L’Arabia Saudita[6] (in arabo السعودية?, al-Saʿūdiyya o al-Suʿūdiyya), ufficialmente Regno dell’Arabia Saudita (in arabo ٱلْمَمْلَكَة ٱلْعَرَبِيَّة ٱلسَّعُوْدِيَّة?, al-Mamlakaẗ al-ʿArabiyyaẗ al-Saʿūdiyyaẗ),[7] è il più grande Stato arabo dell’Asia occidentale per superficie (circa 2,15 milioni di km², che costituiscono la maggior parte della Penisola arabica) e il più grande del mondo arabo dopo l’Algeria. La popolazione ammonta a circa 36 milioni di abitanti e il Paese si pone al terzo posto a livello mondiale per numero di immigrati ricevuti sul proprio territorio (2020)
L’Arabia Saudita è il secondo Stato al mondo per riserve di petrolio, subito dopo il Venezuela, dato aggiornato al 2019.[9] Ha inoltre la sesta più grande riserva di gas naturale al mondo. Il petrolio rappresenta più del 95% delle esportazioni e il 70% delle entrate del governo, anche se la quota di economia non petrolifera è andata recentemente in crescendo. Questo ha facilitato la trasformazione di un regno desertico sottosviluppato in una delle nazioni più ricche del mondo. Vasti proventi del petrolio hanno permesso una rapida modernizzazione, come ad esempio la creazione di uno Stato sociale.[10] Ciononostante, la condizione del rispetto dei diritti umani nel Paese rimane estremamente critica, facendo sì che l’Arabia Saudita sia regolarmente classificata come uno dei peggiori stati nella classifica risultante dal sondaggio annuale sui diritti umani e le libertà civili redatto da Freedom House.[11] L’Arabia Saudita è inoltre uno dei due soli Stati sovrani, insieme alla Città del Vaticano, a non avere un parlamento.
I lavoratori stranieri in Arabia Saudita sono impiegati soprattutto nell’industria petrolifera. La comunità più numerosa è quella dei filippini, con circa un milione di persone. La manodopera proveniente da Bangladesh, India e Pakistan si attestano complessivamente tra 1 a 1,5 milioni di persone. Egiziani e sudanesi ammontano a circa 900 000 persone, indonesiani a circa 500 000.
La monarchia ha recentemente lanciato una nuova campagna per favorire l’impiego dei giovani sauditi nel settore privato, al fine di ridurre il numero di lavoratori stranieri nel paese.[33]
In Arabia Saudita le principali aziende di costruzione contraenti sono poco entusiaste di inviare le loro squadre per realizzare progetti per la ricostruzione della Striscia di Gaza. Le società non saranno in grado di realizzare un grande profitto dal progetto di ricostruzione, mentre il re saudita ʿAbd Allāh aveva promesso 1 miliardo di dollari in aiuti ai palestinesi. I timori delle società saudite ruotano attorno alla questione della sicurezza nella Striscia.

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