Il Governo Chiodo è stato il sesto esecutivo del Regno di Sardegna, guidato da Agostino Chiodo.
Esso, nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, è rimasto in carica dal 24 febbraio (sebbene esso fosse già di fatto ad interim in carica dal 21 febbraio, avendo il Re deciso di sostituire il solo Presidente del Consiglio[1]) al 27 marzo 1849 (sebbene già dimissionario dal precedente 23 marzo), per un totale di 35 giorni, ossia un mese e 5 giorni.
1849
21 febbraio – Il Presidente del Consiglio, neo-nominato nel ruolo di supplente, entra in carica.
23 febbraio – Il governo, sebbene composto dai ministri uscenti con l’esclusione del Presidente del Consiglio, effettua un nuovo giuramento dinnanzi al Re per essere confermato.
1º marzo – Non contenta dell’andamento del conflitto, la Camera dei deputati approva, con 94 favorevoli e 24 contrari, la ripresa della guerra. Il Re Carlo Alberto di Savoia, dunque, la stabilisce al 20 marzo, dovendo avvisare gli Austriaci, secondo l’Armistizio di Salasco, almeno 8 giorni prima.
20 marzo – Preparatosi, l’esercito austriaco si posiziona a Pavia in attesa dei piemontesi. Non essendosi questi mossi, gli Austriaci decisero di penetrare in territorio piemontese.
23 marzo – Nonostante alcuni fiancheggiamenti di disturbo, gli Austriaci riescono a giungere a Novara, dove si scontrano con i piemontesi (Battaglia di Novara). In seguito alla sconfitta subìta, che segnò anche la fine della Prima guerra di indipendenza, il governo rassegna le dimissioni. A causa dell’abdicazione contemporanea del Re Carlo Alberto di Savoia, tuttavia, si dovette attendere l’insediamento di Vittorio Emanuele II di Savoia, suo erede, per poter confermarle.
24 marzo – Il nuovo Re, Vittorio Emanuele II di Savoia, firma a malincuore l’Armistizio di Vignale, ponendo così fine agli scontri. L’accordo sarà successivamente stabilizzato con la Pace di Milano.
27 marzo – Dopo aver ricevuto l’incarico dal nuovo Re, il nuovo esecutivo giura dinnanzi a quest’ultimo, determinando così la fine dell’esperienza di governo
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
I MINISTRI

TENERE D'OCCHIO
PER APPROFONDIRE



