GLR-Gran Loggia di Russia (1995-attiva)
La Gran Loggia di Russia ( GLR ) è l'istituzione massonica regolare di Russia. Fondata il 24 giugno 1995, è stata la prima Grande Loggia Nazionale dopo la messa al bando della massoneria e la chiusura ufficiale di tutte le organizzazioni massoniche nel 1922.
La Gran Loggia di Russia è l'unica istituzione massonica in territorio russo riconosciuta dalle grandi Logge regolari internazionali e vanta un mutuo riconoscimento con la Gran Loggia Unita d'Inghilterra (dal 1996) e con oltre 100 grandi logge nel mondo.
La Gran Loggia di Russia è stata fondata a Mosca con la prima assemblea costituente del 24 giugno 1995. I fondatori della Gran Loggia di Russia furono la Gran Loggia Nazionale di Francia (che ne divenne Loggia Madre) e le quattro logge precedentemente istituite dalla GLNF su territorio russo (Armonia, Lotos, Nuova Astrea e Gamayun ) e che entrarono a far parte della GLR durante la costituzione della stessa. Il primo Gran Maestro della Gran Loggia di Russia è stato Georgy Borisovich Dergachev.
Gaetano Gifuni (1932-2018)
1992-1999 (Presidente Oscar Luigi Scalfaro)
1999-2006 (Presidente Carlo Azeglio Ciampi)
SEGRETARI GENERALI della PRESIDENZA della REPUBBLICA
Irene Pivetti (1963) (Lega Nord)
PRESIDENTI della CAMERA DEI DEPUTATI della REPUBBLICA ITALIANA
(dal 16 aprile 1994 al 08 maggio 1996)
XII° Legislatura della Repubblica italiana
Silvano Boroli (1945)(Forza Italia)
Presidenti della 5° COMMISSIONE PERMANENTE del SENATO della REPUBBLICA
(Programmazione economica, bilancio)
12° Legislatura della Repubblica italiana
12° Legislatura della Repubblica italiana (dal 15 aprile 1994 all'8 maggio 1996) (durata : giorni 754)
LEGISLATURE della REPUBBLICA ITALIANA
I principali eventi della Legislatura
Dalle elezioni del 27 e 28 marzo 1994 esce vincitore il Polo per le Libertà e il Buon Governo guidato da Silvio Berlusconi.
I 16 aprile 1994 Carlo Scognamiglio Pasini viene eletto Presidente del Senato.
Discorso di insediamento nel resoconto della seduta n. 2 del 16 aprile 1994 »
L'11 maggio il governo giura nelle mani del Presidente Scalfaro, e pochi giorni dopo ottiene la maggioranza al Senato grazie ai voti di alcuni senatori a vita. In seguito a due sconfitte elettorali, Occhetto lascia la guida del Pds, che viene assunta da Massimo D'Alema.
Il decreto Biondi (un provvedimento del Guardasigilli Alfredo Biondi che riforma in senso garantista le norme sulla custodia cautelare e gli avvisi di garanzia) desta forti malumori nella Lega Nord, che si dissocia pubblicamente dalla decisione. Lo stato di fibrillazione interno alla maggioranza si esaurisce con la presentazione, il 17 dicembre, della mozione di sfiducia presentata alla Camera dalla Lega. Berlusconi difende il suo operato e accusa l'ormai ex alleato Bossi di aver tradito il voto popolare. Il 22 dicembre il Premier presenta le dimissioni al Capo dello Stato, che il 13 gennaio 1995 conferisce a Lamberto Dini, già ministro del Tesoro, l'incarico di formare un nuovo esecutivo.
Quello presieduto da Dini viene definito governo tecnico per la presenza di personalità scelte al di fuori della politica attiva. Lo appoggiano Partito Popolare, Lega e Pds, con l'astensione del Polo.
A gennaio si tiene a Fiuggi l'ultimo congresso del Msi, in cui il segretario Fini sancisce la trasformazione del partito in Alleanza Nazionale. Il 3 febbraio 1995 Romano Prodi, ex presidente dell'Iri, annuncia la sua decisione di candidarsi alla guida del Paese, come leader della coalizione progressista di centro-sinistra.
Nei referendum dell'11 giugno gli italiani si pronunciano contro l'abolizione della legge Mammì e a favore della privatizzazione del servizio pubblico radio-tv.
Il 26 ottobre si vota alla Camera la mozione di sfiducia presentata dal Polo contro il Governo Dini, che viene respinta grazie all'astensione del gruppo di Rifondazione Comunista, persuaso dall'annuncio di Dini di dimettersi una volta approvata la legge Finanziaria. La manovra viene approvata il 22 dicembre e il 30 il Presidente del Consiglio rimette il mandato nelle mani di Scalfaro, che però rinvia il Governo alle Camere. Due settimane dopo, a seguito di nuove dimissioni, il Capo dello Stato avvia le consultazioni per formare un nuovo esecutivo. Consultazioni che, non avendo successo, conducono allo scioglimento anticipato delle Camere.
Paolo Emilio Taviani (1912-2001)
(Genova, 6 novembre 1912 – Roma, 18 giugno 2001) è stato un politico, storico ed economista italiano; fu tra i capi del movimento partigiano in Liguria.
Membro della Consulta Nazionale e dell'Assemblea Costituente, poi del Parlamento Italiano dal 1948 fino alla morte, fu più volte ministro, tra i maggiori esponenti della Democrazia Cristiana.
Professore universitario, pubblicò studi di economia e importanti opere su Cristoforo Colombo. Come giornalista collaborò con numerose testate quotidiane e periodiche.
Nominato dal Presidente Francesco Cossiga nel 1991
SENATORI A VITA nominati dal PRESIDENTE della REPUBBLICA
Francesco De Martino (1907-2002)
(Napoli, 31 maggio 1907 – Napoli, 18 novembre 2002) è stato un giurista e politico italiano, tra i massimi esponenti del socialismo in Italia, più volte segretario del Partito Socialista Italiano e due volte vicepresidente del Consiglio dei ministri nei governi Rumor e Colombo.
Nominato dal Presidente Francesco Cossiga nel 1991
SENATORI A VITA nominati dal PRESIDENTE della REPUBBLICA
Giulio Andreotti (1919-2013)
(Roma, 14 gennaio 1919 – Roma, 6 maggio 2013) è stato un politico, scrittore e giornalista italiano.
Nominato dal Presidente Francesco Cossiga nel 1991
È stato uno dei principali esponenti della Democrazia Cristiana, partito protagonista della vita politica italiana per gran parte della seconda metà del XX secolo.
Ha partecipato a dieci elezioni politiche nazionali: è stato il candidato con il maggior numero di preferenze in Italia in quattro occasioni (nel 1958, nel 1972, nel 1979 e nel 1987) e il secondo nelle altre sei (nel 1948 e nel 1953, dietro Alcide De Gasperi; nel 1963 e nel 1968, dietro Aldo Moro; nel 1976 e nel 1983, dietro Enrico Berlinguer). Infine, nel 1991 è stato nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Dal 1945 al 2013 fece sempre parte delle assemblee legislative italiane: dalla Consulta nazionale all'Assemblea Costituente, e poi nel Parlamento italiano dal 1948, come deputato fino al 1991 e successivamente come senatore a vita.
SENATORI A VITA nominati dal PRESIDENTE della REPUBBLICA
Presidenti della 8° COMMISSIONE PERMANENTE del SENATO della REPUBBLICA
(Lavori pubblici, comunicazioni)
12° Legislatura della Repubblica italiana
Giovanni Agnelli (Gianni) (1921-2003)
detto Gianni e noto anche come L'avvocato (Torino, 12 marzo 1921 – Torino, 24 gennaio 2003), è stato un imprenditore, socialite, dirigente sportivo e politico italiano, principale azionista e amministratore al vertice della FIAT, nonché senatore a vita ed ufficiale del Regio Esercito.
Secondo dei sette figli di Edoardo Agnelli e di Virginia Bourbon del Monte dei Principi di San Faustino, era noto come l'Avvocato; in realtà tale titolo non gli competeva in quanto, pur essendo laureato in giurisprudenza, non svolse mai il praticantato triennale per l'accesso alla professione di procuratore legale, che, secondo la legge dell'epoca, era il primo passaggio necessario per la successiva abilitazione alla professione di avvocato.[1]
Fu per trentacinque anni sindaco di Villar Perosa.
Nominato dal Presidente Francesco Cossiga nel 1991
SENATORI A VITA nominati dal PRESIDENTE della REPUBBLICA
Aldo Corasaniti (1922-2011) (Sinistra Democratica)
Presidenti della 1° COMMISSIONE PERMANENTE del SENATO della REPUBBLICA
(Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione)
12° Legislatura della Repubblica italiana
Norberto Bobbio (1909-2004)
(Torino, 18 ottobre 1909 – Torino, 9 gennaio 2004) è stato un filosofo, giurista, politologo e storico italiano, senatore a vita dal 1984 alla morte.
Nominato dal Presidente Sandro Pertini nel 1984
SENATORI A VITA nominati dal PRESIDENTE della REPUBBLICA
(Sestri Levante, 25 gennaio 1911 – Genova, 21 luglio 2001) è stato un ispanista, francesista, critico letterario e politico italiano. Considerato il maggiore studioso ispanista e francesista del Novecento in Italia, Carlo Bo fondò la Scuola per interpreti e traduttori nel 1951 e la IULM nel 1968, che oggi hanno sede principale a Milano. Nel 1984 riceve la nomina di Senatore a vita dal Presidente della Repubblica Pertini per alti meriti culturali. A lui è intitolata l'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.
Nominato dal Presidente Sandro Pertini nel 1984
SENATORI A VITA nominati dal PRESIDENTE della REPUBBLICA
(Fiume, 9 febbraio 1909 – Milano, 18 settembre 1999), è stato un giornalista, antifascista, politico e storico italiano.
Nominato dal Presidente Sandro Pertini nel 1980
SENATORI A VITA nominati dal PRESIDENTE della REPUBBLICA
Presidenti della CORTE COSTITUZIONALE
(24 ottobre 1995 – 3 novembre 1996)
Amintore Fanfani (1908-1999)
(Pieve Santo Stefano, 6 febbraio 1908 – Roma, 20 novembre 1999) è stato un politico, economista e storico italiano.
È stato cinque volte presidente del Senato della Repubblica, sei volte presidente del Consiglio dei ministri (diventando, all’età di 79 anni e 6 mesi, il più anziano Capo del Governo della Repubblica Italiana) e per nove volte ministro della Repubblica (ricoprendo gli incarichi di ministro degli esteri, dell'interno e del bilancio e della programmazione economica). Nel 1965 ricoprì l'incarico di presidente dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite e nel marzo del 1972 fu nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Giovanni Leone. È stato segretario nazionale della Democrazia Cristiana (1954-1959 / 1973-1975) e presidente del partito (1975-1976).
Nominato dal Presidente Giovanni Leone nel 1972
SENATORI A VITA nominati dal PRESIDENTE della REPUBBLICA
Silvio Berlusconi (1936-2023)
PRESIDENTI del CONSIGLIO dei MINISTRI della REPUBBLICA ITALIANA
I Governo Berlusconi
Dal 10 maggio 1994 al 17 gennaio 1995
XII Legislatura della Repubblica italiana
II Governo Berlusconi
Dal 10 giugno 2001 al 23 aprile 2005
XIV Legislatura della Repubblica italiana
III Governo Berlusconi
Dal 23 aprile 2005 al 17 maggio 2006
XIV Legislatura della Repubblica italiana
IV Governo Berlusconi
Dal 7 maggio 2008 al 16 novembre 2011
XVI Legislatura della Repubblica italiana
PRESIDENTI del CONSIGLIO dei MINISTRI della REPUBBLICA ITALIANA
I Governo Dini
Dal 17 gennaio 1995 al 17 maggio 1996
XII Legislatura della Repubblica italiana
Legge n. 43 del 23 febbraio 1995 Nuove norme per la elezione dei consigli delle regioni a statuto ordinario (Legge Tatarella o Tatarellum) (1995)
Partecipazione Politica
DIETRO alle LEGGI
È una legge della Repubblica Italiana che attualmente regola il sistema elettorale di alcune regioni italiane a statuto ordinario e in seguito recepita anche da tre regioni a statuto speciale. Prende il nome dal suo primo firmatario, il deputato di Alleanza Nazionale e già ministro, e fu ideata per imprimere una modifica in senso maggioritario e presidenziale al sistema di governo regionale in Italia.
Dopo il cambiamento delle leggi elettorali per i Comuni, le Province ed il Parlamento nel 1993, le Regioni rimanevano l'unico organismo di governo ancorato ad un meccanismo proporzionalistico ed assembleare, di cui alla legge 17 febbraio 1968, n. 108. Differentemente dal caso degli enti locali, però, a fare da ostacolo a possibili riforme vi era il dettato della Costituzione del 1948, che imponeva la nomina del Presidente della Regione da parte del Consiglio Regionale. In più, le elezioni politiche anticipate del 1994 resero del tutto improbabile l'ipotesi di una riforma costituzionale in tempo per il previsto appuntamento elettorale regionale della primavera del 1995.
Fu così che nel parlamento della XII legislatura maturò un'intesa bipartisan fondata sul comune accordo per non lasciare le Regioni in un contesto elettorale oramai avulso rispetto a quello degli altri livelli governativi. La nuova normativa risentì tuttavia dell'obbligata fretta con cui fu concepita, essendo stata emanata solo esattamente due mesi prima delle elezioni regionali del 1995.
Con la concessione alle regioni italiane di adottare la propria legge elettorale, dopo l'emanazione della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1 (seppur con certe limitazioni), la norma è ormai applicata solamente nei casi in cui manchi una legge regionale in materia.
La legge, integrata dalle suddette revisioni costituzionali, prevede l'elezione diretta e congiunta del Presidente della Regione e del Consiglio regionale. Strutturata su un turno unico di votazioni, pone in essere un sistema elettorale misto che attribuisce l'80% dei seggi consiliari con un meccanismo proporzionale con voto di preferenza, e il 20% con un metodo maggioritario plurinominale.
Sergio Fenoaltea (1908-1995)
Nato a Roma il 9 giugno 1908
Deceduto il 13 aprile 1995
è stato un politico e funzionario diplomatico italiano
Avvocato