SITO ISTITUZIONALE
Il Partito Popolare Italiano (PPI) è stato un partito politico italiano di centro, fondato il 18 gennaio 1994 quale erede diretto della Democrazia Cristiana.
La sua esperienza, caratterizzata da un esplicito riferimento all’omonima formazione di Luigi Sturzo del 1919, si è conclusa agli inizi degli anni duemila confluendo nella Margherita. L’eredità è formalmente raccolta nell’Associazione Politica I Popolari, associazione creata per disposizione congressuale dell’ultimo Congresso Nazionale del PPI. A livello europeo aderiva al Partito Popolare Europeo, partito democristiano e conservatore, mentre in Italia faceva parte, dal 1995, della coalizione di centro-sinistra promossa da Romano Prodi.
Il 12 ottobre 1992 Mino Martinazzoli venne eletto segretario della Democrazia Cristiana, succedendo ad Arnaldo Forlani, mentre il partito si trovava in crisi di consensi, in seguito agli scandali di Tangentopoli che videro coinvolti diversi suoi dirigenti nazionali; in un momento in cui si doveva fronteggiare anche la crescita della Lega Nord e una situazione storica internazionale che vedeva il termine del peso dell’influenza sovietica e un mutevole quadro di molte formazioni politiche nazionali.
La linea programmatica di Martinazzoli si palesò all’assemblea programmatica costituente, svoltasi a Roma tra il 23 il 26 luglio 1993: secondo Martinazzoli, il partito aveva necessità di cambiare profondamente, pur senza rinnegare le sue radici ideali e storiche, trasformandosi da un “partito delle tessere” a un “partito di programma”, fondato sul valore cristiano della solidarietà; e dettò la linea per una “fase costituente”, per fare emergere ciò che definì, volendo tracciare una cesura con il passato recente, “terza fase storica della tradizione cattolico-democratica”. Si ebbe un azzeramento del tesseramento e una nuova campagna di adesioni, applicando criteri di accettazione più restrittivi.
La nuova linea politica della segreteria, per fondare un nuovo partito d’ispirazione cristiana e popolare, venne accettata all’unanimità dall’assemblea DC, trovando la contrarietà solo di Ermanno Gorrieri, che volle poi creare una nuova formazione politica, i Cristiano Sociali. Mariotto Segni era invece convinto dell’impossibilità di cambiare dall’interno la Democrazia Cristiana e si era precedentemente dimesso dal partito, creò i Popolari per la Riforma e aderì poi ad Alleanza Democratica. Nella nuova situazione politica, i partiti hanno di fronte una nuova legge elettorale, la Legge Mattarella, nata in seguito a un’iniziativa referendaria, che ebbe anche il sostegno della DC.
La nuova legge rappresenta un cambiamento dal sistema proporzionale al maggioritario, il quale, teoricamente, avrebbe potuto creare le condizioni per un bipolarismo e quindi la necessità di scelta di uno schieramento fra due contrapposti. Volendo seguire le nuove possibili logiche bipolari dettate dalle nuove normative, alcuni esponenti della DC, capeggiati da Clemente Mastella e Pier Ferdinando Casini, insoddisfatti dalle mancate e chiare scelte di schieramento, temendo anzi una scelta favorevole a un fronte di centro-sinistra, decisero di uscire dal partito, supportando la nuova alleanza politica che veniva proposta da Silvio Berlusconi, e fondarono un nuovo partito chiamato Centro Cristiano Democratico (CCD).
Quando il Partito Popolare fu fondato il 18 gennaio 1994, tutti i deputati e i senatori della DC vi aderirono, con l’esclusione di 22 deputati che scelsero di partecipare alla fondazione del CCD. Alla separazione seguì un accordo per la cessione del 15% del patrimonio…






