SITO ISTITUZIONALE
Il 16 febbraio 2022 Cambiamo!, Identità e Azione, Europeisti e noi Di Centro danno vita a Italia al Centro, una federazione sovrastrutturale dei partiti e parallela a Coraggio Italia.[4][34] Il 22 febbraio la componente al Senato diventa “Italia al Centro (IDeA-Cambiamo!-Europeisti-noi Di Centro (Noi Campani))”. La componente conta ora quindi sette senatori iscritti a Cambiamo! e la Lonardo di nDC. Il 17 marzo i deputati Osvaldo Napoli e Daniela Ruffino, che avevano aderito a Cambiamo! il 16 febbraio 2021, passano ad Azione di Carlo Calenda.
Il 24 marzo nasce la federazione tra Coraggio Italia e Italia al Centro con Luigi Brugnaro, Giovanni Toti, Gaetano Quagliariello e Marco Marin che precisano che “le due sigle partitiche avranno quindi nuovamente ognuna la propria autonomia e organi rappresentativi distinti. La federazione sarà rappresentata in Parlamento attraverso le due sigle e proseguirà nel supporto sempre più attivo al governo Draghi”.[35]
Il 26 marzo all’Acquario di Genova si tiene la prima assemblea di Italia al Centro alla quale partecipano diversi parlamentari di Cambiamo! e Coraggio Italia, i vertici del movimento giovanile di Cambiamo! e diversi amministratori locali vicini a Toti.[36] Il 5 maggio aderisce al partito il senatore Francesco Mollame che viene anche nominato coordinatore regionale in Sicilia.[37] Il 6 giugno aderisce alla componente del Senato l’ex Lega e M5S Ugo Grassi.
Le elezioni comunali del 12 giugno vedono la riconferma di Pierluigi Peracchini, sindaco della Spezia iscritto a Cambiamo! e sostenuto tra le altre dalla lista “Liguria al Centro”, che raggiunge l’8,46% eleggendo tre consiglieri. Liste autonome del partito si presentano anche a Genova (9,17%, 4 consiglieri) e L’Aquila (5,19% e due consiglieri). Ad Asti (1,96%) e Oristano (8,66% e due consiglieri) vengono presentate liste assieme all’UdC. In altri centri esponenti di Italia al Centro si presentano all’interno delle liste di Forza Italia o di liste civiche di centrodestra.
Il 16 giugno Toti sconfessa la federazione tra Coraggio Italia e Italia al Centro, dichiarando che già in occasione delle elezioni amministrative i due movimenti hanno corso separatamente.[38] Il 23 giugno, a seguito degli abbandoni di Simona Vietina e Antonio Lombardo, il gruppo di Coraggio Italia alla Camera scende al di sotto dei venti deputati minimi previsti dal Regolamento e viene conseguentemente sciolto: dei diciotto ex aderenti al gruppo, nel frattempo iscritti d’ufficio al gruppo misto,[39] sette dichiarano che rimarranno nel partito di Brugnaro,[40] mentre undici se ne allontanano.[41]. Di questi quattro fanno capo ad Italia al Centro (Fabiola Bologna, Guido Della Frera, Manuela Gagliardi e Giorgio Silli) mentre gli altri sette, guidati da Marco Marin, fondano l’associazione “Vinciamo Italia”. Insieme i due movimenti formano il 28 giugno una componente nel Gruppo misto alla Camera.[42] Al Senato invece gli esponenti di Coraggio Italia Marinella Pacifico e Andrea Causin lasciano la componente di Toti e l’11 luglio aderiscono alla componente del Movimento Associativo Italiani all’Estero, per l’occasione rinominata MAIE-Coraggio Italia.[43][44]
Il 9 luglio all’Auditorium Antonianum di Roma si tiene la prima assemblea nazionale di Italia al Centro come partito liberal-conservatore, popolare e riformista che conta 12 parlamentari (8 senatori e 4 deputati), 16 amministratori regionali, 42 sindaci e oltre 600 amministratori territoriali.[45] Il 25 luglio, dopo la caduta del governo Draghi e in vista delle elezioni anticipate del 25 settembre, Mastella si smarca presentando il simbolo di noi Di Centro nel corso di una conferenza stampa auspicando un’alleanza con il centro-sinistra.[46] Il 2 agosto, a seguito dell’accordo, poi saltato, tra Azione e Partito Democratico, anche Italia al Centro, che inizialmente non aveva partecipato ai tavoli del centro-destra,[47] aderisce alla coalizione….






