La Sentenza della Corte di Assise di Appello di Milano 10 agosto 2016

P.Q.M.
Letti gli artt. 627, 605 c.p.p.,
decidendo in sede di rinvio dalla Corte di Cassazione, che, con sentenza in data 21 febbraio 2014, ha annullato, relativamente alle posizioni di Maggi Carlo Maria e Tramonte Maurizio, la sentenza della Corte d‟Assise d‟Appello di Brescia del 14 aprile 2012,
in riforma
della sentenza emessa dalla Corte d‟Assise di Brescia il 16 novembre 2010, appellata dal Publico Ministero e dalla Parti Civili,
dichiara
MAGGI Carlo Maria e TRAMONTE Maurizio colpevoli dei reati loro ascritti ai capi 1) e 2) di imputazione e, ravvisato il concorso formale fra gli stessi, li

condanna
ciascuno alla pena dell‟ergastolo con isolamento diurno per la durata di anni tre;
dichiara
entrambi gli imputati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici, in stato di interdizione legale e decaduti dalla potestà di genitori;
dispone
la pubblicazione della presente sentenza, per estratto ed a spese degli imputati:
- mediante affissione nei Comuni di Milano e di Brescia;
- per una sola volta sui quotidiani “Il Corriere della sera”, “Repubblica”, il “Gazzettino” di Venezia e “Giornale di Brescia”;
- per quindici giorni nel sito INTERNET del Ministero della Giustizia;
condanna
gli imputati al pagamento delle spese processuali di tutti i gradi di giudizio;
condanna
gli stessi, in solido, al risarcimento dei danni causati alle Parti Civili, da liquidarsi in separata sede nei confronti di:
1) PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
2) MINISTERO DELL‟INTERNO
3) RIZZI ANNAMARIA
4) ZAMBARDA BERNARDO

5) ZAMBARDA TERESA PIERINA ;

6) TALENTI UGO
7) MILANI MANLIO
8) CALZARI LUCIA;
assegna
una provvisionale alle Parti seguenti, che ne hanno fatto richiesta, rinviando le stesse innanzi al Giudice civile per la liquidazione integrale dei danni:
9) COMUNE DI BRESCIA, €. 1.000.000,00 (un milione);
10) BAZOLI ALFREDO, BAZOLI GUIDO e BAZOLI BEATRICE, €. 500.000,00 (cinquecentomila) ciascuno,
11) CUCCHINI ROBERTO, €. 50.000,00 (cinquantamila);
12) PERONI REDENTO, €. 50.000,00 (cinquantamila)
13) PINTO LORENZO, €. 100.000,00 (centomila)
14) ROMANO CLAUDIO, €. 50.000,00 (cinquantamila);
liquida
integralmente i danni causati a:
15) CAMERA DEL LAVORO DI BRESCIA, struttura territoriale della C.G.I.L.: €. 300.000,00 (trecentomila),
16) UNIONE SINDACALE TERRITORIALE DI BRESCIA DELLA C.I.S.L.: €. 200.000,00 (duecentomila),
17) UNIONE ITALIANA DEL LAVORO U.I.L. : €. 200.000,00 (duecentomila),
18) BOTTARDI ALBERTO: €. 100.000,00 (centomila),
19) ROMANI ENZO: €. 80.000,00 (ottantamila),
20) TREBESCHI ARNALDO : €. 100.000,00 (centomila);
liquida

a titolo di danno non patrimoniale, rinviando al Giudice Civile per le restanti voci di danno, a:
21) BONTEMPI PIETRO: €. 50.000,00 (cinquantamila);
22) CALZARI ANNA: €. 100.000,00 (centomila);
23) CALZARI RENATA €. 100.000,00 (centomila);
24) CIMA MARCO €. 50.000,00 (cinquantamila);
25) EREDI BINATTI GIOVANNI (BINATTI FIORENZA, BINATTI CRISTINA e LUSSIGNOLI MARIA) €. 50.000,00 (cinquantamila);
26) FORMATO DOMENICO: €. 50.000,00 (cinquantamila);
27) LODA ADRIANA €. 50.000,00 (cinquantamila),
28) MONTANTI GIUSEPPE €. 100.000,00 (centomila)
29) NATALI ELVEZIO : €. 400.000 (quattrocentomila) jure proprio,
30) TREBESCHI GIORGIO €. 1.500.000,00 (unmilionecinquecentomila);
importi, tutti, determinati alla data odierna;
condanna
gli imputati, in solido, alla rifusione delle spese legali sostenute dalle Parti Civili, per il giudizio di secondo grado nella misura già stabilita dalla Corte d‟Assise d‟Appello di Brescia, e che, per i restanti gradi di giudizio, si liquidano a favore:
- dell‟Avvocatura dello Stato, rappresentata dall‟Avvocato Riccardo Montegnoli, in €. 11.929;
- dell‟avv. Piergiorgio Vittorini in € 26.422;
- dell‟avv. Federico Sinicato in € 73.002;
- dell‟avv. Alessandro Magoni in €. 15.889;
- dell‟avv. Paolo De Zan in €. 4.717;
- dell‟avv. Massimo Bonvicini in €. 15.593;
- dell‟avv. Andrea Vigani in €. 7.717;
- dell‟avv. Alessandra Barbieri in €. 13.361;
- dell‟avv. Andrea Ricci in €. 15.046;

- dell‟avv. Giovanni Salvi in €. 10.615;
- dell‟avv. Gianluigi Abrandini in €. 4.717;
- dell‟avv. Francesco Menini in €. 8.930;
- dell‟avv. Pietro Garbarino in €. 13.295;
- dell‟avv. Renzo Nardin in €. 13.678;
- dell‟avv. Elena Frigo in €. 15.593;
- dell‟avv. Michele Bontempi in €. 16.282;
- dell‟avv. Fausto Cadeo in €. 11.929;
- dell‟avv. Silvia Guarneri in €. 17.152;
importi, tutti , da maggiorare di C.p.a. e Iva nella misura di legge e da versare a favore dell‟Erario.
Indica
In giorni 90 il termine per il deposito della sentenza.

Milano, 22 luglio 2015
Il Presidente
Anna Conforti

Strage di Piazza della Loggia, due ergastoli dopo 41 anni

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Strage Brescia: ergastolo per Maggi e Tramonte

Per l'eccidio del maggio 1974, a Brescia, condannati i neofascisti Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte. Ci furono 8 morti e un centinaio di feriti

È nella commozione liberatoria del presidente dei famigliari delle vittime, Manlio Milani, e in quella degli avvocati che per tutti questi anni hanno seguito la terza inchiesta sulla strage di piazza della Loggia a Brescia che si riassume l'esito del dodicesimo processo per l'eccidio che causò otto morti e cento feriti il 28 maggio del '74, durante una manifestazione antifascista.

Perché i giudici della Seconda Corte d'assise d'appello di Milano hanno messo un punto fermo: quella strage fu di matrice ordinovista e fu ispirata da Carlo Maria Maggi, medico veneziano, allora ispettore di Ordine Nuovo per il Trivenento, condannato oggi all'ergastolo, così come l'ex Fonte Tritone dei servizi segreti, Maurizio Tramonte.

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Strage Brescia, per i giudici fu compiuta dalla destra eversiva

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Stragi Anni 70: nessun segreto nei documenti della Difesa

La strage di piazza della Loggia a Brescia è «sicuramente riconducibile» alla 'destra eversiva' e «tutti gli elementi evidenziati convergono inequivocabilmente nel senso della colpevolezza di Carlo Maria Maggi». Non solo, Maggi aveva «la consapevolezza» di poter contare «a livello locale e non solo, sulle simpatie e sulle coperture - se non addirittura sull'appoggio diretto - di appartenenti di apparati dello Stato e ai servizi di sicurezza nazionale ed esteri».
A dirlo i giudici della corte d'assise d'appello di Milano nelle motivazioni dellasentenza del 2015 con cui condannarono l'allora ispettore di Ordine nuovo per il triveneto Maggi all'ergastolo per l'eccidio del 28 maggio del 1974.
La corte diede l'egastolo anche all'ex collaboratore dei servizi segreti Maurizio Tramonte. 

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LUG 2015 18.16 Come si è arrivati alla condanna per la strage di piazza della Loggia

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Il 22 luglio i giudici della corte di assise di appello di Milano hanno condannato all’ergastolo per la strage di piazza della Loggia a Brescia Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte, entrambi esponenti del Movimento politico ordine nuovo, il gruppo neofascista attivo in Italia negli anni settanta. I due imputati sono liberi perché la sentenza non è definitiva. La procura generale di Milano però potrebbe chiedere un’ordinanza di custodia cautelare per pericolo di fuga.

Il tribunale ha anche disposto un risarcimento di quattro milioni e mezzo di euro a favore dei familiari delle vittime. Si tratta di risarcimenti simbolici perché i due imputati, ormai anziani, non hanno le disponibilità economiche per adempirli.

La corte ha inoltre disposto il risarcimento di un milione di euro al comune di Brescia, di 300mila euro alla camera del lavoro di Brescia e di 200mila euro a favore della Cisl e della Uil.

Come si è arrivati a oggi:

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Due ergastoli per Piazza della Loggia

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41 anni dopo la strage di Brescia Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte sono stati condannati in appello

Oggi, 22 luglio 2015, i giudici della Corte di assise di appello di Milano hanno condannato all’ergastolo Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte. Molto probabilmente verrà presentato un ricorso in Cassazione contro la sentenza.

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Piazza della Loggia: ergastolo ai due fascisti

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A 41 anni dalla strage, la sentenza della Corte d'assise d'appello di Milano, per Maggi e Tramonte. Accolta la richiesta di pena dell'accusa.

Sono stati condannati [/b]all'ergastolo secondo la sentenza del processo d'appello bis, l'ex ispettore veneto di Ordine Nuovo Carlo Maria Maggi e l'ex fonte 'Tritone' dei servizi segreti Maurizio Tramonte, artefici della strage di Piazza della Loggia che il 28 maggio del 1974 causò otto morti e un centinaio di feriti, nel corso della manifestazione antifascista in pieno centro.La Corte d'appello ha accolto la richiesta del pg Maria Grazia Omboni, che aveva chiesto l'ergastolo per entrambi.
Dopo la lettura della sentenza i familiari delle vittime presenti in aula sono scoppiati in lacrime. Il verdetto viene definito «decisivo per la storia del Paese» da Manlio Milani, presidente dell’associazione familiari vittime della stage di piazza della Loggia. «E impone una profondissima riflessione su quegli anni dal ’69 al ’74», ha aggiunto Milani, che quel giorno di quasi 41 anni fa perse la moglie.

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Strage di piazza della Loggia, ergastolo per Maggi e Tramonte 41 anni dopo

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Strage di piazza della Loggia, ergastolo per Maggi e Tramonte 41 anni dopo

Per i giudici l'attentato fu di matrice ordinovista e fu ispirata da Maggi, medico veneziano, allora ispettore dell'organizzazione neofascista condannato insieme a Tramonte, ex Fonte Tritone dei servizi segreti. Il presidente dell'Associazione familiari delle vittime: "La sentenza impone una profondissima riflessione su quegli anni dal 1969 al 1974"

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Strage piazza Loggia, le motivazioni della sentenza: "Maggi appoggiato da servizi segreti"

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La strage di Piazza della Loggia

Brescia, 10 agosto 2016 - La strage della Loggia di Brescia è "sicuramente riconducibile" alla destra eversiva e "tutti gli elementi evidenziati convergono inequivocabilmente nel senso della colpevolezza di Carlo Maria Maggi". Lo scrivono i giudici della corte d'assise d'appello di Milanonelle motivazioni in possesso dell'Ansa, delle sentenza con cui condannarono Maggi, allora ispettore di Ordine Nuovo per il triveneto e l'ex collaboratore dei servizi segreti Maurizio Tramonte, all'ergastolo per l'eccidio del 28 maggio del '74

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Strage di piazza Loggia, è stata la destra eversiva di Maggi e TramonteStrage di piazza Loggia, è stata la destra eversiva di Maggi e Tramonte

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Piazza Loggia dopo la strage del 28 maggio 1974

Ecco perché sono stati condannati l’ispettore di Ordine Nuovo, Carlo Maria Maggi e l’allora collaboratore dei servizi segreti, Maurizio Tramonte ritenuti colpevoli della strage che il 28 maggio del 1974 costò la vita a 8 persone e il ferimento di 102

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Strage di Brescia, i giudici: "Fu la destra eversiva, i servizi appoggiarono Maggi"

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Strage di Brescia, i giudici: "Fu la destra eversiva, i servizi appoggiarono Maggi"

La strage di piazza della Loggia a Brescia è "sicuramente riconducibile" alla destra eversiva e "tutti gli elementi evidenziati convergono inequivocabilmente nel senso della colpevolezza di Carlo Maria Maggi". Lo scrivono i giudici della Corte d'assise d'Appello di Milano nelle motivazioni della sentenza con cui, condannarono Maggi, allora ispettore di Ordine nuovo per il Triveneto e l'ex collaboratore dei servizi segreti Maurizio Tramonte, all'ergastolo per l'eccidio del 28 maggio del '74.

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