
Il 21 giugno 1945 giura a Roma il governo presieduto da Ferruccio Parri: governo ispirato dai movimenti della Resistenza, fondato sul Comitato di Liberazione Nazionale e guidato da un partigiano. Il governo era composto da una coalizione politica che comprendeva i partiti del Comitato di Liberazione Nazionale: il Partito d’Azione, a cui apparteneva il presidente Ferruccio Parri, il Partito Comunista Italiano, la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, il Partito Democratico del Lavoro e il Partito Liberale Italiano. Il governo durò 157 giorni fino al 24 novembre 1945, dopo la quale data continuerà con attività provvisorie fino all’8 dicembre.
Il 26 giugno il presidente Ferruccio Parri presentò le linee del programma di governo, basate sulla difesa della sovranità dello Stato a fronte dei due blocchi protagonisti della nascente guerra fredda, sul superamento della monarchia per arrivare a proclamare la Repubblica, su un antifascismo radicale, sul ricordo della Resistenza e dei suoi martiri, su una profonda giustizia sociale, sulla laicità dello Stato e la separazione tra Stato e Chiesa, su un lavoro per la preparazione di una Carta costituzionale, su una riforma agraria e industriale. Il progetto del governo proponeva di avviare la ricostruzione del Paese, materiale e morale.
Nei pochi mesi di governo intorno al presidente Ferruccio Parri si addossarono tutte le speranze degli italiani. La caduta del governo avvenne per influenza delle correnti politiche instauratesi all’interno della Consulta Nazionale.
1945
21 giugno – Il governo giura dinnanzi al Luogotenente.
15 luglio – Su pressione degli Alleati, l’Italia entra in stato di guerra contro l’Impero giapponese[8]: questa è stata l’ultima dichiarazione di guerra della storia italiana.
25 settembre – Viene ufficialmente riunita la Consulta nazionale, costituita pochi mesi prima.
21 novembre – I ministri del Partito Liberale Italiano (PLI) presentano le dimissioni per discordanze interne. Al fine di far rientrare la crisi, dunque, vengono presto intavolati nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) dei negoziati tra le parti, ma questi terminano con un nulla di fatto. Nel mentre il Presidente Ferruccio Parri, in una riunione pubblica cui furono invitati anche i giornalisti italiani ed esteri, rimarcò la necessità di evitare pericolosi rimpasti, accusando anche velatamente la Democrazia Cristiana (DC) e lo stesso Partito Liberale Italiano (PLI) di star ordendo un colpo di Stato. Alcide De Gasperi, colpito da tali affermazioni e preoccupato dalle interpretazioni estere di tali accuse, fece precipitare più velocemente la situazione costringendo Parri a dimettersi dopo pochi giorni.
10 dicembre – Successivamente alle lunghe negoziazioni per costruire un nuovo esecutivo in seno al Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), il Luogotenente indica Alcide De Gasperi come nuovo capo del governo. Con il giuramento del nuovo esecutivo termina ufficialmente l’esperienza di governo.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

FERRUCCIO PARRI
I VICEPRESIDENTI DEL CONSIGLIO dei MINISTRI
I Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio
PRESIDENTI DELLA CONSULTA NAZIONALE
PRESIDENTI DELL'ASSEMBLEA COSTITUENTE
I MINISTRI
I SOTTOSEGRETARI DI STATO

TENERE D'OCCHIO
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