Salute Malattia e Disabilità

Ma la salute mentale che cosa è? (Franco Rotelli)

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Usare il linguaggio per entrar dentro la follia è come usare un metro per misurare un liquido. Ma è allora adeguato il linguaggio per parlarci di che cosa sia la salute della mente, di quali ingredienti si nutra una mente in salute e salute agli occhi di chi? Degli altri che mi osservano e giudicano o di me che mi rivolto nel sonno o nella veglia per far fronte alle minacce guerriere che mi sono ogni giorno rivolte e tento cosi conservarmi in salute?

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Ottanta milioni di disabili in Europa nel 2020: l'UE stabilisce la strategia di integrazione.

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Il 16 novembre scorso la Commissione europea ha adottato la Strategia sulla Disabilità 2010-2020: una strategia che promuove le pari opportunità per le persone con disabilità.

Tale Strategia, frutto di un lavoro avviato a marzo a Salonicco a seguito di un appello dello European Disability Forum (EDF), è suddivisa in otto aree: accessibilità, partecipazione, parità di trattamento occupazione, istruzione e formazioni, previdenza sociale, protezione sociale e azioni esterne. Nelle intenzioni dell'EDF questa Strategia dovrà fungere da "impalcatura" per tutte le politiche sulla disabilità sostenibili, coordinate (e soprattutto vincolanti), a livello continentale e nazionale per i prossimi dieci anni dei vari Stati membri, tanto che questi ultimi stanno sviluppando, chi più chi meno, ciascuno il proprio piano d'azione.

Scopo della Strategia è quello di mettere in atto norme affinché gli ottanta milioni di disabili europei vengano finalmente considerati cittadini a pieno titolo, il raggiungimento dell'accessibilità per il maggior numero possibile di siti internet, un ampliamento e un'armonizzazione del mercato delle tecnologie assistive con conseguente caduta dei prezzi e, entro il 2012, la possibile adozione di un Atto Europeo sulla Disabilità. La Strategia vuole infine assicurare la continuità del finanziamento a tutti i programmi dell'UE che coinvolgano persone con disabilità e gli operatori del settore, promuovere un forum sulla disabilità a cui partecipino Istituzioni e società civile, sensibilizzare l'opinione pubblica e raccogliere informazioni sulle condizioni delle perone con disabilità in Europa.

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L’abbigliamento per tutti NON sembra andar di moda (Ernesto Simionato)

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La scelta dell’abito è un’azione che quotidianamente compiamo senza nemmeno rendercene conto. Aprire l’armadio e scegliere la mise che troviamo più adatta per l’occasione, per le nostre fattezze fisiche o per il nostro umore, è una facoltà che abbiamo, grazie anche a quel che la moda ci offre.
Esiste tuttavia una categoria di persone che esula da questi privilegi. Pensate a chi è costretto, ad esempio, su una sedia a rotelle: indossare un abito da sera, un tailleur, o anche un semplice paio di jeans può richiedere una complessità non trascurabile. Ecco perché spesso le persone diversamente abili vestono in tuta o comunque abiti che guardano poco all’estetica.
L’industria della moda non ha mai compreso le esigenze di chi, nonostante l’handicap fisico, voglia comunque poter vestire secondo i propri gusti e seguendo magari le ultime tendenze, senza dover necessariamente sacrificarsi in indumenti malagevoli che costringono a difficili manovre per essere indossati.

  

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