SITO ISTITUZIONALE
Il Partito Popolare Italiano (PPI) è stato un partito politico italiano fondato il 18 gennaio 1919 da don Luigi Sturzo insieme a Giovanni Battista Bertone, Giovanni Bertini, Giovanni Longinotti, Achille Grandi, Angelo Mauri, Sebastiano Schiavon, Remo Vigorelli e Giulio Rodinò.
Ispirato alla dottrina sociale della Chiesa cattolica, il PPI rappresentò per i cattolici italiani il ritorno organizzato alla vita politica attiva dopo lunghi decenni di assenza a causa del non expedit conseguente alle vicende dell’unificazione nazionale.
Scioltosi nel 1926 a causa della dittatura fascista, il partito fu rifondato nel 1943 col nome di Democrazia Cristiana (a cui don Sturzo non aderì mai formalmente), che fu il primo partito italiano in tutte le elezioni nazionali dal 1946 al 1994[9]. Dopo lo scioglimento della DC nel 1994, fu rifondato il Partito Popolare Italiano.
L’idea di Romolo Murri di costituire una formazione operante in campo politico aveva trovato ostilità da parte del Vaticano: il suo mancato accoglimento poteva riferirsi a una contrapposizione dottrinale che investiva più il campo religioso che quello politico. Così, diversi democratici cristiani subirono la condanna insieme ai modernisti. In seguito il clima cominciò a cambiare e in questo contesto don Sturzo diede vita al PPI.
Nel PPI confluirono le varie componenti del variegato mondo cattolico e culturale italiano:
l’Unione elettorale cattolica italiana di Vincenzo Ottorino Gentiloni;
i conservatori nazionali di Stefano Cavazzoni, Carlo Santucci e Stefano Jacini;
i clerico-moderati di Alcide De Gasperi, già segretario del Partito Popolare Trentino (sciolto nel 1920);
i giovani democratici cristiani di Romolo Murri;
i cattolici sindacalisti di Achille Grandi, Giovanni Gronchi e Guido Miglioli (a cui era legato, tra gli altri, anche Riccardo Lombardi).
Tra novembre e dicembre 1918 don Sturzo riunì a Roma, in via dell’Umiltà 36, un gruppo di amici per alcune riunioni preparatorie…






