Il Parlamento italiano, nell’ordinamento della Repubblica Italiana, è l’organo costituzionale cui è attribuito l’esercizio della funzione legislativa.
Ha una struttura di tipo bicamerale, componendosi della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica ed è contemplato dal Titolo I della parte seconda della Costituzione;
nell’Italia monarchica si articolava, secondo quanto previsto dallo Statuto Albertino, in Camera dei deputati e Senato del Regno.
Nel quadro tracciato dallo Statuto Albertino il Parlamento del Regno di Sardegna si componeva della Camera dei deputati e del Senato Subalpino. La forma di governo dello Stato sabaudo si caratterizzava come una monarchia costituzionale pura, dal momento che la responsabilità politica del Governo era circoscritta ai soli rapporti con la corona, mentre la funzione legislativa era esercitata congiuntamente dalle camere e dal re, depositario del potere di sanzione. Le prerogative regie furono peraltro ridimensionate dalla prassi parlamentare, che segnò il passaggio ad una monarchia costituzionale di tipo dualista: il Governo, infatti, divenne politicamente responsabile anche nei confronti del Parlamento.
Dopo la proclamazione del Regno d’Italia, nel 1861, l’architettura istituzionale del Regno di Sardegna fu mantenuta nelle sue linee essenziali; il numero delle legislature della nuova Camera dei deputati del Regno d’Italia fu mantenuto e lo stesso Senato del Regno rappresentava il diretto successore del Senato Subalpino.
La crisi di fine secolo e la persistente conflittualità tra Camera dei deputati e governo indussero le componenti conservatrici a ergersi a difesa delle originarie prerogative della corona: tali prese di posizione furono sviluppate in un celebre articolo di Sidney Sonnino, Torniamo allo Statuto, pubblicato nel 1897.
La continuità, anche sotto il profilo formale, fu spezzata soltanto nel 1939, quando la Camera dei deputati fu sostituita dalla Camera dei fasci e delle corporazioni fino al 1943.
Nel periodo della transizione costituzionale la funzione legislativa fu esercitata da un’assemblea non elettiva, la Consulta nazionale (settembre 1945-giugno 1946), per essere poi ripresa dall’Assemblea costituente e, dopo l’entrata in vigore della Costituzione, dalle nuove Camere del parlamento repubblicano.
NELLA COSTITUZIONE
I SENATORI IN CARICA

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