuna intenzione di riportare in vita il vecchio regime, ormai fuori dal tempo.[16] Tale atteggiamento trovò efficacia nella formula «Non rinnegare, non restaurare» coniata da Augusto De Marsanich, segretario dal 1950 al 1954 e presidente dal 1954 al 1972.[17] A livello interno era diviso tra una “destra”, corrente prevalentemente meridionale, conservatrice, borghese e atlantista, su posizioni corporative in materia economica, e una “sinistra”, formata da chi rivendicava l’eredità della Repubblica Sociale Italiana, in materia economica su posizioni “socializzatrici” e a favore di una terza via tra socialismo e capitalismo.[5]
La dizione “Destra Nazionale” risale all’unione con il Partito Democratico Italiano di Unità Monarchica del 1972.[18]
A partire dalla fine degli anni 1970, sebbene rimanessero delle componenti interne ancora legate al fascismo e all’estrema destra extraparlamentare (come l’area radicale rautiana), si verificò un mutamento di strategia consistente in una sostanziale accettazione delle regole costituzionali e democratiche, che in seguito avrebbe condotto alla svolta di Fiuggi, preceduta dai richiami all’ideologia post-fascista[19][20][21][22].
Il 27 gennaio 1995 confluì in maggioranza in Alleanza Nazionale e in parte nel Movimento Sociale Fiamma Tricolore.
La sigla MSI viene spesso letta mis e per indicare ciò che riguarda il partito si diffuse l’aggettivo “missino”..





