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La Federazione dei Verdi (spesso indicata semplicemente come I Verdi) è stato un partito politico italiano di ispirazione ambientalista, progressista e pacifista, appartenente e fondatore del Partito Verde Europeo.
Fondato agli inizi degli anni 1990, ha concluso la sua attività trentennale il 10 luglio 2021, confluendo nel nuovo soggetto ecologista Europa Verde.
Le prime formazioni ambientaliste fanno la loro comparsa alle elezioni regionali del 1985, in cui, pur prive di organizzazione comune, si presentano in 11 regioni con lo stesso simbolo del “Sole che ride” e la denominazione di “Lista Verde”. Questo progetto sfocia, l’anno seguente, nel raggruppamento di tali movimenti ambientalisti ed ecologisti in un unico soggetto politico, che vede la nascita il 16 novembre 1986 a Finale Ligure, noto come Federazione delle Liste Verdi.[13]
Qui per la prima volta si uniscono diversi apporti in un’unica formazione, con uno statuto comune, un regolamento e degli organi esecutivi. Viene ufficializzato il simbolo del Sole che ride. Questo simbolo era stato creato dal movimento anti-nucleare danese, il Partito Radicale ne aveva acquistato i diritti per l’Italia nel 1977,[14] e ne aveva concesso l’uso ai Verdi.[15][16]
I Verdi si presentano per la prima volta ad una competizione politica nazionale in occasione delle elezioni politiche del 1987, ottenendo il 2,5% alla Camera (dove eleggono 13 deputati) e il 2% al Senato (dove eleggono 1 senatore).[17][18] Il primo capogruppo dei Verdi alla Camera diventa Gianni Mattioli, leader delle battaglie antinucleariste.
I Verdi cominciano a radicarsi sul territorio, a svolgere la loro azione parlamentare e si ripresentano agli elettori in occasione delle elezioni europee del 1989, come “Lista Verde – Verdi Europa”: il risultato è in ascesa, la federazione ottiene il 3,8% eleggendo tre europarlamentari (Alexander Langer, Gianfranco Amendola ed Enrico Falqui)…






