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Dall’unità d’Italia al ventennio fascista
Il Ministero è presente sin dal Governo Cavour IV nel 1861, e si occupava anche degli affari del culto, ossia delle attività legate all’ambito religioso ed ecclesiastico. Nel 1904 venne poi istituto il Consiglio giudiziario – un organo collegiale consultivo presso i tribunali e le Corti d’appello – e far data dal 1932, durante il governo Mussolini, le attività ecclesiastiche e del culto passano al Ministero dell’Interno, più legato all’esecutivo, ove sono tuttora, e il ministero assunse la denominazione “di Grazia e Giustizia”. Nello stesso anno venne istituita anche la “Cassa delle ammende”.
Il secondo dopoguerra
Molte competenze sono variate con l’istituzione del Consiglio superiore della magistratura nel 1958, che ha sottratto al ministro tutti i poteri in relazione al reclutamento, nomina, trasferimento, promozioni, sanzioni disciplinari e dimissioni dei magistrati, tanto ordinari che onorari. Dal 1990, assume anche le competenze sulla polizia penitenziaria, con contestuale creazione del “Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria”.
Il cambio di denominazione nel 1999 e la riforma del 2006
Ha assunto l’attuale denominazione nel 1999 anticipando in parte l’entrata in vigore della Riforma Bassanini sull’organizzazione del Governo nonché la sentenza 18 maggio 2006, n. 200 della Corte costituzionale, con cui il potere di grazia è stato riservato al Presidente della Repubblica.
Nel quadro delle riforme sull’ordinamento giudiziario italiano, è stato promulgato il decreto legislativo 25 luglio 2006, n. 240, che introduce una disciplina dei rapporti tra i magistrati capi degli uffici giudiziari e i Dirigenti amministrativi degli stessi; nonché istituisce strutture decentrate sul territorio nazionale.
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I compiti del DAG riguardano:
la gestione amministrativa dell’attività giudiziaria in ambito civile e penale;
l’attività preliminare all’esercizio da parte del Ministro delle sue competenze in materia processuale;
il casellario giudiziale;
la cooperazione internazionale in materia civile e penale;
lo studio e proposta di interventi normativi nel settore di competenza.
(sito) Il dipartimento sovrintende all’organizzazione e al funzionamento dei servizi relativi alla giustizia, alla gestione amministrativa del personale e dei mezzi e strumenti (anche informativi) necessari e alle attività relative alle competenze del Ministro in ordine ai magistrati
Il compito del DAP è quello di provvedere a garantire l’ordine e la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari italiani, lo svolgimento dei compiti inerenti all’esecuzione della misura cautelare della custodia in carcere delle pene e delle misure di sicurezza detentive, delle misure alternative alla detenzione.
Provvede inoltre: all’attuazione della politica dell’ordine e della sicurezza degli istituti e servizi penitenziari e del trattamento dei detenuti e degli internati, nonché dei condannati ed internati ammessi a fruire delle misure alternative alla detenzione; al coordinamento tecnico operativo ed alla direzione e amministrazione del personale penitenziario, nonché al coordinamento tecnico-operativo del predetto personale e dei collaboratori esterni dell’amministrazione; alla direzione e gestione dei supporti tecnici, per le esigenze generali del Dipartimento medesimo
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Ente di assistenza per il personale dell'amministrazione penitenziaria - Ufficio del Capo dipartimento - Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria
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(sito) Sono qui pubblicate le schede delle Commissioni di studio, dei Tavoli tecnici e degli Osservatori con le proposte normative ed altri documenti scientifici che nel tempo hanno prodotto, lavorando presso l’Ufficio legislativo e il Gabinetto del ministro.
(sito) Il progetto RECOVER ha come finalità il miglioramento dell’applicazione del regolamento europeo 1805/2018 in tema di riconoscimento reciproco dei provvedimenti di congelamento e confisca, inteso come strumento fondamentale di cooperazione nella lotta alla criminalità organizzata ed economica.
(sito) Questa sezione informativa offre il quadro sull’implementazione in Italia della Convenzione dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) sulla lotta contro la corruzione dei pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche internazionali, firmata a Parigi il 17 dicembre 1997 e ratificata dall’Italia con la legge n. 300/2000, nonché sulle attività del Working Group on Bribery.
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(sito) Informazioni su indirizzi, telefoni, mail, orari e servizi cliccando sul segno visualizza dell’ufficio selezionato.
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(sito) Archinota è il sistema di ricerca che consente sia di individuare dove sono conservati gli atti notarili in caso di cessazione di attività da parte del notaio o di suo trasferimento in altro distretto a far data dal 1° gennaio 1980, sia di conoscere le coordinate di un notaio tuttora in esercizio.
Archivi notarili distrettuali
(sito) Gli archivi notarili distrettuali sono gli uffici operativi dell’Amministrazione ed hanno sede in ogni capoluogo di distretto notarile.
Biblioteca Centrale Giuridica
Istituita ancor prima dell’Unità d’Italia, la Biblioteca Centrale Giuridica (BCG) del Ministero della Giustizia documenta da oltre un secolo la produzione giuridica nazionale.
Grazie alla normativa sul deposito legale di cui è beneficiaria, costituisce una delle più importanti biblioteche di riferimento per gli operatori del diritto: non solo magistrati ed avvocati, ma anche enti pubblici, associazioni private e singoli cittadini possono rivolgersi ad essa per soddisfare qualsiasi esigenza di documentazione in ambito giuridico. È altresì la biblioteca di servizio per le attività istituzionali del Ministero e degli uffici giudiziari.
(sito) Questa sezione contiene informazioni utili per la richiesta dei principali certificati, civili e penali, e i recapiti degli uffici competenti.
Dal 1°gennaio 2012 i certificati sono necessari solo nei rapporti tra privati (art. 15 della legge 183/2011).
Nei rapporti con la pubblica amministrazione – ad esempio comuni, regioni, ministeri, scuole, agenzie delle entrate – e con i gestori di pubblici servizi – come le società che gestiscono i rifiuti, i trasporti o i servizi idrici – è obbligatorio presentare esclusivamente dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell’atto di notorietà (artt. 46 e 47 del d.p.r. 445/2000).
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