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DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 13 dicembre 2011

Delega di funzioni del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  al
Ministro senza portafoglio per gli affari regionali, il turismo e  lo
sport dott. Piero GNUDI. (12A01806) 
  
 
 
                            IL PRESIDENTE 
                     DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 
 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 16 novembre  2011,
con il quale il dott. Piero Gnudi e' stato  nominato  Ministro  senza
portafoglio; 
  Visto il decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  25
novembre 2011, che modifica il decreto del Presidente  del  Consiglio
dei Ministri 16 novembre 2011, con il quale al Dott. Piero  Gnudi  e'
stato conferito l'incarico per gli Affari Regionali, il Turismo e  lo
Sport; 
  Visto l'art.  9  della  legge  23  agosto  1988,  n.  400,  recante
disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento  della  Presidenza
del Consiglio dei Ministri; 
  Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303,  e  successive
modificazioni, recante ordinamento della Presidenza del Consiglio dei
Ministri, a norma dell'art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59; 
  Ritenuto opportuno delegare al  Ministro  senza  portafoglio  dott.
Piero Gnudi le funzioni di cui al presente decreto; 
  Sentito il Consiglio dei Ministri; 
 
                              Decreta: 
 
                               Art. 1 
 
 
                         Delega di funzioni 
 
  1. Al Ministro senza portafoglio dott. Piero Gnudi sono delegate le
funzioni del Presidente del Consiglio  dei  Ministri  in  materia  di
affari  regionali,  turismo  e  sport,  come  anche  specificate  nei
successivi articoli. 

        
      
                               Art. 2 
 
 
                          Affari Regionali 
 
  1. Il Ministro senza  portafoglio  per  gli  affari  regionali,  il
turismo e lo sport dott. Piero Gnudi e'  delegato  ad  esercitare  le
funzioni di coordinamento, di indirizzo, di promozione di iniziative,
anche normative, di esercizio coordinato  e  coerente  dei  poteri  e
rimedi previsti in caso di inerzia o di inadempienza, di vigilanza  e
verifica,  nonche'  ogni  altra  funzione  attribuita  dalle  vigenti
disposizioni al Presidente del Consiglio dei Ministri, fatte salve le
competenze  del  Ministro  dell'interno,  relativamente  a  tutte  le
materie che riguardano le seguenti aree: 
    a) cura dell'azione di Governo in  materia  di  rapporti  con  il
sistema delle autonomie, anche al fine di  individuare  modalita'  di
efficiente svolgimento dei servizi; 
    b)  agevolazione  della  collaborazione  tra  Stato,  regioni  ed
autonomie locali, nonche' del coordinamento dei rapporti diretti  tra
le regioni e le istituzioni comunitarie, fatte  salve  le  competenze
del Ministro per gli affari europei; 
    c) promozione delle iniziative nell'ambito dei rapporti tra Stato
e sistema delle autonomie ed  esercizio  coordinato  e  coerente  dei
poteri e rimedi previsti in caso di inerzia o di inadempienza,  anche
ai fini dell'esercizio del potere  sostitutivo  del  Governo  di  cui
all'art. 120 della Costituzione  e  agli  articoli  137  del  decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e 19-bis della legge 11  febbraio
1992, n. 157;  iniziativa  normativa,  in  raccordo  con  i  Ministri
interessati,  in  materia  di  servizi   pubblici   locali,   nonche'
monitoraggio e impulso alla relativa attuazione; 
    d) esame delle leggi  regionali  e  provinciali  e  questioni  di
legittimita' costituzionale ai sensi e per gli effetti dell'art.  127
della Costituzione; conflitti di attribuzione tra Stato e regioni  ai
sensi e per gli effetti dell'art. 134 della  Costituzione;  questioni
di legittimita'  costituzionale  sugli  Statuti  regionali  ai  sensi
dell'art. 123 della Costituzione;  partecipazione  alle  funzioni  di
controllo  della  spesa  sanitaria;  collaborazione  con  i  Ministri
competenti  per  settore  ai  fini  dell'individuazione   di   azioni
coordinate del Governo con il sistema della autonomie per l'esame  in
sede di Conferenza; 
    e) azione di Governo inerente ai rapporti con  le  regioni  e  le
province  autonome  di  Trento  e  Bolzano,  anche  relativamente  ai
rapporti tra  queste  e  gli  enti  locali,  nonche'  il  particolare
procedimento per le impugnative delle leggi regionali e  provinciali,
conseguenti all'applicazione dell'art. 97 dello Statuto  speciale  di
autonomia della regione Trentino-Alto Adige; 
    f)  elaborazione  di  provvedimenti  di   natura   normativa   ed
amministrativa concernenti le  regioni  e  le  province  autonome  di
Trento e Bolzano, anche con riguardo alle norme di  attuazione  degli
Statuti; 
    g) minoranze linguistiche  e  territori  di  confine  e  relativa
iniziativa legislativa; 
    h) compimento di atti dovuti in sostituzione di organi  regionali
inadempienti nell'esercizio di funzioni delegate o comunque conferite
ai sensi della legge 15  marzo  1997,  n.  59,  dell'art.  118  della
Costituzione ed in attuazione di obblighi  comunitari,  definendo  le
relative proposte in collaborazione con  i  Ministri  competenti  per
settore; 
    i) attivita' dei rappresentanti dello Stato per i rapporti con il
sistema delle autonomie,  nelle  regioni  a  statuto  ordinario,  dei
Commissari di Governo e  delle  corrispondenti  rappresentanze  dello
Stato nelle regioni a Statuto speciale e nelle province  autonome  di
Trento e Bolzano, inerenti alla dipendenza funzionale di cui all'art.
4, comma 3, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, anche  ai
fini dell'esercizio delle funzioni di cui all'art. 10 della  legge  5
giugno 2003, n. 131, nelle materie  di  competenza,  fatte  salve  le
competenze del Ministro  dell'interno,  nonche'  i  relativi  profili
organizzativo, logistico, funzionale e di programmazione finanziaria;
supporto all'emanazione di  direttive  generali  del  Presidente  del
Consiglio dei Ministri di cui all'art. 6, comma 1,  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 3 aprile 2006, n. 180, per  le  parti  di
interesse regionale; 
    l) convocazione e presidenza della Conferenza  permanente  per  i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento  e
Bolzano e della Conferenza Unificata, di cui al  decreto  legislativo
28 agosto 1997, n.  281,  e  regolamentazione  dell'organizzazione  e
funzionamento delle relative segreterie; 
    m)  copresidenza  della  sessione  comunitaria  della  Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province
autonome di Trento e di Bolzano, di cui all'art.  17  della  legge  4
febbraio 2005, n. 11, e all'art. 5 del decreto legislativo 28  agosto
1997, n. 281, al fine di raccordare le linee della politica nazionale
relative all'elaborazione  degli  atti  comunitari  con  le  esigenze
rappresentate dalle autonomie territoriali  e  relativa  convocazione
d'intesa con il Ministro per gli affari europei; 
    n) rapporti con i Comitati  interministeriali  e  con  gli  altri
organi  collegiali  istituiti  presso  amministrazioni  statali,   le
determinazioni dei quali incidono  su  competenze  e  funzioni  delle
autonomie, verificandone e promuovendone l'attuazione  coordinata  da
parte  di  amministrazioni  statali,  enti  pubblici  e  societa'   a
partecipazione pubblica; partecipazione  alla  Conferenza  permanente
tra lo Stato, le regioni e  le  province  autonome  ed  al  Consiglio
generale degli italiani all'estero, con riferimento alle funzioni  di
cui all'art. 17, comma 6 della legge 18 giugno 1998, n. 198, inerenti
all'indicazione delle linee programmatiche per la realizzazione delle
politiche delle regioni per le comunita' italiane all'estero; 
    o) valutazione, definizione  e  raccordo  delle  attivita'  delle
regioni di rilievo internazionale e comunitario; 
    p) partecipazione ai lavori del Consiglio  d'Europa  e  dei  suoi
organismi, in materia di autonomie regionali; 
    q) atti relativi  alle  funzioni  di  indirizzo  e  coordinamento
dell'attivita'  amministrativa  nelle  regioni,  ove   sia   previsto
l'intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri; 
    r) azioni governative, anche normative, dirette alla salvaguardia
ed alla valorizzazione delle zone montane di cui  all'art.  44  della
Costituzione, qualificabili anche come  interventi  speciali  per  la
montagna, di natura territoriale, economica, sociale e culturale,  ai
sensi dell'art. 1  della  legge  31  gennaio  1994,  n.  97,  nonche'
proposta dei criteri di  ripartizione  del  Fondo  nazionale  per  la
montagna  ai  sensi  dell'art.  2  della   legge   citata;   problemi
concernenti le piccole isole, comprese le azioni  governative,  anche
normative, dirette anche agli interventi di cui all'articolo 2, comma
41, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 e successive modificazioni; 
    s) promozione di formule di coordinamento dei rapporti tra  Stato
e sistema  delle  autonomie  anche  ai  fini  del  raggiungimento  di
accordi, nonche' delle intese di cui all'art. 8, comma 6, della legge
5 giugno 2003, n. 131; 
    t) supporto conoscitivo alle regioni anche  per  l'individuazione
delle modalita'  per  l'esercizio  associato  delle  funzioni  e  dei
servizi e relative iniziative legislative, nonche',  d'intesa  con  i
Ministri interessati, iniziative nell'ambito  del  PON  "Governane  e
azioni di sistema" relative alla cooperazione  interistituzionale  ed
alla capacita' negoziale del sistema delle autonomie; 
    u)  attivita'  anche  normative   connesse   all'attuazione   del
conferimento delle funzioni amministrative di cui all'art. 118  della
Costituzione e al trasferimento di beni  e  risorse  per  l'esercizio
delle stesse;  cura  della  realizzazione  delle  maggiori  forme  di
autonomia di cui all'art. 116, terzo comma, della Costituzione; 
    v) attivita' di  coordinamento  e  indirizzo  delle  funzioni  di
gestione e  certificazione  dei  Programmi  Operativi  Interregionali
"Attrattoti culturali, naturali e turismo" e "Energie  rinnovabili  e
risparmio energetico"; 
    z) coordinamento dei tavoli interistituzionali con le  regioni  e
gli enti locali ai fini dell'adozione di provvedimenti aventi valenza
generale. 
  2. Il Ministro e' altresi' delegato a: 
    a) definire  iniziative,  anche  a  livello  normativo,  inerenti
all'attuazione o riformulazione ed aggiornamento  del  capo  I  della
legge 15 marzo 1997, n. 59, e agli adempimenti ad  esso  conseguenti,
con particolare riferimento al decreto legislativo 31 marzo 1998,  n,
112, nonche' al monitoraggio sulla sua attuazione; 
    b) promuovere iniziative per  la  introduzione  di  strumenti  di
conciliazione tra Stato, regioni e province autonome, con particolare
riguardo alle attivita' di mediazione dei conflitti e del contenzioso
costituzionale. 
  3.  Il  Ministro,  in  qualita'  di  Presidente  della   Conferenza
unificata, partecipa alla Commissione  permanente  per  l'innovazione
tecnologica nelle regioni e negli enti locali, di  cui  all'art.  14,
comma 3-bis, del decreto legislativo  7  marzo  2005,  n.  82  ed  in
raccordo con il  Ministro  delegato  all'innovazione,  provvede  alla
realizzazione degli interventi di  cui  all'articolo  1,  comma  893,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296. 
  4.  Le  funzioni  di  cui  al  presente  articolo  possono   essere
esercitate anche per il tramite, ai sensi dell'articolo 10, comma  5,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, del Sottosegretario di Stato alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri Prof.  Avv.  Carlo  Malinconico
Castriota Scanderbeg. 

        
      
                               Art. 3 
 
 
                               Turismo 
 
  1. Al dott. Piero Gnudi sono delegate in  materia  di  turismo,  in
particolare, le funzioni strumentali al  perseguimento  dei  seguenti
obiettivi: 
    a)  coordinamento,  nel   rispetto   del   principio   di   leale
collaborazione con i diversi livelli territoriali di  governo,  della
politica  nazionale  in  materia  di  turismo  volta  allo   sviluppo
economico e produttivo del  settore  in  Italia  e  all'estero;  alla
promozione e comunicazione dell'immagine dell'Italia; alla promozione
degli investimenti, sia in Italia che all'estero  per  la  promozione
del  turismo  e  all'attrazione  di  capitali  per  investimenti  nel
settore; 
    b) proposta e predisposizione, anche di concerto con  i  Ministri
competenti  nei  diversi  settori,  di  testi  normativi  volti  alla
disciplina del turismo, con particolare riferimento alle  professioni
turistiche,    alla    semplificazione    delle    procedure,    alla
programmazione,  progettazione  e  realizzazione   di   progetti   di
rilevanza strategica; 
    c)   sviluppo   e   promozione   delle   attivita'   volte   alla
internazionalizzazione delle  imprese  turistiche  italiane  ed  alla
realizzazione  di  grandi  progetti  infrastrutturali  di   interesse
turistico nazionale; promozione e sostegno  del  marchio  Italia  nel
mondo; 
    d)  cooperazione  istituzionale  per  la  determinazione  di   un
indirizzo  politico  unitario  mediante  la  fissazione,   ai   sensi
dell'art. 117 della Costituzione, di norme e principi generali per la
disciplina  del  turismo,  nonche'  mediante  la  individuazione  dei
«livelli essenziali delle  prestazioni»  relativi  ai  diritti  degli
utenti nel settore turistico; 
    e)  coordinamento  delle  attivita'  volte  alla  definizione  di
standard  minimi  qualitativi  e  sistema  di  rating,   nonche'   di
misurazione e valutazione della qualita' del servizio turistico anche
con riferimento all'Unione europea; 
    f)  sviluppo  di  politiche  organiche,  d'intesa  con  gli  enti
competenti e con  le  associazioni  delle  imprese  di  settore,  con
particolare  riferimento  alle  reti,  ai  distretti  turistici,   ai
circuiti nazionali di eccellenza, ai percorsi,  ai  prodotti  e  agli
itinerari tematici omogenei volti a  valorizzare  il  territorio,  la
cultura, le produzioni tipiche e le tradizioni popolari; 
    g) sostegno ad iniziative delle regioni, delle autonomie locali e
degli altri enti istituzionalmente competenti, volte allo sviluppo  e
alla promozione del turismo sul territorio, anche attraverso progetti
strategici nazionali di interesse turistico coinvolgenti  vaste  aree
geografiche omogenee, al fine di una maggiore  coesione  economica  e
sociale delle politiche di settore; 
    h) definizione ed attuazione di piani  di  sviluppo,  progetti  e
programmi, anche cofinanziati dall'Unione europea; 
    i) valorizzazione  di  beni  demaniali  di  interesse  turistico;
cooperazione istituzionale e coordinamento per la valorizzazione  del
patrimonio di interesse turistico delle IPAB, ASP; valorizzazione, di
concerto  con  i  Ministri  competenti,  del  patrimonio  d'interesse
turistico-religioso appartenente al Fondo edifici per il culto; 
    j)  definizione,  d'intesa  con  il   Ministro   dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca, di norme  generali  in  materia  di
istruzione turistica e  dei  livelli  essenziali  delle  prestazioni;
cooperazione istituzionale per la determinazione di indirizzi unitari
in tema di formazione professionale turistica e per la promozione  di
interventi volti all'alta formazione di operatori turistici; 
    k) partecipazione agli organismi nazionali e  internazionali  che
operano in materia di turismo; 
    l) indirizzo e vigilanza su ENIT - Agenzia nazionale del turismo,
Automobile Club d'Italia, Club Alpino Italiano, nonche' su  strutture
societarie pubbliche o  partecipate  a  carattere  nazionale  le  cui
competenze sono esclusivamente volte al settore del turismo; 
    m) sviluppo di iniziative  volte  alla  promozione  di  forme  di
vigilanza ed  assistenza  alla  domanda  turistica,  con  particolare
riferimento ai "Buoni Vacanze" e al "Fondo nazionale di garanzia"; 
    n) sviluppo delle capacita', delle potenzialita' e  dell'immagine
del   «Sistema   Italia»   attraverso   appropriate   iniziative   di
comunicazione istituzionale; 
    o)  coordinamento  delle  attivita'  volte  alla  promozione  del
«Sistema Italia» connessa ai «grandi  eventi»,  anche  attraverso  la
programmazione di iniziative volte  alla  presentazione  al  pubblico
delle opere e  dei  servizi  realizzati  in  occasione  dei  predetti
«grandi eventi», con particolare attenzione  all'Expo  2015,  nonche'
alla  ideazione,  promozione  e  realizzazione   di   manifestazioni,
celebrazioni e rappresentazioni mediatiche ad essi collegati. 

        
      
                               Art. 4 
 
 
                                Sport 
 
  1. In materia di sport al Ministro, sono delegati, in  particolare,
i seguenti compiti e funzioni: 
    a)  proposta,  coordinamento  ed  attuazione   delle   iniziative
normative, amministrative e  culturali  in  materia  di  sport  e  di
professioni sportive; 
    b) cura dei rapporti internazionali con enti ed  istituzioni  che
hanno competenza  in  materia  di  sport,  con  particolare  riguardo
all'Unione europea, al Consiglio d'Europa, all'UNESCO e alla  Agenzia
mondiale antidoping (WADA); 
    c) cura dei  rapporti  con  enti  istituzionali  e  territoriali,
organismi sportivi ed  altri  soggetti  operanti  nel  settore  dello
sport; 
    d)  sviluppo  e  promozione,  per  quanto  di  competenza,  delle
attivita' di prevenzione del doping e della violenza nello sport; 
    e) vigilanza sul Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), sul
Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e, unitamente al Ministro  per  i
beni  e  le  attivita'  culturali,  in  relazione   alle   rispettive
competenze, alla  vigilanza  e  all'indirizzo  sull'Istituto  per  il
credito sportivo; vigilanza sul Collegio  nazionale  dei  maestri  di
sci; 
    f) coordinamento delle attivita' dell'Osservatorio nazionale  per
l'impiantistica  sportiva  e  delle   connesse   attivita'   per   la
realizzazione  del  programma   straordinario   per   l'impiantistica
sportiva; 
    g) proposta,  concertazione  e  definizione  degli  indirizzi  di
governance  in  materia  di  sport,  anche  nell'ambito  del   Tavolo
nazionale per la governance; 
    h) adozione di iniziative volte a promuovere l'adesione ai valori
dello sport; 
    i)  predisposizione  di  testi  di  livello  comunitario   e   di
recepimento nella normativa  nazionale  in  materia  di  sport  e  di
riconoscimento   delle   qualifiche   professionali   straniere   per
l'esercizio di professioni sportive; 
    l) attivita' connessa ai finanziamenti destinati dalla legge agli
interventi   per   l'impiantistica   sportiva,    finalizzati    alla
costruzione,   ampliamento,   ristrutturazione,    completamento    e
adeguamento alle norme di sicurezza di impianti sportivi  e  relative
iniziative normative. 

        
      
                               Art. 5 
 
 
                          Altre competenze 
 
  1. Il Ministro e' altresi' delegato a: 
    a) nominare i componenti  delle  Commissioni  paritetiche  per  i
rapporti Stato - regioni e designare rappresentanti della  Presidenza
del Consiglio dei Ministri in organi, commissioni,  comitati,  gruppi
di lavoro ed altri  organismi  di  studio,  tecnico-amministrativi  e
consultivi, operanti nelle aree oggetto del presente  decreto  presso
altre amministrazioni ed istituzioni; 
    b) costituire commissioni di studio  e  consulenza  e  gruppi  di
lavoro nelle materie oggetto del presente decreto; 
    c) provvedere  nelle  predette  aree  ad  intese  e  concerti  di
competenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri necessari  per
le iniziative, anche normative, di altre amministrazioni. 
  2. Per lo svolgimento delle funzioni di cui al presente decreto  il
Ministro si avvale, in  relazione  alle  specifiche  competenze,  del
Dipartimento degli affari regionali, del Dipartimento per lo sviluppo
e la competitivita' del turismo,  dell'Ufficio  di  Segreteria  della
Conferenza Stato regioni e dell'Ufficio per lo Sport. 
  Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana, previa registrazione da parte  della  Corte  dei
conti. 
    Roma, 13 dicembre 2011 
 
                                                 Il Presidente: Monti 

Registrato alla Corte dei conti il 31 gennaio 2012 
Presidenza del Consiglio dei Ministri, registro n. 1, foglio n. 227