Il Governo La Marmora I è stato il dodicesimo esecutivo del Regno di Sardegna, il primo guidato da Alfonso La Marmora.
Esso, nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, è stato in carica dal 19 luglio 1859 al 21 gennaio 1860 (sebbene già dimissionario dal precedente 16 gennaio), per un totale di 186 giorni, ovvero 6 mesi e 2 giorni.
1859
19 luglio – Il governo giura dinnanzi al Re.
10 novembre – Viene firmata la Pace di Zurigo, che formalizza l’Armistizio di Villafranca.
13 novembre – Al fine di riformare in modo organico l’intero ordinamento scolastico, dall’amministrazione all’articolazione per ordini e gradi e alle materie di insegnamento, (confermando così la volontà dello Stato di intervenire in materia, sul modello di quanto fatto dopo la rivoluzione francese nel paese d’oltralpe, sebbene a fianco ed in progressiva sostituzione della Chiesa cattolica, che da secoli era l’unica ad occuparsi dell’istruzione), viene emanata la Legge Casati, che introduce l’obbligo scolastico nel Regno e che sarà poi estesa a tutta la penisola con l’unificazione.
20 novembre – Viene ripromulgato, su proposta del ministro Urbano Rattazzi e a causa dell’aggiunta dei nuovi territori, il Codice penale già vigente nel Regno di Sardegna dal 1839.
1860
gennaio – Essendo sorto un conflitto tra Camillo Benso, conte di Cavour (esterno all’esecutivo) ed il ministro Urbano Rattazzi sulla cessione della Savoia alla Francia, come previsto dall’Alleanza sardo-francese firmata il 26 gennaio 1859, la stampa reclama con insistenza il ritorno del Conte al governo.
16 gennaio – Pressato dalla crisi, il Presidente del Consiglio rassegna le dimissioni dinnanzi al Re, il quale conferì a Cavour l’incarico di formare un nuovo governo.
21 gennaio – Con il giuramento del nuovo esecutivo termina ufficialmente l’esperienza di governo.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
I MINISTRI

TENERE D'OCCHIO
PER APPROFONDIRE



