SITO ISTITUZIONALE
Il Partito Socialista è stato un partito politico italiano creato il 24 febbraio 1996 da ex esponenti del disciolto Partito Socialista Italiano. Il partito nacque dalla confluenza di due distinti soggetti politici socialdemocratici:
il Partito Socialista Riformista di Fabrizio Cicchitto ed Enrico Manca, fondato il 13 novembre 1994 in protesta per lo scioglimento del Partito Socialista Italiano[1];
il Movimento Liberal Socialista di Ugo Intini, nato il 28 gennaio 1994 come Federazione dei Socialisti da una scissione del PSI e legato al periodico Non mollare. Coordinatore del movimento fu Intini, già portavoce di Bettino Craxi, che affermò come il partito fosse stato «senza organizzazione, senza mezzi, senza preparazione». Del movimento facevano parte anche Franco Piro, Margherita Boniver e Maurizio Sacconi.[2]
Ideologicamente il partito sembrava raccogliere per lo più l’ultima corrente craxiana del 1993, cosa che sarà più evidente nel 1998 quando a guidare il partito arriverà Gianni De Michelis, ma nella sua prima fase il progetto vide la partecipazione di un po’ quasi tutti i vecchi quadri del PSI che non avevano aderito al SI – Socialisti Italiani guidato da Enrico Boselli, partecipante allo schieramento di centrosinistra[3].
Nel 2000 aderì al progetto anche il Movimento di Rinascita Socialdemocratica di Luigi Preti ed il PS cambiò così nome in Partito Socialista-Socialdemocrazia[4], ma i due movimenti non si fonderanno mai.
Il 21 aprile 1996 il PS si presenta alle elezioni politiche fuori dai poli[5][6], ma gli viene impedito dal Viminale, per evitar confusione col vecchio PSI, di usare la parola «partito» nel simbolo, che viene prontamente sostituita con 7 stelle. Craxi da Hammamet non condivide il progetto neosocialista e dirama un suo comunicato ufficiale[7]. Il risultato è deludente: 149.441 (0,4%) voti nel proporzionale per la Camera dei deputati[8].
Alle elezioni regionali in Sicilia del 1996 si presenta come Partito Socialista-Sicilia[9], conseguendo circa 50.000 voti (1,9%) e guadagnando 3 seggi su 90[10]. I tre deputati all’Assemblea Regionale Siciliana furono Salvatore Cintola a Palermo (che lascerà il partito dopo pochi anni), Giovanni Ricevuto a Messina e Nunzio Calanna a Catania.[11][12]
Il 6 luglio 1996 può così avvenire l’inizio del processo costituente del PS[13][14]. Malgrado i tanti craxiani del partito, Intini ricambia il gelo di Craxi avvertendo che «è evidente che non dobbiamo diventare il partito degli orfani e dei vendicatori di Bettino».[15] Intini lavora subito per annodare alleanze strategiche con i socialisti degli altri partiti, in quel momento oggetto di attenzione del Partito Democratico della Sinistra.
Il 29 e 30 ottobre si tiene la I conferenza programmatica[16][17][18] che fa da apripista al I Congresso Nazionale del mese dopo. Intanto il 2 novembre una delegazione del PS si reca in Tunisia per incontrare Craxi[19][20]. Al momento del congresso, Intini può contare su un partito di circa 26 mila iscritti[21].
Al congresso non mancano agitazioni e per quanto piccolo, il partito mostra almeno due anime: l’una legata più a Craxi, l’altra che vorrebbe affrancarsi dall’ombra dell’ex segretario[22]. A fine congresso Intini è segretario, mentre Fabrizio Cicchitto è coordinatore…






