4.2 – La cena di Colognola ai Colli

Quanto alla cena di Colognola, questa Corte - nel ribadire l‟assoluta marginalità del particolare che questa si fosse tenuta a casa o al ristorante di Soffiati, a fronte della comprovata frequenza (a dire di Persic, settimanale) delle cene tenutesi in tale località ed alle quali partecipavano abitualmente Maggi, i Soffiati, padre e figlio, Persic ed altri fidi ordinovisti - non può che convenire sulla mancanza di risposta, sia pure all‟esito di un‟attenta lettura degli atti processuali, all‟interrogativo posto dai giudici della Cassazione sul “perché Digilio avrebbe dovuto inventarsi di sana pianta una cena in un luogo preciso, quando nello stesso periodo e nello stesso luogo vi erano state pacificamente numerose altre cene” (fg. 72, p. 53).
Così come condivide la conclusione della Corte di legittimità sulla rilevanza del “dato di fondo” che emerge dal narrato di Digilio, ovvero “quello di un momento storico in cui la destra estrema extraparlamentare si stava riorganizzando e progettava attentati violenti da eseguire in tutto il Nord Italia e Maggi era certamente all‟apice di questo movimento ed intendeva avvalersi del mezzo stragistico per raggiungere gli obiettivi eversivi” (Ib.); il che, seppure insufficiente ad attribuire allo stesso la responsabilità dell‟attentato di Brescia, costituisce in tal senso “un elemento probatorio di notevole spessore”, specie ove valutato nel quadro indiziario complessivo che emerge dagli atti processuali e del quale le dichiarazioni di Digilio costituiscono solo un segmento, ancorchè importante.

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