SITO ISTITUZIONALE
Il Partito Socialista Unitario (PSU) fu un partito politico italiano di orientamento socialista democratico e gradualista fondato nel 1922.
Nel 1925 assunse il nome di Partito Socialista dei Lavoratori Italiani (PSLI), venendo ridenominato Partito Socialista Unitario dei Lavoratori Italiani (PSULI) nel 1927.
La sera del 3 ottobre 1922, pochi giorni prima della Marcia su Roma di Mussolini (27-31 ottobre 1922), il XIX Congresso del Partito Socialista Italiano espulse i gradualisti di Filippo Turati dal partito, con l’accusa di aver violato il divieto di collaborazione con i partiti borghesi, in quanto Turati si era presentato alle consultazioni del re per la costituzione del nuovo governo, che videro il fallimento di un nuovo ministero Giolitti e il nuovo incarico al sen. Luigi Facta.
La mozione massimalista di Giacinto Menotti Serrati e Fabrizio Maffi prevalse di stretta misura, per 32.106 voti contro 29.119[3]. Rassegnato, Turati così espresse il rammarico degli esponenti della mozione gradualista: «Noi ci separiamo da voi: o, forse più esattamente (non vi sembri una sottigliezza), voi vi separate da noi. Comunque ci separiamo. Accettiamo l’esito della votazione.» Terminò con queste parole: «Accomiatiamoci al grido augurale di “Viva il socialismo!”, auspicando che questo grido possa un giorno – se sapremo esser saggi – riunirci ancora una volta in un’opera comune di dovere, di sacrificio, di vittoria!»
Il 4 ottobre 1922 Turati diede quindi vita insieme a Giacomo Matteotti, Giuseppe Emanuele Modigliani e Claudio Treves al Partito Socialista Unitario, di cui Matteotti fu nominato Segretario[5]. Treves assunse la direzione del quotidiano La Giustizia, la cui sede venne trasferita da Reggio Emilia a Milano e divenne l’organo ufficiale del nuovo partito. Nelle file del PSU confluirono inoltre i due terzi del gruppo parlamentare socialista…






