Ambiente e Ecologia

Per un contratto mondiale dell'energia, bene comune dell'umanità Pace clima equità

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Le ragioni della pace, del dialogo e della collaborazione tra i popoli, della salvezza dell’ambiente, della lotta alla povertà impongono una svolta nelle politiche energetiche. Porre fine alla dipendenza dei sistemi energetici dai combustibili fossili contribuirebbe, infatti, alla fine delle guerre e delle violenze che insanguinano il mondo e fermerebbe i cambiamenti climatici che sono già una drammatica realtà. L’affermazione, invece, di un modello alternativo fondato sulle fonti rinnovabili, presenti in maniera diffusa su tutto il pianeta, garantirebbe il diritto all’energia per miliardi d’uomini e donne e ridurrebbe l’inquinamento dell’aria con enormi vantaggi per la salute di tutti. Servono dunque scelte economiche e fiscali che eliminino le attuali distorsioni di mercato, le quali consentono di produrre energia da fonti fossili scaricando sulla collettività i costi per il recupero ambientale e per la salute dei cittadini. Va inoltre sostenuta la ricerca per la sperimentazione e utilizzazione dell’idrogeno, prodotto però con fonti rinnovabili. Ed infine ai fini della nuova politica energetica, occorre un pieno coinvolgimento nei processi decisionali delle istituzioni locali (regioni, province e comuni).

Perché tutti gli esseri umani vedano riconosciuto il loro diritto all’energia e perché al tempo stesso siano salvaguardati gli equilibri ambientali e climatici, occorre innanzi tutto superare l’attuale squilibrio, nei consumi energetici, tra Nord e Sud del mondo.

L’obiettivo strategico e di lungo periodo che perseguiamo è che, entro il 2050, i consumi non rinnovabili, pro-capite, si attestino in ogni Paese del mondo entro la soglia di 1 tep fossile.

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Curiamo il paesaggio e il dissesto (Domenico Finiguerra)

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Se invece di grandi e costosissime opere si ipotizzassero tante piccole opere pubbliche diffuse tendenti a riqualificare tutto il patrimonio immobiliare esistente sul territorio nazionale,abbattendone i consumi energetici e riconvertendoli alle energie pulite e rinnovabili, recuperare alla bellezza molti degli angoli del bel paese deturpati da ecomostri o scempi di varia natura, cura del dissesto idrogeologico,ci sarebbe probabilmente da lavorare, e per parecchi decenni, per tutte le imprese legate alledilizia.Inoltre, così facendo, forse invertiremmo la rotta che sta portando l'Italia, il più bel transatlantico da turismo, verso uno di quei cimiteri navali dove vengono lasciati a marcire vecchi gloriosi mercantili e arrugginite petroliere dismesse.

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