4.6 – Prime conclusioni sull‟attendibilità di Digilio

Alla luce di quanto fin qui evidenziato, ritiene la Corte che le dichiarazioni di Digilio superino, quanto al nucleo essenziale del narrato sulla strage di Brescia, il pur rigoroso vaglio di credibilità cui sono state sottoposte, assumendo una forte efficacia dimostrativa della responsabilità del Maggi.
In particolare, è inconfutabile e va ribadita la valenza di potente riscontro esterno individualizzante che il contenuto dell‟intercettazione ambientale del 26.9.1996 assume rispetto al ruolo di organizzatore e mandante della strage attribuito allo stesso dal collaboratore.
Ma il tema della credibilità di Digilio non può considerarsi esaurito senza avere prima valutato l‟apporto probatorio del narrato di Tramonte, che, pur costituendo un‟autonoma fonte di prova a carico del Maggi, offre, in più punti, significativi elementi di riscontro alle dichiarazioni di Digilio, tanto più rilevanti per l‟assenza di collegamenti fra i due, che – come si è detto – non risulta si conoscessero.
A tale argomento, per la sua complessità e rilevanza, si ritiene, tuttavia, di riservare una trattazione separata, sospendendo, per il momento, la definitiva valutazione dell‟efficacia probatoria delle dichiarazioni accusatorie di Digilio nei confronti di Maggi.

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