Un ordine è una istituzione, generalmente onorifica, per mezzo della quale un governo, una dinastia, un ente, un'associazione, o un ordine religioso insignisce uno o più individui. L'ordine onorifico seleziona i suoi membri mediante l'assegnazione di onorificenze di diverso grado.
Quasi tutti gli stati hanno qualche forma di ordine o di decorazioni di merito;
Gli ordini moderni e le relative decorazioni traggono le loro origini dall'ordine cavalleresco medievale. Dall'epoca del Rinascimento in avanti, la maggior parte dei monarchi europei riattualizzò gli estinti o antichi ordini cavallereschi, ammodernandoli, o ne creò di nuovi e propri, per ricompensare sia i sudditi civili sia i funzionari militari. Alcuni dei più alti onori dell'Europa moderna, come l'Ordine del Toson d'Oro, l'Ordine dell'Elefante, l'Ordine della Giarrettiera e l'Ordine del Cardo, sorsero in quel periodo. Nacque la distinzione tra ordini dinastici, che appartenevano al patrimonio araldico di una dinastia, e ordini statali, che venivano conferiti dal sovrano ma appartenevano allo Stato.
Tali ordini rimasero fuori dalla portata del grande pubblico fino al diciannovesimo secolo.Nel 1802 Napoleone Bonaparte creò la Legion d'onore (Légion d'honneur), la più insigne onorificenza francese, della quale chiunque può essere insignito, senza distinzione di condizione sociale, o per il valore in guerra o per venti anni di onorato servizio.
Gli ordini moderni sono solitamente aperti a tutti i cittadini di uno Stato, senza distinzioni di condizione sociale, sesso, etnia o religione (anche se alcuni paesi richiedono ai loro cittadini di raggiungere una determinata età prima di diventare insignibili). In genere è richiesta la cittadinanza dello Stato emittente, ma non in tutti i casi.Le nomine vengono designate da privati cittadini o dai funzionari del governo, a seconda dello Stato. Una volta che è stato assegnato, il titolo può essere revocato se l'individuo muore, commette crimini, o rinuncia alla cittadinanza.In casi rari i soggetti insigniti hanno rifiutato l'attribuzione del titolo.
Questi ordini sono divisi di solito in cinque classi, ciascuna dotata di una medaglia (di solito smaltata) retta da un nastro, ed una fascia per la prima classe, da portare intorno al collo o sulla parte sinistra del petto per le classi inferiori (le dame possono portare la medaglia su un fiocco sulla spalla sinistra). Le prime due classi inoltre portano una stella (o 'piastra ') sul petto. In casi particolari l'insignito della prima classe può portare il distintivo su un collare, cioè una elaborata catena da indossare intorno al collo. I militari insigniti possono avere aggiunte spade incrociate all'insegna.
Un gruppo di pressione (in inglese lobby[1], in Italiano lobbismo) è un gruppo organizzato di persone o di aziende[2] che cerca di influenzare con varie strategie dall'esterno le istituzioni per favorire particolari interessi, la cui influenza può far leva su elementi immateriali, come il prestigio di cui il gruppo gode, o su elementi materiali, come il denaro di cui dispone[3].
In genere vi sono ditte professioniste specializzate nell'offrire servizi di lobbismo, che possono svolgersi con diverse modalità, non sempre trasparenti o legali (ad esempio la corruzione, il traffico di influenze illecite) soprattutto negli Stati dove non vi è nessuna regolamentazione specifica, che vanno da contatti diretti con personale istituzionale a campagne propagandistiche attraverso i media, all'organizzazione di congressi scientifici, ecc. .
Il termine inglese lobby significa propriamente «loggia» (nel senso di «tribuna [parlamentare riservata al pubblico]»).[4] La modalità di azione con cui esso si inserisce, esercitando la propria pressione sul sistema politico, viene denominata lobbying (o lobbismo).Il gruppo di interesse si attiva in modo da esercitare influenza sulle decisioni dei decisori pubblici, siano essi i rappresentanti del potere legislativo, dell'esecutivo, delle Authority e degli enti di controllo o della funzione di implementazione realizzata dalla pubblica amministrazione.I
l termine lobby viene usato anche per indicare gruppi e organizzazioni legati tra loro dalla volontà di esercitare l'influenza a favore dell'interesse particolare presso le istituzioni legislative, politiche ed amministrative chiamate ad individuare l'interesse generale e a legiferare in merito ad esso. In Europa questo processo si verifica presso la Commissione che ha sede a Bruxelles, e in misura minore presso il Parlamento, che ha sede a Strasburgo; negli USA la pressione si esercita sul Congresso di Washington, ma anche sui vertici dell'esecutivo, guidato dal Presidente degli Stati Uniti.
Una consorteria è un'aggregazione sociale tra individui o gruppi di individui, uniti da un interesse comune, che mirano a favorire gli interessi di coloro che fanno parte del gruppo. I membri di una consorteria spesso ostacolano o impediscono la realizzazione degli interessi di coloro che non fanno parte del gruppo o non hanno influenza su di esso dall'esterno. L'interesse comune o l'obiettivo di una consorteria, spesso mira a promuovere le opinioni o gli interessi privati in una chiesa, in uno Stato o in un'altra comunità.
Nella storia ha avuto vari significati. Il nome proviene da un istituto giuridico medievale, il consortile o consorteria, che univa vari rami di un'unica famiglia nobile.I
l fenomeno della consorteria è antico quanto la società stessa. Lo spirito della consorteria è sempre pronto a esercitare la propria forza e a difendersi da aggressioni esterne con tutti i mezzi possibili, arrivando a sacrificare interessi contrari ai propri, tra i quali gli interessi pubblici, pur di veder realizzati i propri obiettivi, come ad esempio il donare una carica pubblica ad un membro del gruppo, o agevolare gli interessi di una particolare persona o istituzione, e viceversa ostacolarli per il bene privato del gruppo. Le consorterie sacrificano il bene comune, la verità, la produttività, e la giustizia, per preservare l'onore, i vantaggi e la posizione di potere del gruppo.
Le consorterie possono nascere in qualsiasi ambito, che sia politico, religioso o scientifico. Volendo fare un paragone, in politica una consorteria è ciò che una setta è in una religione.I
l termine "consorteria" venne ripreso per designare, specialmente dagli avversari politici, gli esponenti della destra storica, in prevalenza provenienti dalla Toscana, soprattutto quando, dopo l'avvento della sinistra nel 1876, continuarono ad operare come gruppo compatto d'opinione, all'interno del Parlamento e nella società civile.Gli esponenti della sinistra rimproveravano ai moderati la loro scarsa apertura alle istanze di novità e l'atteggiamento eccessivamente timido in politica estera.
L'esponente di spicco fu il barone Bettino Ricasoli e la sua influenza, anche a livello elettorale, fu grande nei collegi dell'Italia centrale. Alla consorteria aderivano anche i cattolici transigenti che, pur dichiarandosi credenti, non seguivano la linea del non expedit dei cattolici intransigenti, che erano cresciuti di numero dopo i pronunciamenti papali del 1874....
Una camarilla (pronuncia: camariglia) è un gruppo di persone che hanno influenza su esponenti politici e che la usano per scopi di vantaggio personale.
Per molti aspetti si tratta di un concetto assimilabile a quello di lobby, sebbene se ne distingua per la prevalenza di un fattore comune più prettamente politico, che lega fra loro gli aderenti, anziché economico.I
l termine deriva dalla lingua spagnola, in cui indica una piccola camera ed è duplicemente usato sia nell'accezione di piccolo parlamento sia per indicare il vano adibito a studiolo di un re (in questo senso, a indicarne la frequentazione); si diffuse in Italia per riferirsi ai molti interessati ad orientare le sorti del Regno delle Due Sicilie.Tuttora è usato per indicare supposti informali raggruppamenti di occulta influenza politica...
Il titolo è in onomastica un appellativo riferito ad un individuo in base al ruolo che ricopre, alla carica che esercita, al titolo nobiliare che detiene o per altri meriti.
Nell'uso tradizionale della lingua italiana l'uso del termine faccendiere e quello di lobbista si sovrapponevano e venivano considerati sinonimi[2][3].
Ciò è però improprio poiché, a differenza del faccendiere, il lobbista rappresenta in modo esplicito un gruppo di interessi leciti (come, ad esempio, quelli di un settore produttivo), si muove nell'ambito della legalità e la sua attività è spesso regolamentata in modo ufficiale
Presso il parlamento europeo, ad esempio, la figura del lobbista è ufficialmente riconosciuta, ed esiste presso la Commissione Europea il Registro per la trasparenza, pubblicamente consultabile su Internet, in cui figurano tutti i lobbisti ufficialmente accreditati...
Un cavaliere, durante il Medioevo, era un uomo insignito del cavalierato, da parte di un monarca, vescovo o altro capo politico o religioso, al servizio del monarca o della chiesa cristiana, specialmente in campo militare.[1][2] Storicamente, in Europa, il cavalierato era conferito a guerrieri a cavallo.
Oggi continuano ad esistere un certo numero di ordini di cavalieri nelle chiese cristiane, e in diversi paesi cristiani e loro precedenti territori, come i cattolici Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e Sovrano militare ordine di Malta, il protestante Ordine di San Giovanni, l'inglese Ordine della Giarrettiera, lo svedese Ordine dei Serafini e l'Ordine reale norvegese di Sant'Olav. Ciascuno di questi ordini ha i propri criteri di ammissibilità, ma il cavalierato è generalmente concesso da un capo di Stato, monarca o prelato a persone selezionate, per riconoscere qualche risultato meritorio, come nelle Onorificenze britanniche, spesso per il servizio prestato alla Chiesa o al Paese. L'equivalente femminile moderno nel Regno Unito è Dame...
Un faccendiere è un soggetto che compie affari, traffici, condotte o manovre — all'occorrenza nascoste e, spesso, illegali[1].
Originariamente il termine indicava un mercante, un generico affarista o amministratore, ma ha poi assunto anche una connotazione negativa, seppure non esclusiva.[1]
In particolare il moderno linguaggio giornalistico utilizza questo termine per indicare una persona che compie affari ad alto livello, per lo più illeciti, con la pubblica amministrazione o sui mercati finanziari, per conto di uno o più imprenditori o a vantaggio di un gruppo di pressione.
Fra le attività di un faccendiere possono rientrare la corruzione, l'insider trading, l'aggiotaggio.
Quello di commendatore è uno dei gradi onorifici nei quali possono essere suddivisi gli ordini cavallereschi di merito.Il termine deriva dall'uso, negli antichi ordini religiosi militari, di attribuire ad alcuni membri le rendite e i benefici di una commenda. I commendatori portano l'insegna dell'ordine sospesa al collo, appesa a un nastro con i colori dell'ordine.
In Italia, il titolo di Commendatore ha di norma un solo grado ed è stato utilizzato come onorificenza di terzo grado nella maggior parte degli ordini degli stati preunitari della Penisola, entrando in uso in maniera decisiva negli ordini cavallereschi del Regno d'Italia ed anche in quelli della Repubblica....
Eccellenza è un trattamento di antica origine, adottato dalle consuetudini e convenzioni protocollari in campo amministrativo, giudiziario, politico-militare, religioso e nobiliare di numerosi paesi.Esso è utilizzato in presenza delle cariche cui è rivolto con l'espressione "vostra eccellenza", "sua eccellenza", le "loro eccellenze" e, per gli stranieri e in ambiente diplomatico, "Votre Excellence / Your Excellency". Il trattamento, nelle comunicazioni scritte, viene normalmente abbreviato con "V.E." o "S.E." o "Y.E.".[1] La variante ecclesiastica "sua eccellenza reverendissima" è riservata a vescovi e arcivescovi.Nel cerimoniale diplomatico, si riserva tale trattamento agli ambasciatori residenti e consoli di carriera o onorari. L'appellativo è anche utilizzato, nelle cerimonie ufficiali, per rivolgersi ad un capo di Stato o ad un ministro.[2][3]Nella tradizione nobiliare, il trattamento di eccellenza veniva riconosciuto dal sommo pontefice e dai sovrani ai capi delle più importanti casate, talora ad alcune consorti, al principe assistente al Soglio pontificio e a numerosi altri componenti della corte pontificia.Nella Chiesa cattolica, il trattamento di eccellenza è inoltre riservato ai vescovi ed arcivescovi, eccezione fatta per i cardinali, i quali hanno diritto al trattamento di eminenza. Va precisato che tali trattamenti vanno accompagnati dall'aggettivo "reverendissima".Il trattamento in Italia è ancora utilizzato per i prefetti in sede; inoltre, è tradizione riservare tale trattamento al primo presidente e al procuratore generale della Cassazione, ai presidenti delle Corti di Appello e ai procuratori generali.L'assegnazione del trattamento venne disciplinata dal R.D. 16 dicembre 1927, n. 2210: l'art. 4 del decreto statuiva infatti che i personaggi compresi nelle prime quattro categorie dell'ordine delle precedenze.Nel 1996 uno scritto del ministro dell'Interno di allora, Giorgio Napolitano, impartì al riguardo disposizioni precise concernenti però solo la stesura di proprie lettere: l'uso di S.E. non poteva essere rivolto a giudici e prefetti.[5]Correttamente, possono essere appellati "eccellenza" gli ambasciatori titolari di ambasciate, i vescovi, e i sommi gradi dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e del Sovrano Militare Ordine di Malta.
Il titolo di Grande Ufficiale (o Commendatore con Placca) è una classe onorifica di alto rango in uso in molti ordinamenti.Esso, nella scala delle benemerenze degli ordini cavallereschi e di merito, è superiore a quello di commendatore ed è inferiore all'onorificenza di cavaliere di gran croce.
Questi ordini sono divisi di solito in cinque classi, ciascuna dotata di una medaglia (di solito smaltata) retta da un nastro, ed una fascia per la prima classe, da portare intorno al collo o sulla parte sinistra del petto per le classi inferiori (le dame possono portare la medaglia su un fiocco sulla spalla sinistra).
Le prime due classi inoltre portano una stella (o 'piastra ') sul petto. In casi particolari l'insignito della prima classe può portare il distintivo su un collare, cioè una elaborata catena da indossare intorno al collo. I militari insigniti possono avere aggiunte spade incrociate all'insegna.
Nei paesi comunisti gli ordini di merito avevano di solito tre gradi, con soltanto una medaglia portata con o senza nastro sulla spalla. Un esempio di ordine comunista era l'Ordine di Lenin (URSS, 1930) ad un'unica classe. Diversamente degli ordini occidentali, però, gli ordini comunisti potevano essere concessi più volte alla stessa persona. Dopo il crollo del blocco sovietico la maggior parte dei paesi dell'Est sono tornati agli ordini di stile occidentale creati prima dell'avvento degli stati socialisti e delle democrazie popolari...
L'Ordine al merito è, generalmente, un'onorificenza – civile o militare – istituita per premiare quei cittadini di uno Stato che si distinguano per meriti scientifici, artistici, sportivi, culturali, e che si ritiene abbiano contribuito a dare lustro alla nazione d'appartenenza. Normalmente tali ordini sono presieduti dal capo dello Stato, che assegna anche le relative onorificenze.Di massima l'appartenenza a un ordine onorifico di tal genere autorizza a vestire determinate insegne distintive. Spesso tali ordini sono strutturati in livelli, a seconda dell'entità del riconoscimento. È da notare che tali onorificenze non danno diritto ad alcuno status particolare, essendo solo riconoscimenti onorifici.Tra gli Ordini al merito più noti, vi sono:l'Ordine al merito della Repubblica italiana, il cui capo è il presidente della Repubblica; l'Ordine al merito del Regno Unito (Order of Merit), presieduto dal sovrano del Regno Unito; l'Ordine al merito di Germania (Bundesverdienstkreuz), dal 1951 sotto il patrocinio del presidente della Repubblica Federale Tedesca.
L'Ordine al merito della Repubblica italiana (spesso abbreviato OMRI) è il più alto degli ordini della Repubblica italiana. I colori dell'ordine sono il verde e il rosso.Il presidente della Repubblica italiana è il capo dell'ordine, retto da un consiglio composto di un cancelliere e sedici membri. La cancelleria dell'ordine ha sede a Roma. Il cancelliere attuale è il generale di Squadra Aerea Roberto Corsini, nominato con decreto del 4 ottobre 2022.
Gli ordini cavallereschi sono ordini di merito e distinzione creati dai sovrani europei dopo la fine delle Crociate, occasione in cui erano stati fondati gli Ordini religiosi cavallereschi.La memoria di questi ordini militari crociati è stata poi idealizzata e romanticizzata, creando la concezione tardo-medievale della cavalleria, riflessa anche nei romanzi del ciclo arturiano. Dopo il Rinascimento vennero creati nuovi ordini cavallereschi.
Gli ordini monarchici o dinastici sono ordini cavallereschi legati alla persona del sovrano.
Gli ordini cristiani sono ordini istituiti con bolle papali o patriarcali, solitamente hanno carattere internazionale e sono quindi riconosciuti in tutto il mondo civilizzato. Sono retti da Principi Gran Maestri a cui sono delegati i poteri di attribuzione di titoli nobiliari, registrati con atto notarile, a coloro i quali per meriti e condotta se ne siano resi degni. I titoli sono riconosciuti ufficialmente nelle nazioni ove sia presente una forma di governo monarchico (Regno Unito, Principato di Monaco, Spagna) e riconosciuti anche da nazioni come per esempio la Francia. Gli Ordini hanno finalità benefiche ed evangeliche.
Un trattamento d'onore, o semplicemente trattamento, è un appellativo onorifico utilizzato nella vita sociale nei riguardi di personaggi che presentano un titolo. Viene erroneamente utilizzata la locuzione "predicato d'onore" come sinonimo: in realtà, con predicato si intende una località geografica, che può costituire parte del cognome di tutta la discendenza di chi detiene, o deteneva, un titolo nobiliare.
Con predicato si intende un elemento di individuazione e di identità della persona costituito dall'inclusione, usualmente di una località geografica, nel cognome e facente parte di esso[1]. Costituisce una specifica del titolo nobiliare, sebbene quest'ultimo non ne sia un uso esclusivo, in quanto può essere stato adottato anche sulla base di ragioni affettive legate al luogo d'origine della famiglia paterna.[2]Nel caso di predicato nobiliare, indica la località geografica su cui il detentore del titolo nobiliare ha (o aveva) potere con un'investitura feudale (in tal caso è detto anche predicato «feudale»), o su cui non si ha prerogativa ma che costituisce un possedimento patrimoniale (in tal caso è detto anche predicato «allodiale»). Più raramente, può essere stato adottato per richiamare particolari imprese o è di pura fantasia (in tal caso si tratta di predicato «onorifico»).Anche se l'Italia è oggi una repubblica, e la XIV disposizione transitoria dell'attuale Costituzione italiana sancisce il non riconoscimento dei titoli nobiliari, sempre la stessa disposizione transitoria e finale stabilisce che i predicati dei titoli esistenti prima del 28 ottobre 1922 (marcia su Roma) valgono come parte del nome.[5] Le famiglie che hanno goduto di un titolo, hanno quindi il diritto di richiedere alla magistratura l'aggiunta del loro predicato al cognome, con specifica sentenza detta di "cognomizzazione", cognome che come tale passerà a tutta la discendenza.Esempi:Luchino Visconti di Modrone - il predicato è "di Modrone" Camillo Benso di Cavour - il predicato è "di Cavour"...
Le medaglie, decorazioni e ordini cavallereschi italiani sia militari sia civili, comprendono i sistemi premiali ufficialmente adottati dalle varie espressioni istituzionali riconosciute nella definizione legittima di Stato Italiano (Regno d'Italia e Repubblica Italiana) o che si sono riconosciute illegittimamente come tali (Repubblica Sociale Italiana) a partire dal 1861. Sono incluse anche le medaglie commemorative di grandi Unità[1] in guerra o quelle relative a campagne militari che pur non essendo ufficiali (ossia non regolamentate da provvedimenti normativi) sono comunque state oggetto di ampia distribuzione e appaiono frequentemente nei medaglieri dei reduci. Ogni insegna è riconoscibile dal relativo nastrino.In Italia non esiste una norma di legge che definisca e articoli in modo univoco e complessivo il sistema premiale nazionale. L'ordine di precedenza tra le insegne, cambiato più volte nel corso degli anni, risulta differentemente disciplinato in ambito civile[2] e militare, così come negli altri corpi dello Stato, dove è normato dai relativi regolamenti per la disciplina delle uniformi.[3]La stessa suddivisione per categorie non è soggetta a una normativa vincolante ed esaustiva, anche se l'uso consolidato dalla tradizione indica una distinzione netta tra le onorificenze di tipo cavalleresco[4] e le altre, tra le quali spiccano quelle conferiti per atti di valore o di merito dal resto delle insegne concesse per altre motivazioni.....
Le chiavi della città sono un'onorificenza consegnata solitamente dal sindaco a una personalità illustre.Vengono affidate da una località a un personaggio importante come forma di riconoscimento pubblico. I motivi per cui vengono conferite sono vari: l'impegno nella valorizzazione culturale, il coraggio, l'impegno civile o anche il rispetto di particolari tradizioni locali.Si tratta di un riconoscimento simbolico risalente al Medioevo, periodo in cui le città erano fortificate e protette da mura con portoni o cancellate le cui serrature venivano chiuse nottetempo. In questo senso, chi possedeva le chiavi era autorizzato a oltrepassare le mura in qualsiasi momento. In senso figurato e metaforico, invece, offrire le chiavi della città nella nostra epoca significa attribuire potere simbolico a una personalità stimata.
La cittadinanza onoraria è un riconoscimento concesso da un comune o da uno Stato o da una provincia a un individuo ritenuto legato alla città per il suo impegno o per le sue opere. La persona dev'essersi distinta particolarmente nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell'industria, del lavoro, della scuola, dello sport, con iniziative di carattere sociale, assistenziale e filantropico o in opere, imprese, realizzazioni, prestazioni in favore degli abitanti del comune, rendendone più alto il prestigio attraverso la loro personale virtù, o in azioni di alto valore a vantaggio della nazione o dell'umanità intera.
Le medaglie sono diventate anche simbolo di onorificenza durante la guerra, per onorare appunto tutti i soldati che hanno rischiato la vita in guerra e/o che sono morti per la patria.Decorazioni militari, riconoscimenti per il servizio e medaglie vengono spesso erroneamente confusi l'uno con l'altro. Decorazioni è un termine per riconoscimenti che implicano specifici atti di eroismo o successo (come la britannica Victoria Cross o l'americana Silver Star), dove un "premio di servizio" o una "medaglia per la campagna" vengono riconosciuti per aver prestato un servizio con particolare capacità in una particolare area geografica e periodo (come ad esempio la Medaglia per la Campagna dellꞌIRAQ). In ogni caso, un riconoscimento o decorazione può essere presentato sotto forma di medaglia.
Una decorazione è una distinzione d'onore concessa da uno Stato ad una persona fisica o giuridica (ad esempio una città, un'unità militare, ecc.) in riconoscimento di specifici atti di valore o di merito sia in ambito civile che militare.In genere, la decorazione è costituita da un distintivo in metallo (normalmente una medaglia, una croce o una stella) appeso ad un nastro, ma non mancano gli esempi di decorazioni di diversa foggia e materiale.
Le onorificenze sportive italiane sono riconoscimenti sportivi conferiti sia dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) che dalle singole federazioni sportive italiane (civili e militari) ad atleti, personalità varie e società che si siano distinti per le vittorie in campo nazionale e internazionale o che abbiano contribuito alla diffusione e al prestigio dello sport italiano in qualsiasi ambito.Il conferimento delle onorificenze stesse è regolato dalle delibere che il CONI o le singole federazioni emettono al riguardo....
l sovrano degli ordini è il papa mentre il gran magistero delle singole onorificenze può essere mantenuto direttamente dal pontefice o concesso a una persona di fiducia, solitamente un cardinale.Per antica tradizione al papa non si conferiscono titoli (di alcun genere né cavallereschi né nobiliari), ciò perché la sua carica è al di sopra di ogni onore, anzi da lui tutti gli onori discendono (il pontefice assieme al sacro romano imperatore, era uno dei due poteri universali, ma al primo competeva incoronare il secondo). Come tale il papa non indossa mai le decorazioni di cui pure è sovrano e non è mai insignito di nessun grado.Chi, avendo ricevuto onorificenze, diventa pontefice, automaticamente decade da tutte le onorificenze ricevute in quanto esse vengono soppiantate dal titolo di Sommo Pontefice.
Una decorazione è una distinzione d'onore concessa da uno Stato ad una persona fisica o giuridica (ad esempio una città, un'unità militare, ecc.) in riconoscimento di specifici atti di valore o di merito sia in ambito civile che militare.In genere, la decorazione è costituita da un distintivo in metallo (normalmente una medaglia, una croce o una stella) appeso ad un nastro, ma non mancano gli esempi di decorazioni di diversa foggia e materiale.
Le medaglie sono diventate anche simbolo di onorificenza durante la guerra, per onorare appunto tutti i soldati che hanno rischiato la vita in guerra e/o che sono morti per la patria.Decorazioni militari, riconoscimenti per il servizio e medaglie vengono spesso erroneamente confusi l'uno con l'altro. Decorazioni è un termine per riconoscimenti che implicano specifici atti di eroismo o successo (come la britannica Victoria Cross o l'americana Silver Star), dove un "premio di servizio" o una "medaglia per la campagna" vengono riconosciuti per aver prestato un servizio con particolare capacità in una particolare area geografica e periodo (come ad esempio la Medaglia per la Campagna dellꞌIRAQ). In ogni caso, un riconoscimento o decorazione può essere presentato sotto forma di medaglia.
Una laurea honoris causa, o ad honorem, (locuzioni latine per «laurea a motivo di onore») è un titolo accademico onorifico conferito da un'università (o da altra istituzione equivalente) a una persona che si è distinta in modo particolare, nella materia di laurea, nel corso della propria vita.[1]Un ateneo può anche conferire una laurea honoris causa per onorare la memoria di uno studente defunto che aveva intrapreso il percorso di studi senza poterlo concludere. Tale titolo è stato spesso assegnato, per esempio, a universitari arruolati nelle forze armate e caduti in tempo di guerra.Legislazione italiana Secondo il dettato dell'art. 169 del testo unico approvato con regio decreto n. 1592/1933, può essere conferita soltanto a persone che, per opere compiute o pubblicazioni fatte, siano venute in meritata fama di singolare perizia nelle discipline della Facoltà per cui è concessa. Inoltre, l'articolo 331 autorizza i rettori delle università "a conferire a titolo d'onore la laurea o il diploma agli studenti militari caduti in guerra e agli studenti che, dopo la guerra, sono caduti per la redenzione della patria e per la difesa della vittoria".Colui che riceve una laurea honoris causa in Italia è laureato a tutti gli effetti.[2] L'assegnazione di una laurea honoris causa permette di fregiarsi della qualifica accademica di dottore. Per analogia iuris vengono rilasciati honoris causa anche lauree specialistiche e dottorati di ricerca, con le rispettive qualifiche di dottore magistrale e dottore di ricerca....
La benemerenza è un riconoscimento che viene conferito a persone, enti, amministrazioni, istituzioni, associazioni o organizzazioni,[1] rilasciato per riconoscimento di servigi resi. Letteralmente, si tratta di un "atto con cui si acquista merito".[2]Se l'onorificenza è rilasciata da un ente pubblico si parla di pubblica benemerenza; più nello specifico, se a rilasciarla è un comune, si tratta di una benemerenza civica.
L'ordine delle cariche della Repubblica Italiana è strutturato in base alla rilevanza della carica e alla tipologia della cerimonia.La disciplina del 2006, come aggiornata nel 2008, distingue fra cerimonie nazionali e cerimonie territoriali.[7]
Vengono considerate cerimonie nazionali quelle che hanno luogo in occasione di feste nazionali o di funerali di Stato, nonché quelle a cui partecipi il Capo dello Stato o una delle autorità comprese nella prima categoria; vengono considerate territoriali tutte le altre cerimonie.
Sono previste regole particolari in caso di presenza di autorità straniere.
Rango delle cariche estere
Le autorità europee e straniere che intervengono nelle cerimonie pubbliche seguono immediatamente le autorità italiane che rivestono cariche omologhe.I Presidenti del Parlamento europeo, del Consiglio europeo, del Consiglio dei ministri dell'Unione europea, della Commissione europea e della Corte di giustizia dell'Unione europea seguono immediatamente le cariche appartenenti alla prima categoria dell'ordine nazionale di precedenza.I principi ereditari di Case regnanti, così come i cardinali della Chiesa cattolica, hanno rango immediatamente seguente a quello del Presidente della Repubblica.
L'ordine di precedenza delle decorazioni italiane è un importante aspetto della faleristica militare. Esso stabilisce in quale ordine vadano portati sulla divisa i nastrini delle decorazioni che il singolo militare ha conseguito nel corso della sua carriera.Tale ordine è informato a criteri di importanza, secondo i quali le decorazioni di maggior prestigio precedono naturalmente quelle di minor valore. Lo scopo di tale regolamentazione è quello di assicurare l'uniformità nella disposizione dei nastrini sulle divise di militari diversi, ed evitare personalizzazioni legate al valore affettivo attribuito dal singolo militare.A fronte del loro scopo uniformatore, i regolamenti che disciplinano la materia sono cambiati nel corso del tempo, per tener conto dell'istituzione o la messa in decadenza di singole decorazioni, anche e soprattutto in relazione alla comparsa o scomparsa dei regimi politici che tali decorazioni assegnano.
Un consiglio ..
Korallion è un sito da momenti calmi, realizzato per essere visualizzato sul pc o sul tablet, perchè la sua struttura complessa mal si adatta al cellulare e i suoi contenuti alla fretta.
Lo puoi navigare anche sul cellulare, ma non è il suo modo migliore.
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