Occorre lavorare per modificare il testo dell'Italicum, introducendo la semplice alternanza una donna – un uomo e la parità 50-50 rispetto ai capilista.

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Occorre lavorare per modificare il testo dell'Italicum, introducendo la semplice alternanza una donna – un uomo e la parità 50-50 rispetto ai capilista.

 

Non esiste democrazia piena laddove metà della popolazione non viene rappresentata in modo paritario in parlamento. Il testo base di legge elettorale presentato pochi giorni fa e denominato Italicum, pur rappresentando un passo avanti rispetto al passato, continua a non garantire condizioni per un’adeguata rappresentanza per le donne italiane, rischiando di farci tornare indietro rispetto ad un Parlamento che oggi, per la prima volta, conta tante parlamentari.

Sebbene infatti l’Italicum, nel suo disegno attuale, sancisca l’obbligo di garantire uguale rappresentanza di uomini e donne nelle liste, non assicura altrettanto in parlamento. Vista la previsione di un’anomala alternanza di genere “due a due”, secondo cui non possono esserci più di due candidati di fila dello stesso sesso, i primi (e a volte gli unici) due candidati eletti in ogni collegio potrebbero, come finora spesso è accaduto, essere uomini.

La questione è molto semplice: la bozza si limita a sancire una parità di presenza femminile e maschile nelle liste, ma non incide su un’effettiva parità nelle circoscrizioni e nei collegi di elette ed eletti.

Occorre allora lavorare per modificare il testo, introducendo la semplice alternanza una donna – un uomo e la parità 50-50 rispetto ai capilista.

Per ottenere questa modifica occorre un impegno forte e trasversale, con un’alleanza larga che parta – come già sta accadendo in queste ore – dalle donne di tutti i gruppi parlamentari. Un’alleanza che sappia però superare i tradizionali limiti delle questioni considerate d’interesse femminile e diventi, per tutte le donne e per tutti gli uomini, una priorità forte quanto le altre su cui è stato trovato l’accordo sul testo.

Molte deputate e senatrici si sono già mobilitate. E’ necessario che più donne e uomini, tra i cittadini e in parlamento, facciano sentire la propria voce in favore di questo principio di giustizia.

Firmate per chiedere ai nostri rappresentanti in Parlamento di impegnarsi da subito in modo trasversale e prioritario perché l’Italicum contribuisca a garantire davvero il raggiungimento di una rappresentanza paritaria di uomini e donne non solo nelle liste, ma tra gli eletti in parlamento!

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