Stavolta non c’è solo l’ordine di pagare gli stipendi non pagati.
La prima sezione del Tar del Lazio, ha sospeso provvisoriamente l’allontanamento dal servizio di 26 militari non vaccinati di vari reparti dell’esercito,
dell’Aeronautica e dei Carabinieri i cui comandanti, in alcuni casi, già ieri hanno ricominciato a richiamare in servizio.
La tensione sui vaccini, nelle forze armate e di polizia, è alta.
Un altro decreto monocratico
d’urgenza ha sospeso il blocco dello stipendio per un agente della polizia penitenziaria.
Se il primo decreto si limita a riconoscere ” sussistenti le ragioni di pregiudizio “, rinviando all’udienza collegiale del 16 marzo, il secondo è più articolato.
Ricorda I ” profili di illegittimità costituzionale ” dell’obbligo vaccinale prospettati nel ricorso e argomenta che, ” in relazione alla privazione della retribuzione e quindi della fonte di sostegno delle esigenze fondamentali di vita,sussistono profili di pregiudizio grave e irreparabile “.
Sono le parole già utilizzate dalla quinta sezione del Tar del Lazio, nel decreto emesso il 1 febbraio per altri 3 agenti penitenziari.
Le udienze per l’eventuale conferma si terranno il 25 febbraio e l’11 marzo, poi in caso toccherà al Consiglio di Stato, ma al Tar un orientamento sembra consolidarsi sul blocco degli stipendi, da ieri applicabile agli over 50 in tutti i settori.
Viller Trevisani
