Lo Scandalo Forteto è relativo a casi di molestie sessuali e pedofilia accaduti all’interno del Forteto, una comunità fondata da Rodolfo Fiesoli[1] e Luigi Goffredi nel 1977.[2] Secondo quanto emerso dalle vicende giudiziarie e da tre commissioni di inchiesta regionale e nazionale, all’interno della struttura si commisero abusi psicologici e sessuali nei confronti di minori e disabili che erano stati dati in affidamento dal Tribunale dei minori alla comunità. La comunità è operante nel comune di Vicchio, nella città metropolitana di Firenze, e nel 2018 la cooperativa che ne gestiva le attività produttive è stata commissariata dal governo italiano.
La comunità
Rodolfo Fiesoli e Luigi Goffredi
«Sono gli anni delle comuni, degli ideali e dell’utopia. Io ci andai per accompagnarci una fidanzatina, rimasi affascinato da quest’uomo carismatico che sembrava aver realizzato i nostri sogni di comunitarismo, solidarietà, di cattolicesimo sociale e democratico. Rodolfo era affascinante, citava il Vangelo tutte le sere, riusciva a rubarti l’anima, ci ha convinti di vivere un’esperienza unica, invece eravamo tenuti schiavi[5]»
(Sergio Pietracito, presidente del Comitato Vittime del Forteto)
Nel 1977 Rodolfo Fiesoli (Prato, 1941) e Luigi Goffredi (Porretta Terme, 1952-2020) fondarono una comunità composta da 33 membri presso Farneto e, poco dopo, il 4 ottobre si spostano a Barberino di Mugello prendendo il definitivo nome di Forteto; successivamente la sede si trasferì definitivamente a Vicchio, dopo l’acquisizione di una fattoria di 500 ettari, divenendo una cooperativa agricola.[6] Concetto cardine della comunità è «la famiglia funzionale».[7] I minori accolti nella comunità erano «solo nominalmente affidati dal tribunale dei minori a una coppia che è tale solo sulla carta»; nel caso in cui arrivassero dei fratelli, «venivano subito divisi e i loro rapporti disapprovati». Si usava la tecnica della messinscena: «Quando venivano gli assistenti sociali bisognava fare finta che tutto fosse perfetto, si andava negli appartamenti dove c’erano le foto di noi insieme con la coppia affidataria, tutti felici», racconta uno dei testimoni….

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