Giuseppe Biancheri (1821-1908) (Destra storica)
(dal 12 marzo 1870 al 02 novembre 1870)
X° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 05 dicembre 1870 al 20 settembre 1874)
XI° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 23 novembre 1874 al 03 ottobre 1876)
XII° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 07 aprile 1884 al 27 aprile 1886)
XV° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 10 giugno 1886 al 22 ottobre 1890)
XVI° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 10 dicembre 1890 al 27 settembre 1892),
XVII° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 22 febbraio 1894 al 08 maggio 1895)
XVIII° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 26 gennaio 1898 al 16 novembre 1898)
XX° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 10 marzo 1902 al 18 ottobre 1904)
XXI° Legislatura del Regno d'Italia
(dal 10 marzo 1906 al 30 gennaio 1907)
XXII° Legislatura del Regno d'Italia
PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI DEL REGNO D'ITALIA
Ministri dei LAVORI PUBBLICI del Regno d'Italia
1873-1876 - Minghetti 2
Marco Minghetti (1818-1886)
PRESIDENTI del CONSIGLIO dei MINISTRI del REGNO D'ITALIA
I Governo Minghetti
Dal 24 marzo 1863 al 28 settembre 1864
VIII Legislatura del Regno d'Italia
II Governo Minghetti
Dal 10 luglio 1873 al 25 marzo 1876
XI Legislatura del Regno d'Italia XII Legislatura del Regno d'Italia
Leggi promulgate nell'anno 1874
LEGGI PER LEGISLATURA
11° Legislatura del Regno d'Italia ( 05 dicembre 1870-20 settembre 1874)
12° Legislatura del Regno d'Italia ( 23 novembre 1874-03 ottobre 1876)
11° Legislatura del Regno d'Italia ( 05 dicembre 1870-20 settembre 1874) (durata : giorni 1385)
LEGISLATURE del REGNO d'ITALIA
Nell’undicesima Legislatura del Regno si svolsero in Senato 274 sedute, articolate in tre sessioni. Il presidente, nominato il 1° dicembre 1870, fu Vincenzo Fardella di Torrearsa. Nel discorso di apertura della Legislatura, il 5 dicembre 1870, il re Vittorio Emanuele II dichiarò l’annessione di Roma e la celebrazione «della solennità inaugurale dell'Italia compiuta». Furono approvati i progetti di legge “Conversione in legge del regio decreto 9 ottobre 1870 per l’accettazione del Plebiscito delle Province romane” (legge 31 dicembre 1870, n. 6165), nel dicembre 1870, e “Trasferimento della sede del Governo a Roma” (legge 3 febbraio 1871, n. 33), nel gennaio 1871. La discussione sul disegno di legge “Sulle guarentigie del pontefice” impegnò le Camere nella primavera del 1871 (legge 13 maggio 1871, n. 214).
La legge garantiva al papa gli onori sovrani, la libertà del pontefice di svolgere le funzioni del proprio ministero e conservava la dotazione annua a favore della Santa Sede già prevista nel bilancio pontificio. Le prerogative giurisdizionali dell’exequatur (assenso statale alla nomina dei vescovi) e del placet (ratifica statale degli atti amministrativi ecclesiastici) erano abolite, salvo per alcuni casi rinviati ad una successiva legge speciale. Con l’enciclica Ubi nos del 15 maggio 1871 papa Pio IX non riconobbe la legge. Con il decreto della Sacra Penitenzieria del 10 settembre 1874, il Non expedit rinnovò il divieto ai cattolici italiani di partecipare alle elezioni e alla vita politica del Paese. Il Non expedit fu abolito nel 1919 da papa Benedetto XV.
Il 1° luglio 1871 la capitale fu trasferita definitivamente a Roma. Nella seconda sessione dell’undicesima Legislatura, che si aprì a Roma il 27 novembre 1871, la Camera dei deputati discusse il problema del disavanzo nel bilancio dello Stato. L’esposizione finanziaria del ministro delle Finanze Quintino Sella fu presentata il 12 dicembre e il disegno di legge che ne seguì, approvato dalle Camere nella primavera successiva, divenne la Legge 19 aprile 1872, n. 759.
Sul piano della politica interna, il 1871 fu caratterizzato dalla frattura tra la corrente mazziniana e i socialisti nel dodicesimo congresso delle Società operaie a Roma. Mazzini morì pochi mesi dopo, il 10 marzo 1872, a Pisa. Nel dicembre 1871 fu istituito il Circolo operaio di Milano. Nel giugno 1874 il primo congresso cattolico cosituì la base per la futura organizzazione dell’Opera dei Congressi.
Tra gli avvenimenti internazionali si ricorda la fine della guerra franco-prussiana, cessata con l’armistizio firmato a Versailles il 28 gennaio 1871, cui seguì il 10 maggio il trattato di Francoforte. La difesa di Digione contro l’esercito prussiano fu sostenuta il 10 gennaio 1871 da Giuseppe Garibaldi, eletto all’Assemblea nazionale di Francia per breve tempo. L’8 marzo fu infatti richiesto l’annullamento dell’elezione di Garibaldi. Nella primavera (18 marzo-28 maggio 1871) fu proclamata la Comune di Parigi, a cui partecipò anche Amilcare Cipriani. In Spagna si ricorda l’abdicazione del re Amedeo di Savoia l’11 febbraio 1873.
Sul piano dello sviluppo del trasporto internazionale, il traforo ferroviario del Fréjus fu inaugurato il 17 settembre 1871. Si ricorda anche che l’inaugurazione del canale di Suez, avvenuta nel 1869, fu celebrata il 24 dicembre 1871 con la prima rappresentazione dell’Aida di Giuseppe Verdi al Teatro del Cairo.
Nel corso del 1873 scomparvero alcuni protagonisti dell’epoca risorgimentale: Napoleone III (9 gennaio), Alessandro Manzoni, senatore, (22 maggio 1873), Urbano Rattazzi (5 giugno), Francesco Domenico Guerrazzi (23 settembre 1873), Nino Bixio, senatore, (16 dicembre). Niccolò Tommaseo morì l’anno successivo, il 1° maggio 1874. Agostino Depretis subentrò alla guida della sinistra dopo la morte di Rattazzi. Il governo Lanza cadde il 6 giugno 1873 per l’opposizione alle leggi finanziarie e fu sostituito dal governo di Marco Minghetti (10 luglio 1873). Tra i provvedimenti legislativi di Minghetti si ricorda la Legge 30 aprile 1874, n. 1920 “Sulla circolazione cartacea durante il corso forzoso”. La legislatura si chiuse il 20 settembre 1874.
vedi:
https://www.senato.it/legislature/regno/italia/11/resoconti-elenco-cronologico
12° Legislatura del Regno d'Italia ( 23 novembre 1874-03 ottobre 1876) (durata : giorni 680)
LEGISLATURE del REGNO d'ITALIA
Nella dodicesima legislatura del Regno, suddivisa in due sessioni, si svolsero in Senato 135 sedute. Il 15 novembre 1874 fu nominato presidente del Senato Luigi Des Ambrois de Névâche, che morì pochi giorni dopo la nomina, il 3 dicembre. Le sedute della prima sessione furono pertanto presiedute dal vicepresidente Francesco Maria Serra. Nella seconda sessione, il 28 febbraio 1876 fu nominato presidente il senatore Giuseppe Pasolini. Tra i nuovi senatori fu nominato, il 15 novembre 1874, Giuseppe Verdi per le categorie 20 (“coloro che con servizi o meriti eminenti avranno illustrata la Patria”) e 21 (“le persone che da tre anni pagano tremila lire d'imposizione diretta in ragione dei loro beni o della loro industria”), stabilite dall’articolo 33 dello Statuto albertino.
Il 23 novembre 1874, nel discorso di apertura della legislatura, il re Vittorio Emanuele II si soffermò sulla necessità di riforme nella legislazione penale e nel diritto commerciale, nonché sull’introduzione di provvedimenti «per ristabilire la pubblica sicurezza in quelle provincie [sic] dove fosse gravemente turbata». Il discorso del re accennava anche a una riforma graduale del sistema tributario e amministrativo, e al pareggio del bilancio dello Stato. La necessità di una legislazione sociale e il dibattito sull’intervento dello Stato furono al centro del congresso degli economisti, che si svolse a Milano tra il 4 e il 6 gennaio 1875. Tra gli argomenti oggetto di dibattito si segnalarono anche il lavoro delle donne e dei fanciulli, l’emigrazione, l’educazione, il risparmio. Alcuni senatori economisti, in particolare Fedele Lampertico e Luigi Luzzatti, fondarono l’Associazione per il progresso degli studi economici, che nel maggio 1875 avviò la pubblicazione del «Giornale degli economisti». Nella fondazione nel 1874 della Società “Adamo Smith”, di impostazione liberista, ebbe un ruolo fondamentale il senatore Ubaldino Peruzzi.
Tra i provvedimenti finanziari approvati dalle Camere nel 1875 vi fu la legge del 27 maggio 1875, n. 2779, “Per la istituzione delle casse di risparmio postali e per modificazioni alla legge 17 maggio 1863 sulla cassa dei depositi e prestiti”: secondo tale provvedimento, gli uffici postali del Regno potevano operare come succursali di una Cassa di risparmio centrale sotto il controllo statale. In materia di opere pubbliche fu approvata la legge 6 luglio 1875, n. 2583, “Che dichiara di utilità pubblica le opere necessarie a preservare la città di Roma dalle massime inondazioni del Tevere”: la proposta di legge, modificata in sede di discussione, era stata presentata da Giuseppe Garibaldi, allora deputato.
Nella dodicesima legislatura fu istituita la prima Giunta bicamerale, a cui parteciparono anche componenti di nomina governativa, con la legge 3 luglio 1875, n. 2579, “che ordina un'inchiesta sulle condizioni sociali ed economiche della Sicilia e sull'andamento dei pubblici servizi”; i lavori della Giunta si svolsero tra il tra il novembre 1875 e il gennaio 1876, e si conclusero con una relazione pubblicata nel 1876. Furono introdotte misure per ristabilire l’ordine pubblico nelle province dove risultassero gravi fenomeni di criminalità con la legge 3 luglio 1875, n. 2580, “relativa ai provvedimenti eccezionali di pubblica sicurezza”. Nel marzo 1875 erano state pubblicate le “Lettere meridionali” di Pasquale Villari, nominato senatore pochi mesi prima.
Dal 22 al 26 settembre 1875 si tenne a Firenze il secondo congresso cattolico, in cui fu annunciata l’istituzione dell’Opera dei congressi e fu affermato l’impegno dei cattolici nella vita amministrativa locale e nelle Opere pie. Il 10 ottobre 1875 Agostino Depretis espose a Stradella il programma della sinistra storica.
Il 6 marzo 1876 si aprì la seconda sessione della dodicesima legislatura. All’ordine del giorno furono posti i disegni di legge sulle convenzioni ferroviarie e sul riscatto delle ferrovie da parte dello Stato, preannunciati nel discorso reale di inaugurazione. Il 9 marzo alla Camera dei deputati fu presentato infatti il disegno di legge sulle “Convenzioni colle Società delle ferrovie Romane, Meridionali e dell’Alta Italia, per le reti appartenenti a ciascuna Società. Trattato col Governo austro-ungarico per la separazione delle Reti di strade ferrate Austriache dalla rete Italiana”.
Dopo un ampio dibattito sull’esposizione finanziaria del presidente del Consiglio Minghetti, durato varie sedute, il 18 marzo 1876 il deputato Giovanni Battista Morana presentò un voto motivato sull’aggravio fiscale causato dalla legge sul macinato. Nella replica il presidente del Consiglio chiese di rinviare la discussione alla relazione sullo schema per il riscatto e per l’esercizio delle ferrovie. I deputati Agostino Depretis, Cesare Correnti e Piero Puccioni si opposero alla proposta, che fu respinta con votazione nominale della Camera dei deputati con 242 voti contrari e 181 favorevoli. Il presidente del Consiglio Minghetti presentò quindi il 20 marzo 1876 le dimissioni e il 25 marzo fu affidato ad Agostino Depretis l’incarico di formare il nuovo Governo. Fu la cosiddetta “rivoluzione parlamentare”. Il 17 giugno 1876 il presidente del Consiglio e ministro delle Finanze Depretis ritirò il disegno di legge precedente sulle convenzioni ferroviarie, presentandone uno sostitutivo che non divenne legge a causa della chiusura ravvicinata della legislatura (3 ottobre 1876).
vedi:
https://www.senato.it/legislature/regno/italia/12/resoconti-elenco-cronologico
Luigi Einaudi (1874-1961)
Nasce a Carru' (Cuneo) il 24 marzo 1874
Deceduto il 30 ottobre 1961
Presidente della Repubblica dal 12 maggio 1948 al 11 maggio 1955
Laurea in giurisprudenza
UniversitàUniversità di Torino
ProfessioneDocente universitario; Economista; Giornalista