La Bielorussia (in bielorusso Беларусь?, Bielaruś; in russo Беларусь?, Belarus’), formalmente Repubblica di Bielorussia (in bielorusso Рэспубліка Беларусь?, Respublika Bélaruś; in russo Республика Беларусь?, Respublika Belarus’), in passato chiamata anche Russia Bianca[5], è uno Stato che si trova nell’Europa orientale.
La Bielorussia è una repubblica presidenziale, con presidente Aljaksandr Lukašėnka, che governa il Paese ininterrottamente dal 1994.
È l’unico Paese in Europa nel quale è ancora in vigore la pena di morte.
Nel 1941 la Bielorussia viene occupata dalle truppe tedesche, che iniziano l’invasione da Brėst, dove le milizie sovietiche resistono a lungo valorosamente, nonostante l’inferiorità numerica. Nel 1943 le autorità tedesche, per migliorare l’assoggettamento del territorio bielorusso, istituiscono uno stato fantoccio filofascista, denominato Consiglio Centrale Bielorusso, che viene inserito nel Reichskommissariat Ostland. In questo contesto nasce il movimento di lotta partigiana, che coinvolge più di 400 000 cittadini. A luglio del 1944, insieme ai partigiani bielorussi, le truppe sovietiche scacciano definitivamente i nazisti e l’intera Bielorussia viene liberata e riannessa all’URSS. Durante il conflitto vengono rase al suolo dai nazisti tutte le città di media grandezza, un numero considerevole di villaggi rurali viene bruciato insieme agli abitanti; muore un terzo della popolazione e tutte le industrie vengono distrutte. Minsk, la capitale, viene distrutta per la diciottesima volta in meno di mille anni.
Nel 1986, a causa dell’incidente alla centrale nucleare di Černobyl’, le regioni (voblasci) di Homel’, Mahilëŭ e parte di quelle di Brėst, Minsk e Hrodna vengono contaminate dalle radiazioni.
La Bielorussia si proclama indipendente dall’URSS il 27 luglio 1990 e l’indipendenza viene riconosciuta il 25 agosto 1991. La Bielorussia è uno degli stati membri fondatori della CSI, la cui sede amministrativa si trova tuttora a Minsk, adesione ratificata il 10 dicembre 1991. Il 15 marzo 1994 viene approvata la nuova costituzione. Il 10 luglio 1994 Aljaksandr Lukašėnka viene eletto primo presidente della repubblica. Lukašėnka rifiuta le indicazioni del Fondo Monetario Internazionale e mantiene gran parte degli apparati pubblici esistenti, differenziando la politica economica bielorussa da quella adottata da quasi la totalità delle ex repubbliche sovietiche. La Bielorussia è l’unica repubblica ex-sovietica ad avere il servizio segreto denominato ancora KGB.
Nel 1996 viene fondata l’Unione Russia-Bielorussia, entità sovranazionale che riavvicina i due Paesi.
Nel 2011, a seguito di una grave crisi economica attribuita al controllo centralizzato dell’economia attuato dal presidente Aljaksandr Lukašėnka,[10] il tasso di inflazione raggiunge il 108,7%, dando impulso al mercato nero delle valute.[11] Nello stesso anno la capitale Minsk viene colpita da un attentato che provoca 15 morti e 204 feriti.[12][13]
La legittimità delle elezioni presidenziali del 2020, che hanno visto la rielezione di Lukašėnka, è stata contestata dalle opposizioni; la violenta repressione delle manifestazioni ha generato un progressivo espandersi delle proteste di piazza[14] che sono culminate nel mese di novembre[15] (rivoluzione delle ciabatte). L’Unione Europea ha condannato la repressione ed elevato sanzioni contro il governo bielorusso[16].
Nell’autunno del 2021 il governo bielorusso ha usato la pressione migratoria come arma contro l’Unione Europea, spingendo contro il proprio confine con la Polonia un gran numero di profughi di origine mediorientale[17].
Durante l’aggressione russa all’Ucraina iniziata a febbraio del 2022 la Bielorussia ha offerto pieno sostegno alle forze armate russe, permettendo loro di usare il territorio bielorusso per sferrare l’attacco…














