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I Fasci di Azione Rivoluzionaria, o FAR, furono un movimento politico neofascista fondato ufficialmente nell’autunno del 1946 (ma attivo già dal 1945[1]) e sciolto nel 1947; il nome, erroneamente attribuito al gruppo di Legione Nera dagli inquirenti, ritornò nei primi anni cinquanta. I FAR svolsero le proprie azioni dimostrative principalmente nelle città di Roma e Milano.
I FAR furono un’organizzazione costituita da diversi gruppi neofascisti, prevalentemente giovani reduci della Repubblica Sociale Italiana, alla quale si affiancava una struttura paramilitare (l'”Esercito clandestino anticomunista”, poi trasformatosi in “Esercito nazionale anticomunista”) che si rese responsabile di alcuni attentati dimostrativi nella seconda metà degli anni quaranta. Fondatore dei FAR fu Pino Romualdi, con l’intento di far confluire in un’unica organizzazione i molti gruppi che stavano nascendo in molte parti d’Italia. Dirigenti furono Cesco Giulio Baghino, Clemente Graziani, Franco Petronio, Roberto Mieville.
L’iniziale filosofia di fondazione era di continuare la guerra sotto forma di lotta partigiana antialleata. Gli organi preposti alla diffusione del loro pensiero e della loro propaganda furono i fogli Rivoluzione, Credere e Mussolini, a cui si affiancarono, anche se in maniera non ufficiale, le pubblicazioni Imperium e La sfida, che trattavano temi maggiormente legati alla tradizione, alla cultura e alla mistica fascista.
L’organizzazione era dotata di una vera e propria struttura partitica, il direttorio, e l’ammissione al gruppo avveniva tramite giuramento durante una cerimonia. L’atto di costituzione dei FAR stabiliva che potevano far parte dei Fasci:
coloro che “degnamente militarono nel PFR o nelle forze armate o negli uffici statali della RSI”;
tutti i cittadini “purché non di razza israelitica e non appartenenti alla massoneria, i quali non abbiano collaborato materialmente o moralmente con il nemico”.
Al momento del giuramento, che avveniva di fronte a un tavolo ricoperto dal tricolore con l’effigie di Benito Mussolini e un pugnale da legionario posti sul colore bianco della bandiera, chi intendeva aderire doveva assumere un nome di battaglia, generalmente quello di un caduto. La prima azione dimostrativa avvenne a Roma la sera del 27 ottobre 1946: un gruppo di fascisti si arrampicò sulla torre delle Milizie, in via 4 novembre, e v’issò un gagliardetto nero.
L’azione più spettacolare compiuta dai FAR avvenne nel primo anniversario della morte del Duce, il 28 aprile 1946…





