SITO ISTITUZIONALE
Insieme per il futuro (Ipf) è stato un gruppo parlamentare costituitosi nei mesi conclusivi della XVIII legislatura della Repubblica Italiana.
Il gruppo nasce da una scissione del Movimento 5 Stelle (M5S) per iniziativa di Luigi Di Maio, ministro degli affari esteri nel governo Draghi, a seguito di un lungo periodo di divergenze col presidente del M5S Giuseppe Conte, a cui aderiscono i parlamentari più vicini a Di Maio. Con 61 parlamentari inizialmente coinvolti, è stata la scissione numericamente più consistente della storia del Parlamento italiano.
Nel corso del 2022 sono cresciute tensioni all’interno del Movimento 5 Stelle, tra il presidente del M5S, Giuseppe Conte, e l’ex capo politico del M5S, Luigi Di Maio. I due si sono scontrati più volte, in primis riguardo le politiche promosse dal governo di Mario Draghi, in cui Di Maio era ministro degli esteri, ma anche in merito all’elezione del Presidente della Repubblica di quell’anno: inizialmente Conte sostenne la candidatura di Elisabetta Belloni, incontrando l’opposizione e le critiche di Di Maio per il modo in cui aveva gestito le trattative.[9][10]
Agli inizi di giugno 2022 Conte è diventato particolarmente critico nei confronti dell’approccio del governo di Draghi all’invasione russa dell’Ucraina e in particolare al dispiegamento degli aiuti militari al governo ucraino; Di Maio ha etichettato la leadership del nuovo partito come “immatura”[11] e “debole” sulla questione dell’atlantismo. Conte e i suoi alleati annunciarono di valutare l’espulsione di Di Maio dal M5S.[12]
Scissione e nascita
Il 21 giugno 2022 Luigi Di Maio, insieme a diversi deputati e senatori o alla loro seconda legislatura o vicini a Di Maio stesso, abbandonano il M5S e lanciano “Insieme per il futuro” (Ipf), costituendo il giorno stesso il gruppo parlamentare alla Camera, formato da 51 deputati eletti col Movimento 5 Stelle,[13] mentre il giorno successivo 10 senatori confluiscono nella componente dei non iscritti del gruppo misto.[14][15] Alla scissione partecipano anche le europarlamentare Chiara Maria Gemma e Daniela Rondinelli.[16] Tra gli aderenti si notano figure note del M5S e membri del governo Draghi, quali la viceministra dell’economia e delle finanze Laura Castelli, i sottosegretari di Stato Manlio Di Stefano, Anna Macina, Dalila Nesci e Pierpaolo Sileri, i presidenti delle commissioni parlamentari alla Camera Gianluca Rizzo, Vittoria Casa, Filippo Gallinella e Sergio Battelli, il questore ed ex capogruppo M5S alla Camera Francesco D’Uva, l’ex ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora, l’ex ministra dell’istruzione Lucia Azzolina.[13][14][17]
Alla base della rottura vi sarebbe, secondo Di Maio, la linea tenuta da Conte sulla crisi in Ucraina e sull’appoggio all’esecutivo, ritenuta ambigua e anti-atlantica…






