CERVELLI DISSENZIENTI CHE DESIDERANO CONTARE

PREMESSA
  1. L’aggettivo democratico sta a significare che sono esclusi dal presente piano ogni movente od intenzione anche occulta di rovesciamento del sistema
  2. Il piano tende invece a rivitalizzare il sistema attraverso la sollecitazione di tutti gli istituti che la Costituzione prevede e disciplina, dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla stampa, ai sindacati, ai cittadini elettori.
  3. Il piano si articola in una sommaria indicazione di obiettivi, nella elaborazione di procedimenti – anche alternativi – di attuazione ed infine nell’elencazione di programmi a breve, medio e lungo termine.
  4. Va anche rilevato, per chiarezza, che i programmi a medio e lungo termine prevedono alcuni ritocchi alla Costituzione – successivi al restauro delle istituzioni fondamentali.
OBIETTIVI

1) Nell’ordine vanno indicati:

NULLA DI SPECIFICO

3) Primario obiettivo e indispensabile presupposto dell’operazione è la costituzione di un club (di natura rotariana per l’eterogeneità dei componenti) ove siano rappresentati, ai migliori livelli, operatori, imprenditoriali e finanziari, esponenti delle professioni liberali, pubblici amministratori e magistrati nonché pochissimi e selezionati uomini politici, che non superi il numero di 30 o 40 unità.
Gli uomini che ne fanno parte debbono essere omogenei per modo di sentire, disinteresse, onestà e rigore morale, tali cioè da costituire un vero e proprio comitato di garanti rispetto ai politici che
si assumeranno l’onere dell’attuazione del piano e nei confronti delle forze amiche nazionali e straniere che lo vorranno appoggiare. Importante è stabilire subito un collegamento valido con la massoneria internazionale.
PROCEDIMENTI

NULLA DI SPECIFICO

PROGRAMMI

PROGRAMMI Per programmi s’intende la scelta, in scala di priorità, delle numerose operazioni da compiere in forma di:

a) azioni di comportamento politico ed economico;
b) atti amministrativi (di Governo);
c) atti legislativi; necessari a ribaltare –concomitanza con quelli descritti in materia di procedimenti – l’attuale tendenza al disfacimento delle istituzioni e, con essa, alla disottemperanza della Costituzione i cui organi non funzionano più secondo gli schemi originali. Si tratta, in sostanza, di “registrare” – come nella stampa in tricromia – le funzioni di ciascuna istituzione e di ogni organo relativo in modo che i rispettivi confini siano esattamente delimitati e scompaiano le attuali aree di sovrapposizione da cui derivano confusione e indebolimento dello Stato.

A titolo di esempio, si considerino due fenomeni:

1) lo spostamento dei centri di potere reale dal Parlamento ai sindacati e dal Governo ai padronati multinazionali con i correlativi strumenti di azione finanziaria. Sarebbero sufficienti una buona legge sulla programmazione che rivitalizzi il CNEL ed una nuova struttura dei Ministeri accompagnate da norme amministrative moderne per restituire ai naturali detentori il potere oggi perduto;
2) l’involuzione subita dalla scuola negli ultimi lo anni quale risultante di una giusta politica di ampliamento dell’area di istruzione pubblica, non accompagnata però dalla predisposizione di corpi docenti adeguati e preparati nonché dalla programmazione dei abbisogni in tema d’occupazione.

Ne è conseguenza una forte e pericolosa disoccupazione intellettuale – con gravi deficienze invece nei settori tecnici – nonché la tendenza ad individuare nel titolo di studio il diritto al posto di lavoro. Discende ancora da tale stato di fatto la spinta all’equalitarismo assoluto (contro la Costituzione che vuole tutelare il diritto allo studio superiore per i più meritevoli) e, con la delusione del non inserimento, il rifugio nella apatia della droga oppure nell’ideologia dell’eversione anche armata. Il rimedio consiste: nel chiudere il rubinetto del preteso automatismo: titolo di studio – posto di lavoro; nel predisporre strutture docenti valide; nel programmare, insieme al fenomeno economico, anche il relativo fabbisogno umano; ed infine nel restaurare il principio meritocratico imposto dalla Costituzione.

Sotto molti profili, la definizione dei programmi intersecherà temi e notazioni già contenuti nel recente Messaggio del Presidente della Repubblica – indubbiamente notevole – quale diagnosi della situazione del Paese, tendendo, però, ad indicare terapie più che a formulare nuove analisi.


Detti programmi possono essere resi esecutivi – occorrendo – con normativa d’urgenza (decreti legge).

A BREVE TERMINE

 

a2) Ordinamento del Governo

 

2- legge sulla programmazione globale (Costit.art.41) incentrata su un Ministero dell’economia che ingloba le attuali strutture di incentivazione (Cassa Mezz. – PP.SS – Medicredito – Industria – Agricoltura), sul CNEL rivitalizzato quale punto d’incontro delle forze sociali sindacali, imprenditoriali e culturali e su procedure d’incontro con il Parlamento e le Regioni;

3- riforma dell’amministrazione.(Costit.articoli 28-97 e 98) fondata sulla teoria dell’atto pubblico non amministrativo, sulla netta separazione della responsabilità politica da quella amministrativa che diviene personale (istituzione dei Segretari Generali di Ministero) e sulla sostituzione del principio del silenzio-rifiuto con quello del silenzio-consenso;

 

b) Provvedimenti economico-sociali;

 

b11) concedere incentivi prioritari ai settori:

III – agricolo-specializzato (primizie-zootecnica);

 

Detti programmi possono essere resi esecutivi – occorrendo – con normativa d’urgenza (decreti legge).

a) Emergenza a breve termine.

Il programma urgente comprende, al pari degli altri, provvedimenti istituzionali (rivolti cioè a “registrare” le istituzioni) e provvedimenti di indole economico-sociale.

c) Pregiudiziale è che oggi ogni attività secondo quanto sub a) e b) trovi protagonista e gestore un Governo deciso ad essere non già autoritario bensì soltanto autorevole e deciso a fare rispettare le leggi esistenti.
Così è evidente che le forze dell’ordine possono essere mobilitate per ripulire il Paese dai teppisti ordinari e pseudo politici e dalle relative centrali direttive soltanto alla condizione che la Magistratura li processi e condanni rapidamente inviandoli in carceri ove scontino la pena senza fomentare nuove rivolte o condurre una vita comoda.
Sotto tale profilo, sembra necessario che alle forze di P.S. sia restituita la facoltà di interrogatorio d’urgenza degli arrestati in
presenza dei reati di eversione e tentata eversione dell’ordinamento, nonché di violenza e resistenza alle forze dell’ordine, di violazione della legge sull’ordine pubblico, di sequestro di persona, di rapina a mano annata e di violenza in generale.
d) Altro punto chiave è l’immediata costituzione di una agenzia per il coordinamento della stampa locale (da acquisire con operazioni successive nel tempo) e della TV via cavo da impiantare a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese.
E’ inoltre opportuno acquisire uno o due periodici da contrapporre a Panorama, Espresso, Europeo sulla formula viva “Settimanale”.
A MEDIO E LUNGO TERMINE

Nel presupposto dell’attuazione di un programma di emergenza a breve termine come sopra definito, rimane da tratteggiare per sommi capi un programma a medio e lungo termine con l’avvertenza che mentre per quanto riguarda i problemi istituzionali è possibile fin d’ora formulare ipotesi concrete, in materia di interventi economico-sociali, salvo per quel che attiene pochissimi grandi temi, è necessario rinviare nel tempo l’elencazione di problemi e relativi rimedi.

Provvedimenti economico sociali,

b8) nuova legislazione sull’assetto del territorio (ecologia, difesa del suolo, disciplina delle acque, rimboscamento, insediamenti umani);

b9) legislazione antimonopolio (modello USA);

 

ORGANIGRAMMA

ECONOMIA E FINANZA


– Governatore Banca d’Italia
– Direttore Generale B.ca It.
– Presidente IRI (e finanziarie dipendenti)
– Dir. Gen. – “
– Presidente ENI (e finanziarie dipendenti)
– Dir. Gen. “
– Presidente e Dir. Gen. Enti di gestione PP.SS. (EGAM-EFIM- Cinema – Terme)
– Presidente Cassa Mezzog
– Dir. Gen. “
– Presidente IMI
– Dir. Gen. “
– Presidente Mediobanca
– Dir. Gen. “
– Presidente Mediocredito Centrale
– Dir. Gen. “
– Presidente ICIPU
– Dir. Gen. “
– Presidente INA
– Dir. Gen. “
– Presidente INPS
– Dir. Gen. “
– Presidente INAM
– Dir. Gen. “
– Presidente INADEL
– Dir. Gen. “

 

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE


– Presidente Consiglio di Stato
– Presidente Corte dei Conti
– Procuratore Generale Corte dei Conti
– Ragioniere generale dello Stato
– Segretario Generale Ministero Affari Esteri
– Segretario Generale Programmazione
– Capo della Polizia
– Direttore Generale FF.SS
– Direttore Generale PP.TT
– Direttore Generale ANAS
– Direttore Generale Tesoro
– Direttore Generale II.DD.
– Direttore Generale II. Indiri.
– Direttore Generale UTE
– Direttore Generale fonti d’energia
– Direttore Generale produzione industriale
– Direttore Generale produzione industriale
– Direttore Generale valute
– Direttori Generali istruzione elementare
secondaria 1° grado
superiore
tecnica
professionale
universitaria


CORPI MILITARI


– Capo S.M. Difesa
– Capo S.M. Esercito
– Capo S.M. Marina
– Capo S.M. Aeronautica
– Com.te Arma CC.
– Capo S.M. Guardia Fin.
– Com ti Regioni Territoriali Eserc
– Com.ti Zone Aeree
– Com.ti Dipartim. Mil. Maritt.
– Com.te Guardie PS
– Com.te Guardie Forestali
– Com.te Guardie Carcerarie
– Com.te Sid.

FATTO ?

I MINISTERI

LA CRICCA

LE LOBBIES

I SODALI POLITICI

Ministri dell'AGRICOLTURA del Regno d'Italia (1916-1946)
Giovanni Raineri
Giovanni Raineri
Ministri dell'AGRICOLTURA del Regno d'Italia
Giovanni Battista Miliani
Giovanni Battista Miliani
Ministri dell'AGRICOLTURA del Regno d'Italia
Vincenzo Riccio
Vincenzo Riccio
Ministri dell'AGRICOLTURA del Regno d'Italia
Achille Visocchi
Achille Visocchi
Ministri dell'AGRICOLTURA del Regno d'Italia
Alfredo Falcioni
Alfredo Falcioni
Ministri dell'AGRICOLTURA del Regno d'Italia
Giuseppe Micheli
Giuseppe Micheli
Ministri dell'AGRICOLTURA del Regno d'Italia
Angelo Mauri
Angelo Mauri
Ministri dell'AGRICOLTURA del Regno d'Italia
Giovanni Bertini
Giovanni Bertini
Ministri dell'AGRICOLTURA del Regno d'Italia
Giuseppe De Capitani D'Arzago
Giuseppe De Capitani D'Arzago
Ministri dell'AGRICOLTURA del Regno d'Italia
Giacomo Acerbo
Giacomo Acerbo
Ministri dell'AGRICOLTURA del Regno d'Italia
Edmondo Rossoni
Edmondo Rossoni
Ministri dell'AGRICOLTURA del Regno d'Italia
Giuseppe Tassinari
Giuseppe Tassinari
Ministri dell'AGRICOLTURA del Regno d'Italia
Carlo Pareschi
Carlo Pareschi
Ministri dell'AGRICOLTURA del Regno d'Italia
Alessandro Brizi
Alessandro Brizi
Ministri dell'AGRICOLTURA del Regno d'Italia
Falcone Lucifero
Falcone Lucifero
Ministri dell'AGRICOLTURA del Regno d'Italia
Fausto Gullo
Fausto Gullo
Ministri dell'AGRICOLTURA del Regno d'Italia
Ministri dell'AGRICOLTURA, dell'INDUSTRIA e del COMMERCIO del Regno d'Italia (1861-1946)
Giuseppe Natoli
Giuseppe Natoli
1861 - Cavour 4

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio
Filippo Cordova
Filippo Cordova
1861-1862 - Ricasoli 1
1866-1867 - Ricasoli 2

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Gioachino Napoleone Pepoli
Gioachino Napoleone Pepoli
1862 - Rattazzi 1

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Giovanni Manna
Giovanni Manna
1862-1863 - Governo Farini
1863 - Minghetti 1

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Luigi Torelli
Luigi Torelli
1864-1865 - La Marmora 2

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Domenico Berti
Domenico Berti
1865-1866 - La Marmora 3
1881-1883 - Depretis 4
1883-1884 - Depretis 5

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Francesco De Blasiis
Francesco De Blasiis
1867-1868 - Rattazzi 2

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Luigi Guglielmo Cambray-Digny
Luigi Guglielmo Cambray-Digny
1867 - Menabrea 1

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Emilio Broglio
Emilio Broglio
1867-1868 - Menabrea 1
1868 - Menabrea 2

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Antonio Ciccone
Antonio Ciccone
1868-1869 - Menabrea 2

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Marco Minghetti
Marco Minghetti
1869 - Menabrea 3

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Stefano Castagnola
Stefano Castagnola
1869-1873 - Governo Lanza

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Gaspare Finali
Gaspare Finali
1873-1876 - Minghetti 2

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Salvatore Majorana Calatabiano
Salvatore Majorana Calatabiano
1876-1877 - Depretis 1
1878-1879 - Depretis 3

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Benedetto Cairoli
Benedetto Cairoli
1878 - Cairoli 1
1879 - Cairoli 2

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Enrico Pessina
Enrico Pessina
1878 - Cairoli 1

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Luigi Alfonso Miceli
Luigi Alfonso Miceli
1879-1881 - Cairoli 3
1887 - Depretis 8
1887-1889 - Crispi 1
1889-1891 - Crispi 2

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Domenico Berti
Domenico Berti
1881-1883 - Depretis 4
1883-1884 - Depretis 5

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Bernardino Grimaldi
Bernardino Grimaldi
1884-1885 - Depretis 6
1885-1887 - Depretis 7

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Bruno Chimirri
Bruno Chimirri
1891 - Starabba 1

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Antonio Starabba di Rudinì
Antonio Starabba di Rudinì
1891-1892 - Starabba 1
1898 - Starabba 5

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Pietro Lacava
Pietro Lacava
1892-1893 - Giolitti 1

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Paolo Boselli
Paolo Boselli
1893-1894 - Crispi 3

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Augusto Barazzuoli
Augusto Barazzuoli
1894-1896 - Crispi 4

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Francesco Guicciardini
Francesco Guicciardini
1896 - Starabba 2
1896-1897 - Starabba 3

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Francesco Cocco-Ortu
Francesco Cocco-Ortu
1897-1898 - Starabba 4
1906-1909 - Giolitti 3

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Alessandro Fortis
Alessandro Fortis
1898-1899 - Pelloux 1
1905 - Fortis 2

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Antonio Salandra
Antonio Salandra
1899-1900 - Pelloux 2

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Paolo Carcano
Paolo Carcano
1900-1901 - Governo Saracco

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Silvestro Picardi
Silvestro Picardi
1901 - Governo Zanardelli

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Giuseppe Zanardelli
Giuseppe Zanardelli
1901 - Governo Zanardelli

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Guido Baccelli
Guido Baccelli
1901 - Governo Zanardelli

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Luigi Rava
Luigi Rava
1903-1905 - Giolitti 2
1905 - Governo Tittoni
1905 - Fortis 1

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Nerio Malvezzi De' Medici
Nerio Malvezzi De' Medici
1905-1906 - Fortis 2

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Edoardo Pantano
Edoardo Pantano
1906 - Sonnino 1

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Luigi Luzzatti
Luigi Luzzatti
1909-1910 - Sonnino 2

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Giovanni Raineri
Giovanni Raineri
1910-1911 - Governo Luzzatti

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Francesco Saverio Nitti
Francesco Saverio Nitti
1911-1914 - Giolitti 4

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Giannetto Cavasola
Giannetto Cavasola
1914 - Salandra 1
1914-1916 - Salandra 2

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio

Giuseppe De Nava
Giuseppe De Nava
1916 - Governo Boselli
1916-1917 - Governo Boselli
1920 - Nitti 2
1924-1925 - Governo Mussolini

Ministro dell'agricoltura, l'industria e il commercio
Ministro dell'industria, il commercio e il lavoro


Augusto Ciuffelli
Augusto Ciuffelli
1917-1919 - Governo Orlando

Ministro dell'industria, il commercio e il lavoro

Dante Ferraris
Dante Ferraris
1919-1920 - Nitti 1

Ministro dell'industria, il commercio e il lavoro

Mario Abbiate
Mario Abbiate
1920 - Nitti 2

Ministro dell'industria e il commercio

Giulio Alessio
Giulio Alessio
1920-1921 - Giolitti 5

Ministro dell'industria e il commercio

Bortolo Belotti
Bortolo Belotti
1921-1922 - Bonomi 1

Ministro dell'industria e il commercio

Teofilo Rossi Di Montelera
Teofilo Rossi Di Montelera
1922 - Facta 1
1922 - Facta 2
1922-1923 - Governo Mussolini

Ministro dell'industria e il commercio
Orso Maria Corbino
Orso Maria Corbino
1923-1924 - Governo Mussolini

Ministro dell'economia nazionale

Giuseppe Belluzzo
Giuseppe Belluzzo
1925-1928 - Governo Mussolini

Ministro dell'economia nazionale

Alessandro Martelli
Alessandro Martelli
1928-1929 - Governo Mussolini

Ministro dell'economia nazionale

Giuseppe Bottai
Giuseppe Bottai
1929-1932 - Governo Mussolini

Ministro delle corporazioni

Benito Mussolini
Benito Mussolini
1932-1936 - Governo Mussolini

Ministro delle corporazioni

Ferruccio Lantini
Ferruccio Lantini
1936-1939 - Governo Mussolini

Ministro delle corporazioni

Renato Ricci
Renato Ricci
1939-1943 - Governo Mussolini

Ministro delle corporazioni

Carlo Tiengo
Carlo Tiengo
1943 - Governo Mussolini

Ministro delle corporazioni

Tullio Cianetti
Tullio Cianetti
1943 - Governo Mussolini

Ministro delle corporazioni

Leopoldo Piccardi
Leopoldo Piccardi
1943 - Badoglio 1
1943-1944 - Badoglio 1

Ministro delle corporazioni

Ministro dell'industria, del commercio e del lavoro

Epicarmo Corbino
Epicarmo Corbino
1944 - Badoglio 1

Ministro dell'industria, del commercio e del lavoro

Attilio di Napoli
Attilio di Napoli
1944 - Badoglio 2

Ministro dell'industria, del commercio e del lavoro

Giovanni Gronchi
Giovanni Gronchi
1944 - Bonomi 2
1944-1945 - Bonomi 3
1945 - Governo Parri
1945-1946 - De Gasperi 1

Ministro dell'industria, del commercio e del lavoro

Ministro dell'industria e il commercio



Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana (1946-IN CARICA)
Antonio Segni (Democrazia Cristiana)
Antonio Segni (Democrazia Cristiana)
1946-1951 - De Gasperi 1,De Gasperi 2. De Gasperi 3, De Gasperi 4, De Gasperi 5, De Gasperi 6

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Amintore Fanfani (Democrazia Cristiana)
Amintore Fanfani (Democrazia Cristiana)
1951-1953 - De Gasperi 7

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Rocco Salomone (Democrazia Cristiana)
Rocco Salomone (Democrazia Cristiana)
1953 - De Gasperi 8
1953-1954 - Governo Pella

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Giuseppe Medici (Democrazia Cristiana)
Giuseppe Medici (Democrazia Cristiana)
1954 - Fanfani 1
1954-1955 - Governo Scelba

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Emilio Colombo (Democrazia Cristiana)
Emilio Colombo (Democrazia Cristiana)
1955-1957 - Segni 1
1957-1958 - Governo Zoli

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Mario Ferrari Aggradi (Democrazia Cristiana)
Mario Ferrari Aggradi (Democrazia Cristiana)
1958-1959 - Fanfani 2
1963-1964 - Moro 1
1964-1966 - Moro2
1973-1974 - Rumor 4

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Mariano Rumor (Democrazia Cristiana)
Mariano Rumor (Democrazia Cristiana)
1959-1960 - Segni 2
1960 - Governo Tambroni
1960-1962 - Fanfani 3
1962-1963 - Fanfani 4

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Bernardo Mattarella (Democrazia Cristiana)
Bernardo Mattarella (Democrazia Cristiana)
1963 - Leone 1

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Francesco Restivo (Democrazia Cristiana)
Francesco Restivo (Democrazia Cristiana)
1966-1968 - Moro 3

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Giacomo Sedati (Democrazia Cristiana)
Giacomo Sedati (Democrazia Cristiana)
1968 - Leone 2
1969-1970 Rumor 2

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Athos Valsecchi (Democrazia Cristiana)
Athos Valsecchi (Democrazia Cristiana)
1968-1969 - Rumor 1

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Lorenzo Natali (Democrazia Cristiana)
Lorenzo Natali (Democrazia Cristiana)
1970 - Rumor 3
1970-1972 - Governo Colombo
1972 - Andreotti 1
1972-1973 - Andreotti 2

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Antonio Bisaglia (Democrazia Cristiana)
Antonio Bisaglia (Democrazia Cristiana)
1974 - Rumor 5

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Giovanni Marcora (Democrazia Cristiana)
Giovanni Marcora (Democrazia Cristiana)
1974-1976 - Moro 4
1976 - Moro 5
1976-1978 - Andreotti 3
1978-1979 - Andreotti 4
1979 - Andreotti 5
1979-1980 - Cossiga 1
1980 - Cossiga 2

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana


Giuseppe Bartolomei (Democrazia Cristiana)
Giuseppe Bartolomei (Democrazia Cristiana)
1980-1981 - Governo Forlani
1981-1982 - Spadolini 1
1982 - Spadolini 2

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Calogero Mannino (Democrazia Cristiana)
Calogero Mannino (Democrazia Cristiana)
1982-1983 - Fanfani 5
1988-1989 - Governo De Mita
1989-1990 - Andreotti 6

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Filippo Maria Pandolfi (Democrazia Cristiana)
Filippo Maria Pandolfi (Democrazia Cristiana)
1983-1986 - Craxi 1
1986-1987 - Craxi 2
1987 - Fanfani 6
1987-1988 - Governo Goria

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana


Vito Saccomandi (Democrazia Cristiana)
Vito Saccomandi (Democrazia Cristiana)
1990-1991 - Andreotti 6

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Giovanni Goria (Democrazia Cristiana)
Giovanni Goria (Democrazia Cristiana)
1991-1992 - Andreotti 7

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Giovanni Angelo Fontana (Democrazia Cristiana)
Giovanni Angelo Fontana (Democrazia Cristiana)
1992-1993 - Amato 1

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Alfredo Diana (Democrazia Cristiana)
Alfredo Diana (Democrazia Cristiana)
1993-1994 - Governo Ciampi

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Adriana Poli Bortone (Alleanza Nazionale)
Adriana Poli Bortone (Alleanza Nazionale)
1994-1995 - Berlusconi 1

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Walter Luchetti (Indipendente)
Walter Luchetti (Indipendente)
1995-1996 - Governo Dini

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Michele Pinto (Partito Popolare Italiano)
Michele Pinto (Partito Popolare Italiano)
1996-1998 - Prodi 1

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Paolo De Castro (I Democratici)(La Margherita) (Partito Democratico)
Paolo De Castro (I Democratici)(La Margherita) (Partito Democratico)
1998-1999 D'Alema 1
1999-2000 - D'Alema 2
2006-2008 - Prodi 2

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Alfonso Pecoraro Scanio (Federazione dei Verdi)
Alfonso Pecoraro Scanio (Federazione dei Verdi)
2000-2001 - Amato 2

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Giovanni Alemanno (Alleanza Nazionale)
Giovanni Alemanno (Alleanza Nazionale)
2001-2005 - Berlusconi 2
2005-2006 - Berlusconi 3

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Luca Zaia (Lega Nord)
Luca Zaia (Lega Nord)
2008-2010 - Berlusconi 4

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Giancarlo Galan (Il Popolo della Libertà)
Giancarlo Galan (Il Popolo della Libertà)
2010-2011 - Berlusconi 4

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Francesco Saverio Romano (I Popolari di Italia Domani)
Francesco Saverio Romano (I Popolari di Italia Domani)
2011 - Berlusconi 4

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Mario Catania (Indipendente)
Mario Catania (Indipendente)
2011-2013 - Governo Monti

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Nunzia De Girolamo (Il Popolo della Libertà) (Nuovo Centrodestra)
Nunzia De Girolamo (Il Popolo della Libertà) (Nuovo Centrodestra)
2013-2014 - Governo Letta

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Maurizio Martina (Partito Democratico)
Maurizio Martina (Partito Democratico)
2014-2016 - Governo Renzi
2016-2018 - Governo Gentiloni

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Gianmarco Centinaio (Lega)
Gianmarco Centinaio (Lega)
2018-2019 - Conte 1

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Teresa Bellanova (Italia Viva)
Teresa Bellanova (Italia Viva)
2019-2021 - Conte 2

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Stefano Patuanelli (Movimento 5 Stelle)
Stefano Patuanelli (Movimento 5 Stelle)
2021-2022 - Governo Draghi

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

Francesco Lollobrigida (Fratelli d'Italia)
Francesco Lollobrigida (Fratelli d'Italia)
2022- IN CARICA - Governo Meloni

Ministri dell'AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE e FORESTE della Repubblica Italiana

DIETRO ALLE LEGGI

GLI OPPOSITORI

FATTO?

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LE LEGGI CHE HANNO ASSICURATO L'OBIETTIVO

FATTO !

LE CONSEGUENZE

PIANO DI RINASCITA DEMOCRATICA (INTEGRALE)

PREMESSA
  1. L’aggettivo democratico sta a significare che sono esclusi dal presente piano ogni movente od intenzione anche occulta di rovesciamento del sistema
  2. Il piano tende invece a rivitalizzare il sistema attraverso la sollecitazione di tutti gli istituti che la Costituzione prevede e disciplina, dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla stampa, ai sindacati, ai cittadini elettori.
  3. Il piano si articola in una sommaria indicazione di obiettivi, nella elaborazione di procedimenti – anche alternativi – di attuazione ed infine nell’elencazione di programmi a breve, medio e lungo termine.
  4. Va anche rilevato, per chiarezza, che i programmi a medio e lungo termine prevedono alcuni ritocchi alla Costituzione – successivi al restauro delle istituzioni fondamentali.
OBIETTIVI

1) Nell’ordine vanno indicati:

1) Nell’ordine vanno indicati:

a) i partiti politici democratici, dal PSI al PRI, dal PSDI alla DC al PLI (con riserva di verificare la Destra Nazionale)

b) la stampa, escludendo ogni operazione editoriale, che va sollecitata al livello di giornalisti attraverso una selezione che tocchi soprattutto: Corriere della Sera, Giorno, Giornale, Stampa, Resto del Carlino, Messaggero, Tempo, Roma, Mattino, Gazzetta del Mezzogiorno, Giornale di Sicilia per i quotidiani; e per i periodici: Europeo, Espresso, Panorama, Epoca, Oggi, Gente, Famiglia Cristiana. La RAI-TV va dimenticata;

c) i sindacati, sia confederali CISL e UIL, sia autonomi, nella ricerca di un punto di leva per ricondurli alla loro naturale funzione anche al prezzo di una scissione e successiva costituzione di una libera associazione dei lavoratori;

d) il Governo, che va ristrutturato nella organizzazione ministeriale e nella qualità degli uomini da preporre ai singoli dicasteri;

e) la magistratura, che deve essere ricondotta alla funzione di garante della corretta e scrupolosa applicazione delle leggi;

f) il Parlamento, la cui efficienza è subordinata al successo dell’operazione
sui partiti politici, la stampa e i sindacati.

 

2) Partiti politici, stampa e sindacati costituiscono oggetto di sollecitazioni
possibili sul piano della manovra di tipo economico-finanziario.


La disponibilità di cifre non superiori a 30 o 40 miliardi sembra sufficiente
a permettere ad uomini di buona fede e ben selezionati di conquistare le posizioni chiave necessarie al loro controllo.


Governo, Magistratura e Parlamento rappresentano invece obiettivi successivi, accedibili soltanto dopo il buon esito della prima operazione, anche se le due fasi sono necessariamente destinate a subire intersezioni e interferenze reciproche, come si vedrà in dettaglio in sede di elaborazione dei procedimenti

3) Primario obiettivo e indispensabile presupposto dell’operazione è la costituzione di un club (di natura rotariana per l’eterogeneità dei componenti) ove siano rappresentati, ai migliori livelli, operatori, imprenditoriali e finanziari, esponenti delle professioni liberali, pubblici amministratori e magistrati nonché pochissimi e selezionati uomini politici, che non superi il numero di 30 o 40 unità.
Gli uomini che ne fanno parte debbono essere omogenei per modo di sentire, disinteresse, onestà e rigore morale, tali cioè da costituire un vero e proprio comitato di garanti rispetto ai politici che
si assumeranno l’onere dell’attuazione del piano e nei confronti delle forze amiche nazionali e straniere che lo vorranno appoggiare. Importante è stabilire subito un collegamento valido con la massoneria internazionale.
PROCEDIMENTI

1) Nei confronti del mondo politico occorre:

a) selezionare gli uomini – anzitutto – ai quali può essere affidato il compito di promuovere la rivitalizzazione di ciascuna rispettiva parte politica (Per il PSI, ad esempio, Mancini, Mariani e Craxi; per il PRI: Visentini e Bandiera; per il PSDI: Orlandi e Amidei; per la DC: Andreotti, Piccoli, Forlani, Gullotti e Bisaglia; per il PLI: Cottone e Quilleri; per la Destra Nazionale (eventualmente): Covelli);

b) in secondo luogo valutare se le attuali formazioni politiche sono in grado di avere ancora la necessaria credibilità esterna per ridiventare validi strumenti di azione politica;

c) in caso di risposta affermativa, affidare ai prescelti gli strumenti finanziari sufficienti – con i dovuti controlli – a permettere loro di acquisire il predominio nei rispettivi partiti;

d) in caso di risposta negativa usare gli strumenti finanziari stessi per l’immediata nascita di due movimenti: l’uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI-PSDI-PRI-Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l’altro sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali, e democratici della Destra Nazionale). 

Tali movimenti dovrebbero essere fondati da altrettanti clubs promotori composti da uomini politici ed esponenti della società civile in proporzione reciproca da 1 a 3 ove i primi rappresentino l’anello di congiunzione con le attuali parti ed i secondi quello di collegamento con il mondo reale. Tutti i promotori debbono essere inattaccabili per rigore morale, capacità, onestà e tendenzialmente disponibili per un’azione politica pragmatistica, con rinuncia alle consuete e fruste chiavi ideologiche. Altrimenti il rigetto da parte della pubblica opinione è da ritenere inevitabile.

2) Nei confronti della stampa (o, meglio, dei giornalisti) l’impiego degli strumenti finanziari non può, in questa fase, essere previsto nominatim. 

Occorrerà redigere un elenco di almeno 2 o 3 elementi, per ciascun quotidiano o periodico in modo tale che nessuno sappia dell’altro. L’azione dovrà essere condotta a macchia d’olio, o, meglio, a catena, da non più di 3 o 4 elementi che conoscono l’ambiente.

Ai giornalisti acquisiti dovrà essere affidato il compito di “simpatizzare” per gli esponenti politici come sopra prescelti in entrambe le ipotesi alternative 1c e 1d.

 

In un secondo tempo occorrerà:

a) acquisire alcuni settimanali di battaglia;

b) coordinare tutta la stampa provinciale e locale attraverso una agenzia centralizzata;

c) coordinare molte TV via cavo con l’agenzia per la stampa locale;

d) dissolvere la RAI-TV in nome della libertà di antenna ex art.21 Costit.

 

3) Per quanto concerne i sindacati la scelta prioritaria è fra la sollecitazione alla rottura, seguendo cioè le linee già esistenti dei gruppi minoritari della CISL e maggioritari dell’UIL, per poi agevolare la fusione con gli autonomi, acquisire con strumenti finanziari di pari entità i più disponibili fra gli attuali confederati allo scopo di rovesciare i rapporti di forza all’interno dell’attuale trimurti.

Gli scopi reali da ottenere sono:

a) restaurazione della libertà individuale nelle fabbriche e aziende in genere per consentire l’elezione dei consigli di fabbrica con effettive garanzie di segretezza del voto;

b) ripristinare per tale via il ruolo effettivo del sindacato di collaboratore del fenomeno produttivo in luogo di quello illegittimamente assente di interlocutore in vista di decisioni politiche aziendali e governative.
Sotto tale profilo, la via della scissione e della successiva integrazione con gli autonomi sembra preferibile anche ai fini dell’incidenza positiva sulla pubblica opinione di un fenomeno clamoroso come la costituzione di un vero sindacato che agiti la bandiera della libertà di lavoro e della tutela economica dei lavoratori. Anche in termini di costo è da prevedere un impiego di strumenti finanziari di entità inferiori all’altra ipotesi.

 

4) Governo, Magistratura e Parlamento

 

E’ evidente che si tratta di obiettivi nei confronti dei quali i procedimenti divengono alternativi in varia misura a seconda delle circostanze.

E’ comunque intuitivo che, ove non si verifichi la favorevole circostanza di cui in prosieguo, i tempi brevi sono – salvo che per la Magistratura – da escludere essendo i procedimenti subordinati allo sviluppo di quelli relativi ai partiti, alla stampa ed ai sindacati, con la riserva di una più rapida azione nei confronti del Parlamento ai cui componenti è facile estendere lo stesso modus operandi già previsto per i partiti politici.

Per la Magistratura è da rilevare che esiste già una forza interna (la corrente di magistratura indipendente della Ass.Naz.Mag.) che raggruppa oltre il 40% dei magistrati italiani su posizioni moderate.
E’ sufficiente stabilire un raccordo sul piano morale e programmatico ed elaborare una intesa diretta a concreti aiuti materiali per poter contare su un prezioso strumento, già operativo nell’interno del corpo anche ai fini di taluni rapidi aggiustamenti legislativi che riconducano la giustizia alla sua tradizionale funzione di elemento di equilibrio della società e non già di evasione.

Qualora invece le circostanze permettessero di contare sull’ascesa al Governo di un uomo politico (o di una èquipe) già in sintonia con lo spirito del club e con le sue idee di “ripresa democratica” è chiaro che i tempi dei procedimenti riceverebbero una forte accelerazione anche per la possibilità di attuare subito il programma di emergenza e quello a breve termine in modo contestuale all’attuazione dei procedimenti sopra descritti.
In termini di tempo ciò significherebbe la possibilità di ridurre a 6 mesi ed anche meno il tempo di intervento, qualora sussista il presupposto della disponibilità dei mezzi finanziari.

PROGRAMMI

PROGRAMMI Per programmi s’intende la scelta, in scala di priorità, delle numerose operazioni da compiere in forma di:

a) azioni di comportamento politico ed economico;
b) atti amministrativi (di Governo);
c) atti legislativi; necessari a ribaltare –concomitanza con quelli descritti in materia di procedimenti – l’attuale tendenza al disfacimento delle istituzioni e, con essa, alla disottemperanza della Costituzione i cui organi non funzionano più secondo gli schemi originali. Si tratta, in sostanza, di “registrare” – come nella stampa in tricromia – le funzioni di ciascuna istituzione e di ogni organo relativo in modo che i rispettivi confini siano esattamente delimitati e scompaiano le attuali aree di sovrapposizione da cui derivano confusione e indebolimento dello Stato.

A titolo di esempio, si considerino due fenomeni:

1) lo spostamento dei centri di potere reale dal Parlamento ai sindacati e dal Governo ai padronati multinazionali con i correlativi strumenti di azione finanziaria. Sarebbero sufficienti una buona legge sulla programmazione che rivitalizzi il CNEL ed una nuova struttura dei Ministeri accompagnate da norme amministrative moderne per restituire ai naturali detentori il potere oggi perduto;
2) l’involuzione subita dalla scuola negli ultimi lo anni quale risultante di una giusta politica di ampliamento dell’area di istruzione pubblica, non accompagnata però dalla predisposizione di corpi docenti adeguati e preparati nonché dalla programmazione dei abbisogni in tema d’occupazione.

Ne è conseguenza una forte e pericolosa disoccupazione intellettuale – con gravi deficienze invece nei settori tecnici – nonché la tendenza ad individuare nel titolo di studio il diritto al posto di lavoro. Discende ancora da tale stato di fatto la spinta all’equalitarismo assoluto (contro la Costituzione che vuole tutelare il diritto allo studio superiore per i più meritevoli) e, con la delusione del non inserimento, il rifugio nella apatia della droga oppure nell’ideologia dell’eversione anche armata. Il rimedio consiste: nel chiudere il rubinetto del preteso automatismo: titolo di studio – posto di lavoro; nel predisporre strutture docenti valide; nel programmare, insieme al fenomeno economico, anche il relativo fabbisogno umano; ed infine nel restaurare il principio meritocratico imposto dalla Costituzione.

Sotto molti profili, la definizione dei programmi intersecherà temi e notazioni già contenuti nel recente Messaggio del Presidente della Repubblica – indubbiamente notevole – quale diagnosi della situazione del Paese, tendendo, però, ad indicare terapie più che a formulare nuove analisi.


Detti programmi possono essere resi esecutivi – occorrendo – con normativa d’urgenza (decreti legge).

A BREVE TERMINE

a1) Ordinamento giudiziario

le modifiche più urgenti investono:

 

– la responsabilità civile (per colpa) dei magistrati;

– il divieto di nominare sulla stampa i magistrati comunque investiti di procedimenti giudiziari;

– la normativa per l’accesso in carriera (esami psico- attitudinali preliminari);

– la modifica delle norme in tema di facoltà di libertà provvisoria in presenza dei reati di eversione – anche tentata – nei confronti dello Stato e della Costituzione, nonché di violazione delle norme sull’ordine pubblico, di rapina a mano armata, di sequestro di persona e di violenza in generale.

 

a2) Ordinamento del Governo

 

1- legge sulla Presidenza del Consiglio e sui Ministeri (Cost.art.95) per determinare competenze e numero (ridotto, con eliminazione o quasi dei Sottosegretari);

2- legge sulla programmazione globale (Costit.art.41) incentrata su un Ministero dell’economia che ingloba le attuali strutture di incentivazione (Cassa Mezz. – PP.SS – Medicredito – Industria – Agricoltura), sul CNEL rivitalizzato quale punto d’incontro delle forze sociali sindacali, imprenditoriali e culturali e su procedure d’incontro con il Parlamento e le Regioni;

3- riforma dell’amministrazione.(Costit.articoli 28-97 e 98) fondata sulla teoria dell’atto pubblico non amministrativo, sulla netta separazione della responsabilità politica da quella amministrativa che diviene personale (istituzione dei Segretari Generali di Ministero) e sulla sostituzione del principio del silenzio-rifiuto con quello del silenzio-consenso;

4- definizione della riserva di legge nei limiti voluti e richiesti espressamente dalla Costituzione e individuazioni delle aree di normativa secondaria (regolamentare) in ispecie di quelle regionali che debbono essere obbligatoriamente limitate nell’ambito
delle leggi cornice.

 

 

a3) Ordinamento del Parlamento:

 

1) ripartizione di fatto, di competenze fra le due Camere (funzione politica alla CD e funzione economica al SR);

2) modifica (già in corso) dei rispettivi Regolamenti per ridare forza al principio del rapporto (Cost.art.64) fra maggioranza-Governo, da un lato, e opposizione, dall’altro, in luogo della attuale tendenza assemblearistica.

3) adozione del principio delle sessioni temporali in funzione di esecuzione del programma governativo.

 

 

b) Provvedimenti economico-sociali;

 

b1) abolizione della validità legale dei titoli di studio (per sfollare le università e dare il tempo di elaborare una seria riforma della scuola che attui i precetti della Costituzione);

 

b2) adozione di un orario unico nazionale di 7 ore e 30′ effettive (dalle 8,30 alle 17) salvi i turni necessari per gli impianti a ritmo di 24 ore, obbligatorio per tutte le attività pubbliche e private;

 

b3) eliminazione delle festività infrasettimanali e dei relativi ponti (salvo 2 giugno – Natale – Capodanno e Ferragosto) da riconcedere in un forfait di 7 giorni aggiuntivi alle ferie annuali di diritto;

 

b4) obbligo di attuare in ogni azienda ed organo di Stato i turni di festività – anche per sorteggio – in tutti i periodi dell’anno, sia per annualizzare l’attività dell’industria turistica, sia per evitare la “sindrome estiva” che blocca le attività produttive;

 

b5) revisione della riforma tributaria nelle seguenti direzioni:

1- revisione delle aliquote per i lavoratori. dipendenti aggiornandole al tasso di svalutazione 1973-76;
2- nettizzazione all’origine di tutti gli stipendi e i salari della P. A. (onde evitare gli enormi costi delle relative partite di giro);
3- inasprimento delle aliquote sui redditi professionali e sulle rendite;
4- abbattimento delle aliquote per donazioni e contributi a fondazioni scientifiche e culturali riconosciute, allo scopo di sollecitare indirettamente la ricerca pura ed il relativo impiego di intellettualità;
5- alleggerimento delle aliquote sui fondi aziendali destinati a riserve, ammortamenti, investimenti e garanzie, per sollecitare l’autofinanziamento premiando il reinvestimento del profitto;
6- reciprocità fra Stato e dichiarante nell’obbligo di mutuo acquisto ai valori dichiarati ed accertati;

 

b6) abolizione della nominatività dei titoli azionari per ridare fiato al mercato azionario e sollecitare meglio l’autofinanziamento delle aziende produttive;

 

b7) eliminazione delle partite di giro fra aziende di Stato ed istituti finanziari di mano pubblica in sede di giro conti reciproci che si risolvono – nel gioco degli interessi – in passività inutili dello stesso Stato;

 

b8) concessione di forti sgravi fiscali ai capitali stranieri per agevolare il ritorno dei capitali dall’estero;

 

b9) costituzione di un fondo nazionale per i servizi sociali (case-ospedali-scuole-trasporti) da alimentare con:
1 – sovraimposta IVA sui consumi voluttuari (automobili- generi di lusso);
2 – proventi dagli inasprimenti fiscali ex b5)4;
3 – finanziamenti e prestiti esteri su programmi di spesa;
4 – stanziamenti appositi di bilancio per investimenti;
5 – diminuzione della spesa corrente per parziale pagamento di stipendi statali superiori a L.7.000.000 annui con speciali buoni del Tesoro al 9% non commerciabili per due anni.

Tale fondo va destinato a finanziare un programma biennale di spesa per almeno 10.000 miliardi. 

Le riforme di struttura relative vanno rinviate a dopo che sia stata assicurata la disponibilità dei fabbricati, essendo ridicolo riformare le gestioni in assenza di validi strumenti (si ricordino i guasti della riforma sanitaria di alcuni anni or sono che si risolvette nella creazione di 36.000 nuovi posti di consigliere di amministrazione e nella correlativa lottizzazione partitica in luogo di creare altri posti letto).

 

Per quanto concerne la realizzabilità del piano edilizio in presenza della caotica legislazione esistente, sarà necessaria una legge che imponga alle Regioni programmi urgenti straordinari con termini brevissimi surrogabili dall’intervento diretto dello Stato; per quanto si riferisce in particolare all’edilizia abitativa, il ricorso al sistema dei comprensori obbligatori sul modello svedese ed al sistema francese dei mutui individuali agevolati sembra il metodo migliore per rilanciare questo settore che è da considerare il volano della ripresa economica;

 

b10) aumentare la redditività del risparmio postale elevando il tasso al 7%

 

b11) concedere incentivi prioritari ai settori:

I – turistico;
Il – trasporti marittimi
III – agricolo-specializzato (primizie-zootecnica);
IV – energetico convenzionale e futuribile Nucleare-geometrico-solare);
V – industria chimica fine e metalmeccanica specializzata di trasformazione; in modo da sollecitare investimenti in settori ad alto tasso di mano d’opera ed apportatori di valuta;

 

b12) sospendere tutte le licenze ed i relativi incentivi per impianti di raffinazione primaria del petrolio e di produzione siderurgica pesante.

 

Detti programmi possono essere resi esecutivi – occorrendo – con normativa d’urgenza (decreti legge).

a) Emergenza a breve termine.

Il programma urgente comprende, al pari degli altri, provvedimenti istituzionali (rivolti cioè a “registrare” le istituzioni) e provvedimenti di indole economico-sociale.

c) Pregiudiziale è che oggi ogni attività secondo quanto sub a) e b) trovi protagonista e gestore un Governo deciso ad essere non già autoritario bensì soltanto autorevole e deciso a fare rispettare le leggi esistenti.
Così è evidente che le forze dell’ordine possono essere mobilitate per ripulire il Paese dai teppisti ordinari e pseudo politici e dalle relative centrali direttive soltanto alla condizione che la Magistratura li processi e condanni rapidamente inviandoli in carceri ove scontino la pena senza fomentare nuove rivolte o condurre una vita comoda.
Sotto tale profilo, sembra necessario che alle forze di P.S. sia restituita la facoltà di interrogatorio d’urgenza degli arrestati in
presenza dei reati di eversione e tentata eversione dell’ordinamento, nonché di violenza e resistenza alle forze dell’ordine, di violazione della legge sull’ordine pubblico, di sequestro di persona, di rapina a mano annata e di violenza in generale.
d) Altro punto chiave è l’immediata costituzione di una agenzia per il coordinamento della stampa locale (da acquisire con operazioni successive nel tempo) e della TV via cavo da impiantare a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese.
E’ inoltre opportuno acquisire uno o due periodici da contrapporre a Panorama, Espresso, Europeo sulla formula viva “Settimanale”.
A MEDIO E LUNGO TERMINE

Nel presupposto dell’attuazione di un programma di emergenza a breve termine come sopra definito, rimane da tratteggiare per sommi capi un programma a medio e lungo termine con l’avvertenza che mentre per quanto riguarda i problemi istituzionali è possibile fin d’ora formulare ipotesi concrete, in materia di interventi economico-sociali, salvo per quel che attiene pochissimi grandi temi, è necessario rinviare nel tempo l’elencazione di problemi e relativi rimedi.

Provvedimenti economico sociali,


b1) Nuova legislazione antiurbanesimo subordinando il diritto di residenza alla dimostrazione di possedere un posto di lavoro ed un reddito sufficiente (per evitare che saltino le finanze dei grandi Comuni);


b2) nuova legislazione urbanistica favorendo le città satelliti e trasformando la scienza urbanistica da edilizia in scienza dei trasporti veloci suburbani;


b3) nuova legislazione sulla stampa in senso protettivo della dignità del cittadino (sul modello inglese) e stabilendo l’obbligo di pubblicare ogni anno i bilanci nonché le retribuzioni dei giornalisti;


b4) unificazione di tutti gli istituti ed enti previdenziali ed assistenziali in un unico ente di sicurezza sociale da gestire con formule di tipo assicurativo allo scopo di ridurre i costi attuali;


b5) disciplinare e moralizzare il settore pensionistico stabilendo:


1) Il divieto del pagamento di pensioni prima dei 60 anni salvo casi di riconosciuta inabilità;
2) il controllo rigido sulle pensioni di invalidità;
3) l’eliminazione del fenomeno del cumulo di più pensioni;


b6) dare attuazione agli articoli 39 e 40 della Costituzione regolando la vita dei sindacati e limitando il diritto di sciopero nel senso di:


1) introdurre l’obbligo di preavviso dopo avere esperito il concordato;
2) escludere i servizi pubblici essenziali (trasporti; dogane; ospedali e cliniche; imposte; pubbliche amministrazioni in genere) ovvero garantirne il corretto svolgimento;
3) limitare il diritto di sciopero alle causali economiche ed assicurare comunque la libertà di lavoro;


b7) nuova legislazione sulla partecipazione dei lavoratori alla proprietà azionaria delle imprese e sulla gestione (modello tedesco)


b8) nuova legislazione sull’assetto del territorio (ecologia, difesa del suolo, disciplina delle acque, rimboscamento, insediamenti umani);


b9) legislazione antimonopolio (modello USA);


b10) nuova legislazione bancaria (modello francese);


b11) riforma della scuola (selezione meritocratica – borse di studio ai non abbienti – scuole di Stato normale e politecnica sul modello francese);


b12) riforma ospedaliera e sanitaria sul modello tedesco


c) Stampa – Abolire tutte le provvidenze agevolative dirette a sanare i bilanci deficitari con onere del pubblico erario ed abolire il monopolio RAI – TV.

ORGANIGRAMMA

ECONOMIA E FINANZA


– Governatore Banca d’Italia
– Direttore Generale B.ca It.
– Presidente IRI (e finanziarie dipendenti)
– Dir. Gen. – “
– Presidente ENI (e finanziarie dipendenti)
– Dir. Gen. “
– Presidente e Dir. Gen. Enti di gestione PP.SS. (EGAM-EFIM- Cinema – Terme)
– Presidente Cassa Mezzog
– Dir. Gen. “
– Presidente IMI
– Dir. Gen. “
– Presidente Mediobanca
– Dir. Gen. “
– Presidente Mediocredito Centrale
– Dir. Gen. “
– Presidente ICIPU
– Dir. Gen. “
– Presidente INA
– Dir. Gen. “
– Presidente INPS
– Dir. Gen. “
– Presidente INAM
– Dir. Gen. “
– Presidente INADEL
– Dir. Gen. “


MAGISTRATURA


Primo Pres. Corte Cass.
Proc. Gener. “ “
Avv. Gerer. “ “
Pres. C.A. Roma
Proc. Gen. C.A. Milano
Pres. Trib. Torino
Proc. Repubbl. Venezia
Cons. Istrutt. Bologna
Firenze
Napoli
Bari
Catanzaro
Palermo


PUBBLICA AMMINISTRAZIONE


– Presidente Consiglio di Stato
– Presidente Corte dei Conti
– Procuratore Generale Corte dei Conti
– Ragioniere generale dello Stato
– Segretario Generale Ministero Affari Esteri
– Segretario Generale Programmazione
– Capo della Polizia
– Direttore Generale FF.SS
– Direttore Generale PP.TT
– Direttore Generale ANAS
– Direttore Generale Tesoro
– Direttore Generale II.DD.
– Direttore Generale II. Indiri.
– Direttore Generale UTE
– Direttore Generale fonti d’energia
– Direttore Generale produzione industriale
– Direttore Generale produzione industriale
– Direttore Generale valute
– Direttori Generali istruzione elementare
secondaria 1° grado
superiore
tecnica
professionale
universitaria


CORPI MILITARI


– Capo S.M. Difesa
– Capo S.M. Esercito
– Capo S.M. Marina
– Capo S.M. Aeronautica
– Com.te Arma CC.
– Capo S.M. Guardia Fin.
– Com ti Regioni Territoriali Eserc
– Com.ti Zone Aeree
– Com.ti Dipartim. Mil. Maritt.
– Com.te Guardie PS
– Com.te Guardie Forestali
– Com.te Guardie Carcerarie
– Com.te Sid.

FATTO ?

BENVENUTO SU KORALLION!

Un consiglio ..

Korallion è un sito da momenti calmi, realizzato per essere visualizzato sul pc o sul tablet, perchè la sua struttura complessa mal si adatta al cellulare e i suoi contenuti alla fretta.

Lo puoi navigare anche sul cellulare, ma non è il suo modo migliore.

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A presto ..