SITO ISTITUZIONALE
Il Partito Fascista Repubblicano (PFR) era il partito unico della Repubblica Sociale Italiana, guidato da Benito Mussolini. Fu fondato dopo il 25 luglio 1943 e si dissolse a seguito della caduta della Repubblica Sociale Italiana nel 1945.
Partito anti-monarchico per definizione, dal momento che considerava il re Vittorio Emanuele III un traditore del fascismo e della patria, fu guidato da elementi estremistici del fascismo, determinati ad accentuare la carica di intransigenza del nuovo partito per consolidare il governo della Repubblica Sociale Italiana e combattere fino all’ultimo accanto alla Germania nazista e contro gli alleati. Si rese inoltre protagonista di scelte radicali e violente contro gli ebrei, la Resistenza, i cosiddetti traditori e la massoneria.
L’istituzione del partito avvenne il 18 settembre del 1943, solo pochi giorni dopo la liberazione di Mussolini dal carcere orchestrata dai nazisti in quella che era stata chiamata l’Operazione Quercia. La fondazione del partito, così come la neonata Repubblica Sociale Italiana, vanno quindi comprese nel contesto del tentativo nazifascista di mantenere il controllo del Nord Italia.[8]
Il primo raduno del partito ebbe luogo al Congresso di Verona del 14 novembre 1943 dove venne emanato il manifesto di Verona, un documento programmatico che tentava di armonizzare le diverse anime del fascismo, tra cui i gerarchi, i movimentisti e i fascisti di idee socialisteggianti. Il manifesto sancì la fondazione del partito guidato da un capo politico che sarebbe stato eletto ogni cinque anni.[9] Il 15 novembre del 1943 venne eletto Alessandro Pavolini come segretario. A lui si deve anche la creazione nel giugno 1944 delle Brigate Nere, create appunto con lo scopo di fungere da braccio armato del partito…






