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Sinistra Democratica (SD) è stato un partito politico della sinistra italiana, legato agli ideali della socialdemocrazia ed alle tematiche dell’ambientalismo. Ha raccolto soprattutto i Democratici di Sinistra dissidenti che si opposero alla confluenza nel Partito Democratico.
Sinistra Democratica si proponeva come obiettivo l’unificazione dei partiti alla sinistra del Partito Democratico.
Già partecipante alla lista elettorale Sinistra e Libertà di Nichi Vendola, SD ha partecipato alla fondazione di Sinistra Ecologia Libertà (19 e 20 dicembre 2009), in cui è quindi confluita.
Il 7 luglio 2001 a Roma all’assemblea della sinistra DS, il veltroniano Fabio Mussi rompe con la dirigenza diessina e si schiera con la sinistra DS di Marco Fumagalli e Gloria Buffo per cercare di vincere a novembre il II congresso di Pesaro e porre Giovanni Berlinguer alla segreteria del partito in alternativa a Piero Fassino. A seguire Mussi ci sono anche Carlo Leoni e Laura Pennacchi. Alla stessa assemblea partecipa anche Cesare Salvi (della corrente Socialismo 2000) e ben presto si uniranno anche Achille Occhetto, Bruno Trentin, Antonio Bassolino, Sergio Cofferati e Giovanna Melandri. Nasce così un’alleanza tra diversi che dà vita alla mozione Per tornare a vincere e che i giornalisti ribattezzano poi Correntone[1], ma che al congresso non va oltre il 34% dei voti. Il grosso della corrente si organizza in seguito (7 aprile 2002) come associazione Aprile. Per la Sinistra[2].
La lotta contro le modifiche dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori proposte dal Governo Berlusconi sembra profilare un correntone in forte ascesa e guidato da Sergio Cofferati, ma quando quest’ultimo decide di non competere per cariche di partito, accettando in seguito la candidatura a sindaco di Bologna, la situazione cambia.
Il 14 luglio 2003 Mussi diviene il nuovo coordinatore del correntone. Salvi non partecipa alla votazione e riacquista la sua autonomia come Socialismo 2000, mentre Giorgio Mele dà vita a Sinistra DS-14 luglio. Un terzo gruppo (Cofferati, Bassolino) si riavvicina al segretario Fassino.
Dall’estate 2003 inizia dentro i DS il dibattito sull’opportunità di dar vita al Partito Democratico.
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Durante il congresso DS, il 20 aprile 2007 Mussi annuncia di non voler proseguire oltre e con la sua mozione non partecipa alla formazione dei nuovi organismi dirigenti e provvisori dei DS. Angius al contrario vi partecipa attestandosi ufficialmente come la nuova ala sinistra del partito.
Tuttavia il 24 aprile anche Angius, con altri importanti esponenti della sua mozione, come Alberto Nigra e Franco Grillini, lascia i DS e il 28 (ultima riunione della corrente scissionista) Mussi e Angius sottoscrivono un appello congiunto che si propone come traccia del manifesto del nuovo partito; in esso vengono tracciate le linee di quella che dovrebbe diventare una nuova formazione politica: aggregazione delle forze della sinistra italiana, adesione al Partito Socialista Europeo, creazione di «un movimento diffuso su tutto il territorio nazionale, radicato nel mondo dei lavori, della cultura, delle nuove generazioni» che indica come priorità della propria azione il rinnovamento della politica, la partecipazione e la questione morale.
Il 5 maggio 2007, al PalaCongressi dell’EUR a Roma, viene fondata la Sinistra Democratica[5].
Il 16 maggio 2007 vengono creati i gruppi parlamentari di Sinistra Democratica sia alla Camera (21 deputati con presidente Titti Di Salvo e vicepresidente Valdo Spini) sia al Senato (12 senatori con presidente Cesare Salvi e vicepresidente Silvana Pisa)…






